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Taglio pensioni: in quali casi lo Stato può intervenire

17 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 agosto 2017



Lo Stato può tagliare le pensioni a causa della grave crisi economica?

Nel caso in cui si verifichi una grave crisi economica, lo Stato è autorizzato a tagliare le pensioni, per un periodo limitato, ma deve garantire ai pensionati almeno i mezzi di sussistenza: in caso contrario, il taglio della pensione è contrario alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

È quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, con una recente decisione [1], con la quale si chiarisce che le misure di austerità, come la decurtazione della pensione, pur costituendo un’ingerenza nel diritto di proprietà sono legittime nel caso in cui tutelino un interesse pubblico, siano limitate nel tempo e garantiscano i mezzi di sussistenza all’interessato.

Quando è possibile il taglio delle pensioni

Nel dettaglio, secondo la Corte europea, è possibile ridurre una pensione quando:

  • il taglio della prestazione risponda a un interesse della collettività prevalente;
  • si raggiunga un giusto equilibrio tra i diritti fondamentali dell’interessato e l’interesse generale della società, inclusa la necessità di garantire altre prestazioni;
  • si garantiscano all’interessato i mezzi per la sopravvivenza;
  • il taglio della prestazione non sia indefinito, ma limitato nel tempo, entro un massimo di 4 anni;
  • il taglio della prestazione non rappresenti una discriminazione.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è possibile decurtare una prestazione quando questa costituisce un vantaggio particolare concesso a una determinata categoria di persone  (come una pensione di servizio non legata ad alcun versamento di contributi), senza che si realizzi una discriminazione.

Ad esempio, se uno Stato decide di tagliare soltanto le pensioni di servizio, non ottenute sulla base dei contributi versati, e non le pensioni di anzianità e di vecchiaia, calcolate sulla contribuzione accantonata, non si può parlare di discriminazione, in quanto non è possibile paragonare categorie diverse.

Taglio delle pensioni: in Italia è possibile?

Il caso del taglio delle pensioni affrontato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo riguardava la Lituania, che aveva decurtato determinate pensioni pubbliche per 3 anni a causa della grave crisi affrontata. La decisione della Corte, però, interessa potenzialmente tutti i cittadini europei, anche non lituani, nel caso in cui si manifesti un’esigenza di tutela della collettività che prevalga sull’aspettativa del pensionato a ricevere la prestazione.

Anche in Italia, quindi, potrebbe verificarsi una situazione del genere. Tuttavia, considerando che devono essere garantiti ai pensionati i mezzi di sussistenza, è assai improbabile che si possa verificare un taglio delle pensioni sociali, o delle pensioni integrate al minimo, mentre sarebbe più facilmente realizzabile un taglio delle prestazioni più elevate, specie se non legate al versamento di contributi.

Ad ogni modo, nel panorama normativo italiano attuale, considerata l’intangibilità dei cosiddetti “diritti acquisiti”, un taglio delle pensioni d’oro e dei vitalizi, anche in condizioni di grave crisi, appare quasi impossibile: molto più probabile, invece, un ulteriore inasprimento delle condizioni di accesso alla pensione per chi ancora non l’ha ottenuta, com’è già avvenuto con la legge Fornero.

note

[1] Ric. 75916/13, decisione 27/07/2017.


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