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Annullare la cartella esattoriale senza pagare l’avvocato

31 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 luglio 2017



Gratuito patrocinio o a spese dello Stato: anche davanti alle commissioni tributarie non si paga l’avvocato se il reddito non supera i limiti legge.

Già poter annullare una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione sarebbe un bel traguardo. Ma poterlo fare gratis, senza pagare l’avvocato, sarebbe roba da uscire dal tribunale ed abbracciare i passanti. Preparate i vostri migliori abbracci, perché è possibile ottenere l’annullamento gratuito di una cartella di pagamento.

Chi non ha i soldi per versare le tasse, per logica, non ha nemmeno le possibilità economiche per pagare un avvocato. Di conseguenza, spesso si rinuncia a far valere i propri diritti solo per la paura di scoprire quanto chiederà il legale di parcella. Eppure, c’è più di un modo per ottenere tutela, sempre a condizione che si abbia ragione e che l’atto notificato sia effettivamente nullo, viziato o comunque irregolare. Vale la pena tentare.

Annullare gratis la cartella: il gratuito patrocinio

Il modo più sicuro e semplice per annullare gratis la cartella esattoriale senza pagare l’avvocato è quello di accedere al gratuito patrocinio.

Le regole generali del patrocinio a spese dello Stato valgono anche nei confronti delle commissioni tributarie. Sono i casi in cui il contribuente contesta un atto emesso dal Fisco nei suoi confronti (una cartella per il mancato pagamento di Irpef, Iva, Imposta sulla casa, sui rifiuti, ecc.) e ne chiede l’annullamento. Queste regole sono ammesse anche per l’impugnazione di una cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione davanti al giudice ordinario, sezione lavoro e previdenza (per esempio in materia di oneri previdenziali) o al giudice di pace (ad esempio se si tratta del mancato pagamento di una multa stradale).

Chi può accedere al gratuito patrocinio

La condizione per accedere al gratuito patrocinio nel tentativo di annullare gratis una cartella senza pagare l’avvocato è quella di possedere un reddito (certificato dall’ultima dichiarazione dei redditi Irpef) non superiore a euro 11.369 euro. Si sommano tutti i redditi percepiti all’interno dello stesso nucleo familiare (coniuge, conviventi, ecc.).

Come si accede al gratuito patrocinio

Per accedere al gratuito patrocinio non c’è bisogno di spulciare in particolari elenchi o albi, o di aprire le pagine gialle, sezione avvocati: in realtà, si tratta solo di una procedura che consente a qualsiasi legale – anche, quindi, al proprio avvocato di famiglia – di essere pagato dallo Stato e non dal contribuente. In questo modo, il cittadino non sarà tenuto a corrispondergli alcunché neanche a titolo di rimborso spese. Anzi, guai a lui se lo facesse: se dovesse chiedere una parcella a qualsiasi titolo, il legale potrebbe essere denunciato al proprio consiglio dell’Ordine per comportamento contrario alla deontologia professionale.

La procedura viene, di norma, formalizzata dall’avvocato

Val la pena ricordare che dinanzi alle commissioni tributarie, però, possono difendere non solo gli avvocati, ma anche i commercialisti, i ragionieri e i periti commerciali.

Annullare gratis la cartella: la difesa diretta

Un secondo modo per annullare una cartella esattoriale gratis senza pagare l’avvocato è quello della difesa diretta. In buona sostanza, per tutte le cause entro un certo valore, il contribuente può difendersi personalmente. Cioè, non è che non deve pagare l’avvocato: è che non deve nemmeno chiamarlo.

Davanti al giudice di pace il limite massimo è di 1.100 euro

Per le liti davanti alle commissioni tributarie il limite è fino a 2.582,28 euro, anche se si parla di atti impositivi dei Comuni e degli altri enti locali. Anche in questo caso la parte interessata può difendersi da sola. A meno che il contribuente sia un avvocato, un commercialista, un ragioniere o un perito contabile: in questi casi non ci sono limiti.

Per valore della lite si intende l’importo del tributo, senza quindi calcolare interessi ed eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato

Annullare gratis la cartella: l’autotutela

Un terzo modo per annullare gratis la cartella esattoriale senza pagare l’avvocato è quello di presentare una istanza in autotutela all’ente titolare del tributo.

Facciamo un esempio. Se la cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione viene notificata per omesso versamento dell’Irpef, l’istanza andrà presentata all’Agenzia delle Entrate. Se, invece, si riferisce al mancato pagamento dei contributi, andrà inoltrata all’Inps. E così via.

L’istanza in autotutela altro non è altro che una banalissima richiesta rivolta all’amministrazione con cui, senza particolari formule complicate da rispettare, il contribuente manifesta le proprie ragioni e chiede l’annullamento dell’atto e lo sgravio della relativa cartella. Se la richiesta viene accolta, l’amministrazione competente ne darà comunicazione all’Agente di riscossione. Sotto l’occhio vigile del contribuente: dovrà essere lui, infatti, a verificare che tale comunicazione avvenga (è più facile pretendere che il Pescara vinca il campionato di serie A che pretendere che le amministrazioni si parlino tra loro. Con tanti auguri al Pescara, per carità).

L’autotutela è certamente la via più semplice, immediata e a buon costo perché non comporta spese, è libera da forme, non richiede il pagamento di bolli o contributi unificati. Ma non è oro tutto quel che luccica: questa soluzione non sospende i termini di opposizione contro la cartella. Significa che, in caso di rigetto o mancata risposta (ammesso e non concesso che il silenzio si consideri come «rigetto»), senza che il contribuente, nel frattempo, si sia tutelato presso le sedi giudiziarie, la cartella sarà divenuta definitiva e, quindi, non più impugnabile. Il contribuente, in altre parole, non potrà più ricorrere al giudice, anche se il vizio della cartella è più che evidente. Per cui, restando senza difese, dovrà anche rassegnarsi a pagare o, in alternativa, a subire il pignoramento con la conseguente esecuzione forzata.

Annullare gratis la cartella: l’istanza all’Ente di riscossione

Quarto e ultimo modo (almeno finora) per annullare gratis una cartella esattoriale senza pagare l’avvocato. Grazie alla legge finanziaria del 2013, è possibile presentare un’istanza direttamente all’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Quando

Quando si è in presenza di un vizio palese della cartella di pagamento: la prescrizione della cartella stessa, la notifica ad un soggetto diverso dal destinatario, il pagamento già avvenuto, la cartella sospesa o annullata dal giudice o dall’autorità amministrativa.

Come

Con dei modelli ritirabili presso gli sportelli o scaricabili online.

Con quale risultato

L’istanza sospende in automatico la cartella (per cui non verranno avviati pignoramento, ipoteca o fermo auto). Ma non sospende anche i termini per fare ricorso al giudice (le conseguenze sono le stesse che abbiamo appena illustrato nel caso dell’autotutela).

Se entro 220 giorni l’Agenzia delle Entrate Riscossione non darà risposta, l’istanza si considererà accolta e, quindi, si potrà ritenere annullata la relativa cartella esattoriale.

note

Autore immagine: 123rf.com

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