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Medico di base: quale scegliere?

1 agosto 2017 | Autore:


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Ecco una guida semplice da seguire quando occorre scegliere il medico di famiglia. Tutte le indicazioni necessarie per muoversi tra uffici e documentazione varia.

Come specificato in Quali sono i doveri del medico di base?, il medico di famiglia è una figura centrale dell’assistenza sanitaria in Italia. È un dipendente delle aziende sanitarie, ma presta i suoi servizi dietro uno specifico accordo, operando in convenzione con il Servizio sanitario nazionale (Ssn), valutando le cure e gli approfondimenti necessari per i pazienti, regolando l’accesso ad esami, visite specialistiche, ricoveri e trattamenti (farmacologici e non). Ma come scegliere il medico di base? In base a quali criteri? Come fare a capire se è la persona giusta per noi? Il primo passo da fare è consultare gli elenchi dei medici convenzionati con il Ssn, presenti negli uffici dei distretti sanitari di riferimento o, per alcune Asl, online. Dopo aver scelto, muniti di libretto sanitario e tessera sanitaria, occorre andare presso l’Ufficio di scelta e revoca della stessa Asl. Vediamo tutti i passaggi nel dettaglio.

Medico di base: quando sceglierlo?

14 anni: è l’età raggiunta la quale ogni cittadino è tenuto a scegliere il proprio medico di famiglia. In realtà, già dai sei anni è possibile farlo. Chiaramente sono i genitori a decidere se spostare il figlio dal pediatra al medico di base.

Dai 14 anni il medico di base è obbligatorio

Medico di base: quali sono i suoi compiti?

Come specificato in Medico di base: prestazioni, orari di visita, obblighi, il medico di base non è solo un burocrate che prescrive farmaci e compila ricette. Ha compiti importanti, spesso sottovalutati:

  • tutela la salute dei propri pazienti mediante attività di diagnosi, terapia, riabilitazione, prevenzione a livello del singolo individuo e della sua famiglia, gestendo patologie acute, croniche e meno gravi;
  • si occupa dell’educazione sanitaria dei propri pazienti;
  • garantisce livelli essenziali e uniformi di assistenza, soddisfacendo i bisogni sanitari dei propri assistiti sia nell’ambulatorio sia al domicilio del paziente;
  • contribuisce allo sviluppo e alla diffusione della cultura sanitaria;
  • aderire a specifiche campagne promosse ed organizzate dalle Regioni e/o dalle aziende sanitarie;
  • si occupa dell’assistenza programmata al domicilio dell’assistito (anche in forma integrata con l’assistenza specialistica, infermieristica e riabilitativa, in collegamento – se necessario – con l’assistenza sociale) e nelle residenze protette (come le rsa);
  • fa visite domiciliari ed ambulatoriali a scopo diagnostico e terapeutico;
  • chiede la consulenza a medici specialisti;
  • aggiorna la scheda sanitaria dei pazienti;
  • redigere certificazioni obbligatorie per legge ai fini della riammissione alla scuola dell’obbligo, agli asili nido, alla scuola materna e alle scuole secondarie superiori; rilasciare certificazioni di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche; rilasciare la certificazione per l’incapacità temporanea al lavoro.

Medico di base: come sceglierlo?

Che si tratti di sceglierlo o di cambiarlo, non è mai una scelta facile. E non solo perché c’è in gioco la salute ma anche perché ci si deve preparare a fare i conti con la solita burocrazia. Vediamo passo passo come fare.

  • Consultare gli elenchi

Partiamo dal presupposto che ogni medico ha un territorio assegnato che coincide con quello della Asl di appartenenza. Nei grandi Comuni in cui si sono più Asl, l’ambito territoriale coincide con una frazione del Comune stesso. Si legga Medico di base: qual è il territorio assegnato?

Per individuare il medico di medicina generale (o il pediatra), la prima cosa da fare è consultare gli elenchi dei medici convenzionati con il Ssn. Si possono trovare negli uffici dei distretti sanitari di riferimento, oppure online per alcune Asl. A tal proposito, le Asl hanno l’obbligo di fornire indicazioni circa il curriculum di ogni medico, gli orari dell’ambulatorio e le caratteristiche strutturali e strumentali di ogni studio medico. Per chi resta diffidente e vuole testare con mano, c’è sempre la possibilità di fissare un appuntamento con il dottore per conoscerlo personalmente e decidere se sceglierlo o meno.

