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Tasse universitarie troppo alte: al via i rimborsi

6 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 agosto 2017



Le tasse universitarie italiane sono troppo alte e spesso illegittime, pertanto dovranno essere rimborsate le somme pagate in eccesso fino al 2013 

Negli ultimi anni, le tasse universitarie italiane sono diventate tra le più alte del mondo, a fronte di servizi agli studenti neppure comparabili a quelli garantiti in altri Paesi. Ora, se è vero che la cultura costa cara, ma l’ignoranza ancor di più (!), non bisognerebbe nemmeno dimenticare che lo studio non è solo un dovere, ma anche e soprattutto un diritto, peraltro costituzionalmente garantito [1]. Ciò detto, sarebbe inimmaginabile pensare che siffatto diritto possa esser violato proprio dall’Istituzione che – per eccellenza – dovrebbe rappresentarlo: ovverosia dall’Università. Ed invece così è stato. In Italia le tasse universitarie sono troppo alte e dovranno essere rimborsate tutte le somme versate in eccesso da molti studenti. Vediamo perché.

Per anni, molti Atenei Italiani hanno imposto ai propri studenti il pagamento di tasse universitarie illegittime, in quanto di gran lunga superiori ai limiti di legge. Eppure, la legge [2] sul punto parla chiaro: l’importo della tassazione richiesta agli studenti universitari non può superare di oltre il 20% il budget erogato dallo Stato alle Università e denominato “Fondo di Finanziamento Ordinario”. Ciò significa che le Università non possono richiedere agli studenti di pagare tasse in misura superiore al 20% rispetto alla somma che le stesse ricevono dallo Stato per la gestione del proprio Ateneo. Questo limite, tuttavia, è stato valicato da moltissimi Atenei, che hanno “fatto male i conti” richiedendo alla totalità dei propri studenti contributi eccedenti di diversi milioni di euro rispetto a quelli che avrebbero potuto incassare. Ci si riferisce soprattutto ai seguenti Atenei:

  • Università degli Studi Insubria Varese-Como;
  • Università degli Studi di Bologna;
  • Università degli Studi di Bergamo;
  • Università degli Studi di Milano;
  • Università degli Studi di Milano Bicocca;
  • Politecnico di Milano;
  • Università “Ca Foscari” di Venezia;
  • Università IUAV di Venezia ;
  • Università degli Studi di Padova;
  • Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia;
  • Università degli Studi di Torino;
  • l’Università degli Studi di Verona;
  • Università degli Studi di Ferrara;
  • Università degli Studi di Pavia.

Così il diritto allo studio in Italia è entrato in crisi: tasse universitarie troppo alte e borse di studio sempre inferiori.

Tasse universitarie troppo alte: i primi sospetti e il correttivo del governo Monti

A partire dal 2010 gli studenti di molti Atenei hanno cominciato ad insospettirsi ed essendo convinti di pagare tasse universitarie troppo elevate hanno deciso di andare in fondo alla questione.

Tutto ciò ha fatto tremare le Istituzioni, tanto che (nel 2012) il Governo Monti, per arginare la situazione (che cominciava a diventare “scomoda”), ha introdotto nel decreto sulla spending review un emendamento che ha di fatto liberalizzato il limite della contribuzione studentesca. Con detto emendamento, infatti, il Governo ha pensato bene di scorporare dal conteggio (che altrimenti sarebbe risultato sempre “fuorilegge”) il gettito della contribuzione versata dagli studenti fuori corso.

 Tasse universitarie illegittime: il diritto al rimborso

Tuttavia, il correttivo del Governo Monti, sebbene abbia apparentemente regolarizzato la situazione per il futuro, ha lasciato irrisolto il problema per gli anni precedenti alla sua entrata in vigore.

Ne consegue che tutti coloro che, a partire dall’anno 2007/2008 sino all’anno accademico 2012/2013, hanno pagato le tasse universitarie ad uno di quegli Atenei i cui bilanci siano risultati irregolari, hanno diritto al rimborso delle somme pagate in eccedenza. Tra questi, l’Università di Pavia è stata già condannata prima dal Tar [3] e poi dal Consiglio di Stato [4] a risarcire gli studenti per un totale di 8 milioni di Euro (per la precisione 4 milioni solo per l’anno 2012).

Il caso di Pavia non è isolato. Nella realtà, le Università italiane “fuorilegge” –  che hanno cioè “tassato” gli studenti sforando la soglia del 20% – sono più della metà (35 Atenei su 61). Inutile sottolineare che si tratta di cifre considerevoli che ciascuno studente, in proporzione alla quota pagata, ha il diritto di recuperare.

note

[1] Art. 33 e 34 Cost.

[2] Art. 5 D.P.R. n. 306 del 25.07.1997.

[3] TAR Lombardia, sent. n. 1073/2013 del 26.04.2013.

[4] Cons. Stato, sent. n. 1832/2016 del 06.05.2016.


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2 Commenti

  1. Sono arrivata a pagare 1370€ per poter finire gli studi e laurearmi! Più di uno stipendio, che purtroppo non posso avere…..

    Come si fa a chiedere il rimborso? A chi si può chiedere? Come muoversi?!

    Grazie

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