Pensioni: blocco dell’aumento dei requisiti

17 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 agosto 2017



Stop agli adeguamenti automatici alla speranza di vita: novità pensione anticipata, pensione di vecchiaia, Ape e altre deroghe.

Nessun aumento dei requisiti della pensione dal 2019: non si tratta solo di una richiesta da parte dei principali sindacati, ma anche di una proposta a cui sta lavorando il governo Gentiloni. L’ipotesi allo studio, in particolare, prevede lo spostamento dell’adeguamento dei requisiti della pensione alla speranza di vita media al 2021, anziché al 2019.

Nel 2021, in particolare, i requisiti per la pensione dovrebbero essere aumentati di 5 mesi, in modo da spostare l’età pensionabile (per la pensione di vecchiaia) a 67 anni e i requisiti per la pensione anticipata a 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini ed a 42 anni e 3 mesi per le donne.

Secondo le previsioni attuali, invece, nel 2019 l’età per la pensione di vecchiaia dovrebbe spostarsi, per tutti, a 66 anni e 11 mesi, mentre per la pensione anticipata i requisiti dovrebbero essere pari a 43 anni e 2 mesi di contributi per gli uomini ed a 42 anni e 2 mesi per le donne.

L’effettivo aumento, però, salvo l’approvazione di una nuova legge che preveda diversamente, dipenderà dalla speranza di vita media rilevata dall’Istat: questa aveva subito un calo nel 2015, ma è di nuovo aumentata nel 2016. Bisognerà dunque attendere i risultati registrati nel 2017:

  • nel caso in cui gli incrementi della speranza di vita media rispecchino quanto previsto dalla legge Fornero, in merito agli adeguamenti automatici, i requisiti per la pensione aumenteranno, nel biennio 2019-2020, di 4 mesi;
  • nel caso in cui gli incrementi della speranza di vita media siano maggiori rispetto agli adeguamenti previsti, i requisiti per la pensione aumenteranno, nel biennio 2019-2020, in misura superiore a 4 mesi;
  • nel caso in cui, invece, si registri un calo della speranza di vita, nel 2019-2020 i requisiti resteranno bloccati.

In attesa di saperne di più, vediamo quali sono e come si calcolano gli attuali requisiti per la pensione.

Come si calcolano i requisiti per la pensione

Innanzitutto, bisogna chiarire che i requisiti per la pensione  (età, anni di contributi) sono differenti a seconda del tipo di trattamento a cui si ha diritto (pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità, etc.) e della gestione previdenziale a cui si appartiene.

Per quanto riguarda il calcolo dell’età pensionabile, ad oggi si deve fare riferimento ai requisiti previsti dalla legge Fornero, da noi riportati negli schemi sottostanti, che segnano l’età pensionabile prevista per ogni anno, in base agli incrementi periodici legati all’aumento della speranza di vita.

È invece più complesso il calcolo dei contributi, in quanto, nell’estratto conto dell’Inps, la contribuzione è solitamente indicata in settimane, ma a volte anche in mesi o in giorni, a seconda della gestione alla quale appartiene il dipendente.

Per capire quanti anni di contributi si possiedono, bisogna dunque considerare che, nella generalità dei casi:

  • 1 anno corrisponde a 52 settimane;
  • 1 mese corrisponde a 4,333 settimane;
  • 1 giornata corrisponde a 0,19259 settimane.

I periodi di contribuzione appartenenti a diverse gestioni possono essere sommati:

  • gratuitamente, nel caso in cui si richieda la totalizzazione dei contributi, il cumulo, il computo, o la totalizzazione retributiva;
  • a titolo oneroso, qualora si richieda la ricongiunzione dei contributi presso un’unica gestione.

In caso contrario, i contributi di ogni gestione devono essere considerati separatamente, per verificare il diritto ad un’autonoma pensione, o a un’eventuale pensione supplementare o supplemento di pensione (per approfondire: pensione supplementare, supplemento della pensione, ricalcolo e ricostituzione della pensione).

Come si calcola la pensione

Per quanto riguarda il calcolo della pensione, ricordiamo che questo è effettuato con diversi sistemi, per gli iscritti ai fondi facenti capo all’Inps:

  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede più di 18 anni di contributi al 31/12/1995; il sistema retributivo si basa sugli ultimi stipendi posseduti dal lavoratore e sulle settimane di contributi versate sino al 1992 (per la quota A) e dal 1993 al 2011 (per la quota B);
  • col sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi col sistema contributivo (il cosiddetto sistema di calcolo misto), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995;
  • col sistema interamente contributivo, per chi non ha contributi precedenti al 1996 o per chi utilizza l’opzione donna, l’opzione contributiva Dini o il computo nella Gestione separata; il sistema contributivo si basa sui contributi effettivamente accreditati e non sulla media delle ultime retribuzioni.

