Ape social: diminuiscono i requisiti per la pensione anticipata

31 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 luglio 2017



Ape sociale: anticipo sino a 2 anni per le lavoratrici madri.

Basteranno 28 anni di contributi per le lavoratrici che hanno almeno 2 figli e vogliono pensionarsi in anticipo, a 63 anni, con l’Ape social, mentre saranno necessari 29 anni di contribuzione per le donne con un figlio solo. È questa la proposta di riforma dell’anticipo pensionistico del ministro del lavoro Poletti, attualmente allo studio, che sarà esaminata dettagliatamente a fine agosto, alla riapertura delle trattative tra Governo e sindacati.

L’anticipo dell’Ape social è finalizzato a rendere questa misura più facilmente fruibile dalle lavoratrici, dal momento che, per accedere alla prestazione, attualmente è necessario possedere almeno 30 anni di contributi: un requisito non semplice da raggiungere, specie per coloro che hanno dovuto interrompere la carriera per esigenze di famiglia.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono, allo stato attuale, i requisiti necessari per ottenere l’Ape social, chi sono i destinatari della misura e in che cosa consiste quest’agevolazione.

Che cos’è l’Ape social

L’Ape social, o Ape sociale,  è una prestazione a carico dello Stato, riconosciuta a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza. Il trattamento, in particolare, spetta finché l’interessato non matura i requisiti per la pensione di vecchiaia ed è destinato solo a determinate categorie di lavoratori tutelati: disoccupati, invalidi, caregivers (persone che assistono un familiare portatore di handicap grave) e addetti a lavori faticosi e rischiosi.

L’Ape sociale, nel dettaglio, come la cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico, cioè una prestazione che anticipa la pensione e “accompagna” l’interessato sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione. A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, però, la prestazione non è erogata grazie a un prestito bancario: l’Ape sociale, difatti, è direttamente a carico dello Stato. Per questo motivo, non comporta trattenute sulla futura pensione, in quanto l’interessato non deve restituire alcunché.

L’assegno che spetta ai beneficiari dell’Ape sociale viene determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione, sino a un massimo di 1.500 euro mensili.

Chi sono i beneficiari dell’Ape social

Possono accedere all’Ape sociale i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, i beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo);
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa. L’attività rischiosa o pesante, nel dettaglio, deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Quando si perde l’Ape social

L’Ape sociale è incompatibile con le prestazioni a sostegno del reddito dovute in seguito allo stato di disoccupazione. In particolare è incompatibile:

  • con la Naspi (l’indennità di disoccupazione che spetta ai dipendenti);
  • con l’Asdi (l’assegno di disoccupazione, erogato ad alcuni soggetti, una volta terminata la Naspi);
  • con l’indennizzo per i commercianti (corrisposto, in determinati casi, per accompagnare alla pensione il commerciante che cede l’attività).

È invece compatibile:

  • con l’attività lavorativa dipendente o parasubordinata, se il reddito che ne deriva non supera 8.000 euro all’anno;
  • con l’attività di lavoro autonomo, se il reddito che ne deriva non supera 4.800 euro annui.

Inoltre, si decade dal diritto all’indennità se si raggiungono i requisiti della pensione anticipata.

Quando si presenta la domanda di Ape social

I lavoratori, per accedere all’Ape social, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017;
  • chi matura i requisiti successivamente, deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 31 marzo 2018.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio 2017 ed il  marzo di ciascun anno e, comunque, non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione). Chi possiede già tutti i requisiti, comunque, può presentare, oltre alla domanda di certificazione dei requisiti, anche la domanda di trattamento vero e proprio.

Come si presenta la domanda di Ape social

Per presentare la domanda relativa alla certificazione dei requisiti per l’Ape social, bisogna accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali (codice fiscale e Pin, oppure Carta nazionale dei servizi, o identità digitale Spid) e seguire il percorso: “domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”; bisogna poi cliccare su “nuova domanda” nella colonna di sinistra.

Per presentare la domanda di Ape social, bisogna successivamente accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali (codice fiscale e Pin, oppure Carta nazionale dei servizi, o identità digitale Spid) e seguire il percorso: “Altre prestazioni/Anticipo pensione/Ape sociale”.


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2 Commenti

  1. Se dopo 8 mesi non hanno ancora nemmeno scritto una riga o preso una decisione sull’ape volontaria penso che ci vorrà almeno un altro anno per scrivere il decreto. Pensare che doveva essere la cosa più semplice…. fate domanda… andate in banca e all’assicurazione ed è fatta senza disturbare burocrati, sindacalisti, tavoli di riunione e varie corti che meditano sul caso. Che forse non interessi a nessun partito in quanto non portatrice di voti?
    Qualcuno diceva che a pensar male…….

    1. La solita presa in giro..mettono tanti paletti per ridurre alla platea che,alla fine,sembra,che la platea sia una rimpatriata tra amici.Non ci sono parole…

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