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Lo sai che? Carta Postepay: che fare se c’è un addebito non autorizzato

Lo sai che? Pubblicato il 1 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 agosto 2017

Possibile la querela per ricettazione nei confronti di ignoti o del beneficiario dell’accredito proveniente dalla Carta Postepay.

Sapresti come difenderti se, analizzando l’estratto conto della tua carta PostePay, dovessi accorgerti che c’è stato un addebito non autorizzato? Chi dovresti chiamare per ottenere indietro i soldi e, soprattutto, a quali autorità devi segnalare l’accaduto? La risposta è in una recente sentenza della Corte di Appello di Trento [1] secondo cui risponde del reato di ricettazione chi, accedendo abusivamente al sistema di gestione online di una carta Postepay, sottragga dal conto di un terzo una somma di denaro, accreditandola sulla propria carta, senza essere in grado di fornire una giustificazione soddisfacente dell’operazione. Ma procediamo con ordine e vediamo come difendersi da un addebito non autorizzato sulla PostePay.

La prima cosa da fare in caso di addebito non autorizzato sulla PostePay è presentare una querela alle autorità: puoi recarti ai carabinieri o alla Polizia Postale. A meno che tu non abbia già il nome del colpevole o il numero di conto corrente su cui è stata accreditata la somma prelevata dalla tua carta, si aprirà un fascicolo «contro ignoti». Negli altri casi, il procedimento si instaura contro una persona definita o «da individuare». Il fatto di non sapere, quindi, chi sia il responsabile non ti impedisce di difenderti.

Le autorità hanno gli strumenti per rintracciare il colpevole attraverso le indagini. Per arrivare a un giudizio di colpevolezza è sufficiente dimostrare che la somma sia transitata sulla carta elettronica dell’imputato e che questi non sappia dare spiegazioni del fatto. Come infatti chiarito dalla Cassazione [2], «ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione, la mancata giustificazione del possesso di una cosa proveniente da delitto costituisce prova della conoscenza della illecita provenienza».

La seconda cosa da fare in caso di addebito non autorizzato sulla PostePay è intraprendere la procedura di «cash back», ossia una richiesta di restituzione delle somme all’intermediario finanziario che, in questo caso, è Poste Italiane. Con riferimento al conto corrente online esistono numerosissime sentenze [3] che attribuiscono la responsabilità alla banca per l’accesso abusivo al conto o alla carta prepagata del cliente, ad opera di estranei. L’istituto di credito è infatti tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per evitare addebiti non autorizzati e truffe ai danni del correntista. Solo se la banca o le Poste riescono a dimostrare che lo storno del denaro è avvenuto perché il titolare del conto o della carta non ha custodito correttamente le credenziali di accesso si può escludere la responsabilità dell’intermediario finanziario. Diversamente, quest’ultimo è responsabile e deve restituire i soldi trafugati da terzi. A tal fine è necessario presentare alle Poste la copia dell’atto di querela e chiedere, con un’apposita diffida – cui allegare l’estratto conto – la restituzione del denaro.

note

[1] C. App. Trento, sent. n. 65/17 del 3.03.2017.

[2] Cass. sent. n. 52271/2016.

[3] Cass. sent. n. 2950/17 del 3.02.2017 (leggi Conto in banca, prelievi non autorizzati e truffe online); Trib. Roma, sent. n. 16221/16 del 31.08.2016; Cass. sent. n. 10638/2016 (leggi Furto sul conto: quando la banca rimborsa nonché Addebiti non autorizzati sul conto e truffe).


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1 Commento

  1. Buonasera
    Salve. E’ stato effettuato un prelievo non autorizzato da me di € 1000 sulla mia postepay dalla dicitura “PRENOTAZIONE IMPORTO SU CARTA operazione effettuata su fivebet s.r.l. rif.68050218217957840O55.”. Tale prelievo non risulta però nelle transazioni sul sito “Verified by VISA”. Come devo comportarmi?
    Grazie

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