Coloro a cui spetta il calcolo interamente contributivo, o che scelgono il computo nella Gestione Separata, hanno diritto, a determinate condizioni, a requisiti più leggeri per accedere alla pensione anticipata (63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi) ed a quella di vecchiaia (70 anni e 7 mesi, ma con soli 5 anni di contributi). Chi utilizza l’opzione donna ha diritto alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi (se i requisiti sono posseduti entro il 31 luglio 2016).

Per maggiori approfondimenti sul calcolo della pensione, vi invitiamo a leggere il nostro vademecum: come calcolare l’assegno di pensione.

I requisiti per la pensione di vecchiaia

Per ottenere la pensione di vecchiaia, è necessario possedere un determinato requisito anagrafico, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini); l’assegno di pensione, inoltre, per chi non possiede contributi precedenti al 1996, non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (cioè a circa 673 euro).

Vediamo, nella tabella, i requisiti d’età necessari, anno per anno:

  • 2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
  • 2018: 66 anni e 7 mesi per tutti
  • 2019: 66 e 11 mesi;
  • 2020: 66 e 11 mesi ;
  • 2021: 67 e 2 mesi;
  • 2022: 67 e 2 mesi;
  • 2023: 67 e 5 mesi;
  • 2024: 67 e 5 mesi;
  • 2025: 67 e 8 mesi;
  • 2026: 67 e 8 mesi;
  • 2027: 67 e 11 mesi;
  • 2028: 67 e 11 mesi;
  • 2029: 68 e 1 mese;
  • 2030: 68 e 1 mese;
  • 2031: 68 e 3 mesi;
  • 2032: 68 e 3 mesi;
  • 2033: 68 e 5 mesi;
  • 2034: 68 e 5 mesi;
  • 2035: 68 e 7 mesi;
  • 2036: 68 e 7 mesi;
  • 2037: 68 e 9 mesi;
  • 2038: 68 e 9 mesi;
  • 2039: 68 e 11 mesi ;
  • 2040: 68 e 11 mesi;
  • 2041: 69 e 1 mese;
  • 2042: 69 e 1 mese;
  • 2043: 69 e 3 mesi;
  • 2044: 69 e 3 mesi;
  • 2045: 69 e 5 mesi.

I requisiti, successivamente a tale data, aumentano sempre di 2 mesi ogni biennio; gli adeguamenti automatici, come anticipato, potrebbero variare nel caso in cui l’aspettativa di vita riscontrata dall’Istat sia differente da quella prevista.

I requisiti per la pensione di vecchiaia con l’Ape

Se si decide di utilizzare l’Ape, il nuovo anticipo pensionistico introdotto dalla Legge di bilancio 2017, si può anticipare la pensione di vecchiaia sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, se si possiedono 20 anni di contributi, con un minimo di 63 anni di età

Sarà così possibile pensionarsi a 63 anni sino al 2018, a 63 anni e 4 mesi nel biennio 2019-2020, a 63 anni e 7 mesi nel biennio 2021 e 2022 e così via, sempre che la misura sia confermata anche in futuro e che i requisiti per la pensione rispecchino gli adeguamenti automatici previsti.

Bisogna però ricordare che l’Ape comporta delle penalizzazioni sulla futura pensione, in quanto il trattamento è erogato grazie a un prestito bancario, che va restituito. Non subiscono penalizzazioni soltanto coloro che beneficiano dell’Ape sociale, interamente a carico dello Stato sino a 1.500 euro mensili; inoltre, subiscono tagli minori i lavoratori in esubero, per i quali parte dell’Ape è pagata dall’azienda e i lavoratori che possono beneficiare di una rendita integrativa anticipata.

Per approfondimenti, si veda: Ape, tutte le novità sull’anticipo pensionistico.

I requisiti per la pensione di vecchiaia contributiva

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo del trattamento, ha diritto alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, ma con i seguenti requisiti di età:

  • nel triennio 2016-2018, 70 anni e 7 mesi;
  • nel 2019-2020, 70 anni e 11 mesi;
  • nel 2021-2022, 71 anni e 2 mesi.

