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Lo sai che? Privacy: quando è necessario il consenso?

Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 agosto 2017

Il Codice sulla privacy stabilisce i casi in cui il consenso è obbligatorio e quelli in cui non serve chiederlo. Sanzioni pesanti per chi viola le regole. 

Quante volte ci hanno chiesto il consenso per il trattamento dei nostri dati personali a tutela della privacy? Ormai per qualsiasi cosa, anche per fare la tessera del supermercato, ci sentiamo dire: «Qui la firma per la privacy, per piacere». La firma per la privacy, appunto, come viene chiamata spesso, altro non è che il nostro consenso all’utilizzo dei dati da parte di chi ne entra in possesso.

Ma questa autorizzazione non sempre è necessaria: il Codice sulla privacy prevede, infatti, alcuni casi in cui il trattamento dei dati non ha bisogno della nostra firma.

Vediamo, allora quando è necessario il consenso per tutelare la privacy.

 

Che cos’è il consenso sulla privacy

L’Autorità Garante della privacy definisce il consenso la libera manifestazione di volontà dell’interessato con cui questi accetta espressamente un determinato trattamento dei suoi dati personali, trattamento del quale è stato preventivamente informato da chi ne ha un potere decisionale (cioè, da chi diventa titolare del trattamento stesso).

Per l’utilizzo dei dati – continua l’Authority – è sufficiente che il consenso sia documentato in forma scritta, quindi annotato, trascritto, riportato dal titolare o dal responsabile o da un incaricato del trattamento su un registro o un atto o un verbale. A meno che il trattamento riguardi dei dati sensibili: in questo caso è necessario il consenso rilasciato per iscritto dall’interessato.

 

Quando è necessario il consenso sulla privacy

Sulla privacy, è necessario il consenso dell’interessato per il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici [1]. Il consenso può riguardare l’intero trattamento oppure una o più operazioni dello stesso. E’ valido solo se:

  • è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato;
  • se è documentato per iscritto;
  • se sono state rese all’interessato le opportune informazioni.

Il consenso va espresso sempre in forma scritta quando il trattamento riguarda i dati sensibili, cioè quelli che possono rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, organizzazioni o associazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché lo stato di salute e la vita sessuale dell’interessato [3]. Per il trattamento di questi dati, oltre al consenso, è necessaria anche l’autorizzazione del Garante per la privacy.

Ci sono, però, un paio di eccezioni contemplate nel Codice in materia di protezione dei dati personali in cui è permesso il trattamento dei dati sensibili senza il consenso dell’interessato [4]. Si tratta dei casi in cui:

  • il trattamento è necessario per svolgere investigazioni difensive o per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto. I dati vanno trattati solo per tali finalità e per il periodo strettamente necessario ;
  • il trattamento è necessario per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti dalla legge oppure da un regolamento o dalla normativa comunitaria per la gestione del rapporto di lavoro. Occorre, comunque, rispettare i limiti previsti dall’autorizzazione generale del Garante.

Il trattamento dei dati in violazione del Codice è punito con una sanzione amministrativa da 10.000 a 120.000 euro

Privacy: quando non è necessario il consenso

Ci sono diversi casi, però, in cui è possibile effettuare il trattamento dei dati personali di un cittadino senza chiedere il suo consenso [5], purché, naturalmente, non si tratti di dati sensibili.

Nello svolgimento dell’ordinaria attività d’impresa, non è necessario il consenso sul trattamento dei dati personali quando:

  • i dati vengono trattati nell’esecuzione di un contratto o in fase pre-contrattuale;
  • il trattamento viene fatto per dare esecuzione a un obbligo legale;
  • i dati provengono da registri ed elenchi pubblici;
  • i dati sono relativi allo svolgimento di attività economiche da parte dell’interessato.

Inoltre, non è necessario il consenso sulla privacy quando il trattamento dei dati:

  • è necessario per la salvaguardia della vita o dell’incolumità fisica di un terzo;
  • con esclusione della diffusione, è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario;
  • con esclusione della diffusione, è necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei princìpi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati, qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell’interessato;
  • con esclusione della comunicazione all’esterno e della diffusione, è effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro in riferimento a soggetti che hanno con essi contatti regolari o ad aderenti;
  • è necessario, in conformità ai rispettivi codici di deontologia, per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di notevole interesse storico;
  • riguarda dati contenuti nei curricula;
  • con esclusione della diffusione, riguarda la comunicazione di dati tra società, enti o associazioni con società controllanti, controllate o collegate ovvero con società sottoposte a comune controllo, nonché tra consorzi, reti di imprese e raggruppamenti e associazioni temporanei di imprese con i soggetti aderenti, per le finalità amministrativo-contabili.

Le pubbliche amministrazioni non devono richiedere il consenso dell’interessato, purché il trattamento dei dati venga effettuato nell’ambito dello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

note

[1] Art. 23 Dlgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali).

[2] Art. 13 Dlgs. n. 196/2003.

[3] Art. 4, co. 1, lettera d Dlgs. n. 196/2003.

[4] Art. 26 Dlgs. n. 196/2003.

[5] Art. 24 Dlgs. n. 196/2003.

Autore immagine: 123rf.com


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