Nel caso in cui si debba procedere all’iscrizione al Ssn di un nuovo nato e nominare il pediatra di fiducia, uno dei due genitori deve andare presso gli uffici della Asl di residenza del bambino con i seguenti documenti:

  • certificato di nascita del bambino o autocertificazione firmata da uno dei due genitori,
  • tessera sanitaria o codice fiscale del genitore,
  • tessera sanitaria o codice fiscale del bambino.

Prima di scegliere è bene verificare se è davvero il medico giusto per noi

  • Verificare

Chiaramente, il medico deve essere un professionista adatto alle nostre esigenze. Meglio accertarsi prima, quindi, su orari di apertura dello studio, luogo in cui è collocato, se sono presenti barriere architettoniche, se l’ambulatorio è raggiungibile con i mezzi pubblici, se il medico dispone di computer e posta elettronica, se effettua consultazioni telefoniche e in quale orario.

  • Scegliere

Una volta che si è deciso, non resta che andare presso l’Ufficio scelta e revoca della Asl di pertinenza, muniti di tessera sanitaria e codice fiscale. Nel caso in cui la nostra residenza sia fissata in una città diversa da quella della Asl in cui scegliamo il medico, si dovrà compilare una autocertificazione in cui si chiarisce la motivazione (salute, lavoro o studio) della permanenza nella città del medico. Per la scelta del pediatra, serve anche il certificato di nascita del bambino ed il suo codice fiscale o tessera sanitaria.

È possibile scegliere il medico in un distretto diverso dal proprio nel caso in cui egli accetti l’assistenza e ci siano condizioni di vicinanza geografica. La scelta viene effettuata presso gli uffici del Distretto dell’Azienda sanitaria

 

Medico di base: come cambiarlo?

Può capitare che il medico scelto non risponda alle nostre esigenze oppure che, per un qualche motivo, venga meno il rapporto di fiducia. Non solo: si pensi al dottore che va in pensione o che si trasferisce. Nessun problema, lo si può cambiare, rivolgendosi agli Uffici scelta e revoca della Asl e presentando l’autocertificazione di residenza, il codice fiscale e la tessera sanitaria. Alcune Asl consentono di procedere alla revoca anche online, collegandosi al sito della Regione di appartenenza grazie alla nuova tessera sanitaria, oggi chiamata anche Carta regionale dei servizi. Verrà chiesto il motivo del cambio. Il medico, infatti, ha interesse a sapere perché è stato ricusato e la Asl vuole conoscere che cosa pensano i cittadini dei medici della zona.

Da non dimenticare che anche il medico può interrompere il rapporto con il suo paziente. Se succede la Asl informerà il cittadino che dovrà scegliere un nuovo professionista. Se nel Comune c’è un solo medico della mutua, la Asl potrebbe decidere di non accogliere la richiesta di revoca, se non per un motivo veramente eccezionale.

È possibile cambiare il medico o sceglierne uno nel posto in cui ci si trasferisce

Medico di base: chi mi visita se sono fuori?

Può capitare, per vacanza, lavoro o per una semplice uscita di non trovarsi nel proprio Comune di residenza e di avere bisogno di un medico. Ci si può rivolgere a quello del posto ma a pagamento. Il costo stabilito per la prestazione è di 15 euro se è effettuata in ambulatorio e 25 euro presso il domicilio.

Medico di base: a chi rivolgersi se mi trasferisco?

È il classico esempio degli studenti fuori sede. Come muoversi in caso di trasferimento? Per soggiorni superiori a tre mesi per motivi di studio, lavoro e salute in luoghi in cui non si ha residenza, il cittadino può scegliere un medico di famiglia temporaneo, revocando, però, quello del luogo di residenza. Bisogna andare presso l’Azienda sanitaria del luogo di soggiorno con il certificato di revoca rilasciato dall’Azienda sanitaria di residenza e qui scegliere il nuovo medico. Occorre portare la tessera sanitaria, il codice fiscale e una autocertificazione in cui dichiara dove si studia o dove si lavora.


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