I requisiti continuano, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029.

I requisiti per la pensione anticipata

La pensione anticipata, al contrario della pensione di vecchiaia, è basata solo sui contributi accantonati, e non richiede un requisito minimo d’età: la Legge di bilancio 2017 ha infatti abolito la penalizzazione pari all’1% annuo, per ogni anno dal 60° al 62°, e pari al 2%, per ogni anno sotto il 60°.

Vediamo ora quanti sono gli anni di contributi necessari a maturare il trattamento, a seconda della data di uscita dal lavoro, per gli uomini:

  • 2017: 42 anni e 10 mesi;
  • 2018: 42 anni e 10 mesi;
  • 2019: 43 anni e 2 mesi;
  • 2020: 43 anni e 2 mesi;
  • 2021: 43 anni e 5 mesi;
  • 2022: 43 anni e 5 mesi;
  • 2023: 43 anni e 8 mesi;
  • 2024: 43 anni e 8 mesi;
  • 2025: 43 anni e 11 mesi;
  • 2026: 43 anni e 11 mesi;
  • 2027: 44 anni e 2 mesi;
  • 2028: 44 anni e 2 mesi;
  • 2029: 44 anni e 4 mesi;
  • 2030: 44 anni e 4 mesi;
  • 2031: 44 anni e 6 mesi;
  • 2032: 44 anni e 6 mesi;
  • 2033: 44 anni e 8 mesi;
  • 2034: 44 anni e 8 mesi;
  • 2035: 44 anni e 10 mesi;
  • 2036: 44 anni e 10 mesi;
  • 2037: 45 anni;
  • 2038: 45 anni;
  • 2039: 45 anni e 2 mesi;
  • 2040: 45 anni e 2 mesi;
  • 2041: 45 anni e 4 mesi;
  • 2042: 45 anni e 4 mesi;
  • 2043: 45 anni e 6 mesi;
  • 2044: 45 anni e 6 mesi;
  • 2045: 45 anni e 8 mesi;
  • 2046: 45 anni e 8 mesi;
  • 2047: 45 anni e 10 mesi;
  • 2048: 45 anni e 10 mesi;
  • 2049: 46 anni 45 anni;

I requisiti per la pensione anticipata delle donne prevedono lo sconto di un anno, rispetto agli uomini:

  • 2017: 41 anni e 10 mesi;
  • 2018: 41 anni e 10 mesi;
  • 2019: 42 anni e 2 mesi;
  • 2020: 42 anni e 2 mesi;
  • 2021: 42 anni e 5 mesi;
  • 2022: 42 anni e 5 mesi;
  • 2023: 42 anni e 8 mesi;
  • 2024: 42 anni e 8 mesi;
  • 2025: 42 anni e 11 mesi;
  • 2026: 42 anni e 11 mesi;
  • 2027: 43 anni e 2 mesi;
  • 2028: 43 anni e 2 mesi;
  • 2029: 43 anni e 4 mesi;
  • 2030: 43 anni e 4 mesi;
  • 2031: 43 anni e 6 mesi;
  • 2032: 43 anni e 6 mesi;
  • 2033: 43 anni e 8 mesi;
  • 2034: 43 anni e 8 mesi;
  • 2035: 43 anni e 10 mesi;
  • 2036: 43 anni e 10 mesi;
  • 2037: 44 anni;
  • 2038: 44 anni;
  • 2039: 44 anni e 2 mesi;
  • 2040: 44 anni e 2 mesi;
  • 2041: 44 anni e 4 mesi;
  • 2042: 44 anni e 4 mesi;
  • 2043: 44 anni e 6 mesi;
  • 2044: 44 anni e 6 mesi;
  • 2045: 44 anni e 8 mesi;
  • 2046: 44 anni e 8 mesi;
  • 2047: 44 anni e 10 mesi;
  • 2048: 44 anni e 10 mesi;
  • 2049: 45 anni;
  • 2050: 45 anni.

Bisogna comunque considerare, come già detto in merito all’età pensionabile, che gli adeguamenti automatici potrebbero variare, al variare dell’aspettativa di vita.

I requisiti per la pensione anticipata quota 41

La pensione anticipata può anche essere ottenuta con 41 anni di contributi, se:

  • l’interessato è un lavoratore dipendente o autonomo, iscritto all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi) e alle sue forme sostitutive ed esclusive (ad esempio fondo elettrici, telefonici…);
  • l’interessato possiede almeno 12 mesi di contributi per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età.

Il lavoratore, inoltre, per ottenere il beneficio deve trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • essere disoccupato per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, senza percepire da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione spettante;
  • essere lavoratore dipendente, o autonomo, che assiste al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave;
  • essere lavoratore dipendente o autonomo con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • essere lavoratore dipendente addetto a lavori usuranti, o che svolge da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

 

I requisiti per la pensione anticipata contributiva

Chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 può optare per la pensione anticipata contributiva: per ottenere il trattamento, nel 2017, sono sufficienti 63 anni e 7 mesi di età, unitamente al possesso di 20 anni di contributi, e di un assegno superiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Vediamo, nella tabella, i requisiti anagrafici necessari al trattamento, in base all’anno di pensionamento:

2016
63 anni e 7 mesi
2017
63 anni e 7 mesi
2018
63 anni e 7 mesi
2019
63 anni e 11 mesi
2020
63 anni e 11 mesi
2021
64 anni e 2 mesi
2022
64 anni e 2 mesi
2023
64 anni e 5 mesi
2024
64 anni e 5 mesi
2025
64 anni e 8 mesi
2026
64 anni e 8 mesi
2027
64 anni e 11 mesi
2028
64 anni e 11 mesi
2029
65 anni e 1 mese
2030
65 anni e 1 mese
2031
65 anni e 3 mesi
2032
65 anni e 3 mesi
2033
65 anni e 5 mesi
2034
65 anni e 5 mesi
2035
65 anni e 7 mesi
2036
65 anni e 7 mesi
2037
65 anni e 9 mesi
2038
65 anni e 9 mesi
2039
65 anni e 11 mesi
2040
65 anni e 11 mesi
2041
66 anni e 1 mese
2042
66 anni e 1 mese
2043
66 anni e 3 mesi
2044
66 anni e 3 mesi
2045
66 anni e 5 mesi
2046
66 anni e 5 mesi
2047
66 anni e 7 mesi
2048
66 anni e 7 mesi
2049
66 anni e 9 mesi
2050
66 anni e 9 mesi

Anche in questo caso gli adeguamenti automatici potrebbero variare, al variare dell’aspettativa di vita.

Requisiti per la pensione: quando sono più leggeri

Sono previsti requisiti più leggeri per la pensione nelle seguenti ipotesi:

  • totalizzazione: bastano 65 anni e 7 mesi di età (per tutti), con 20 anni di contributi e una finestra di attesa di 18 mesi, per la pensione di vecchiaia, o 40 anni e 7 mesi di contributi  e una finestra di 21 mesi, per la pensione di anzianità;
  • salvacondotto per nati nel 1951 e 1952: in questo caso, è possibile andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, se sono stati compiuti 60 anni entro il 31 dicembre 2012, e maturati almeno 35 anni di contributi, entro la stessa data, per gli uomini, o 20 anni di contributi, per le donne (l’agevolazione non è fruibile dai dipendenti pubblici, dai lavoratori agricoli; inoltre ci sono delle limitazioni per i lavoratori autonomi e per i  non occupati al 28 dicembre 2011);
  • opzione donna: in attesa di ulteriori proroghe, l’opzione è fruibile da chi matura almeno 35 anni di contributi e 57 anni e 7 mesi di età (58 e 7 mesi se lavoratrice autonoma), entro il 31 luglio 2016; si applica una finestra di attesa di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome; l’opzione comporta il calcolo interamente contributivo della pensione;
  • lavori usuranti e notturni: per i lavoratori che hanno effettuato turni notturni, o attività particolarmente faticose e pesanti, sono previsti dei requisiti ridotti per la pensione, calcolati in base alle quote (per saperne di più: pensione anticipata per gli addetti a lavori faticosi 2017); i requisiti sono stati ulteriormente tagliati dalla Legge di bilancio 2017;

Non bisogna, infine, dimenticare il principio di cristallizzazione dei requisiti: in base a tale principio, chi matura i requisiti utili alla pensione ha diritto a collocarsi a riposo quando preferisce, anche se successivamente la legge cambia. Grazie alla previsione, confermata anche da una nota circolare Inps [1], chi ha maturato i requisiti precedenti alla Legge Fornero entro il 31 dicembre 2011 può pensionarsi, quando vuole, con le vecchie regole.

note

[1] Inps Circ. n.16/2013.

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