Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento Agenzia Entrate: quali i beni intoccabili?

21 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 agosto 2017



Regole sul pignoramento e ipoteca della casa, stipendio, pensione, conto corrente, fondo patrimoniale, polizze vita, mobili impignorabili, beni cointestati.

Siamo davvero sicuri che, quando decide di fare un pignoramento, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può metterci le mani dappertutto? Oppure ci sono dei beni intoccabili? E se non si ha nulla intestato, che cosa potrebbe prendersi l’Agente di riscossione oppure qualsiasi altro creditore?

Recuperare un credito in Italia non è semplice. Primo, perché tempi e costi non rendono facile questa operazione. Secondo, perché non mancano i furbi che risultano nullatenenti ma che, in realtà, hanno dei beni intestati a parenti o amici prestanome e, di fronte al creditore, che sia un privato o l’Ente di riscossione, si presentano a mani nude e a tasche vuote.

Ecco perché le riforme della giustizia hanno dato la possibilità di fare delle ricerche più approfondite attraverso l’accesso, tramite Internet, all’anagrafe tributaria e dei conti correnti. Questo, in teoria, dovrebbe favorire quel processo di individuazione dei beni del debitore.

Tuttavia, restano dei beni non pignorabili. Vediamo, allora, cosa l’Agenzia delle Entrate Riscossione o qualsiasi altro creditore può pignorare e dove, invece, si trova le mani legate dalla legge e non può intervenire.

La prima casa

La prima casa può sempre essere oggetto di ipoteca. Il creditore privato (che sia la banca, un fornitore, ecc.) potrà iscrivere ipoteca a prescindere dall’importo per il quale agisce (dunque, anche per poche centinaia di euro, ammesso che il gioco valga la candela).

L’Agenzia delle Entrate Riscossione, invece, può procedere a ipotecare la prima casa a condizione che il debito complessivo maturato dal contribuente (ivi compreso quello contestato davanti al giudice) arrivi a 20.000 euro.

Il pignoramento vero e proprio interviene dopo l’iscrizione dell’ipoteca – ma non necessariamente collegata ad essa – e la vendita all’asta dell’immobile tramite la procedura giudiziale gestita dal tribunale. Il pignoramento è sempre libero per il creditore privato. Ma non per l’Agenzia delle Entrate Riscossione, per la quale è vietato a condizione che:

  • si tratti della prima e unica casa del debitore (egli, quindi, non deve avere intestati altri beni immobili);
  • sia una casa accatastata come civile abitazione (non quindi, per esempio, a uso studio) e non sia di lusso;
  • in tale immobile il contribuente abbia trasferito la propria residenza.

Attenzione, perché se manca anche una sola di queste condizioni, l’Agenzia delle Entrate Riscossione allunga la mano e procede al pignoramento, a patto che il suo credito sia superiore a 120.000 euro.

Se invece, ricorrono tutti e tre i presupposti, l’Agente di riscossione non può procedere all’esecuzione forzata, ma ciò non toglie che lo possa fare – come appena detto – un qualsiasi creditore privato. In tal caso, però, l’Agenzia delle Entrate Riscossione resterà a mani vuote.

Gli altri immobili

Tutti gli immobili che non sono prima casa sono liberamente pignorabili sia per i creditori privati (come, del resto, lo è anche quella) sia per l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Quest’ultima, tuttavia, è sempre tenuta al rispetto dei due limiti quantitativi citati prima: 20mila euro per l’iscrizione dell’ipoteca, 120mila euro per procedere poi al pignoramento.

I beni mobili

Qui la maglia si allarga. In generale, sono pignorabili tutti i beni mobili, compresi i gioielli e denaro trovati a casa del debitore (comprese le monete da 1 centesimo).

Se il creditore sta svolgendo un pignoramento immobiliare, si può portare via anche anche i mobili che lo arredano, quando appare opportuno che l’espropriazione avvenga unitamente (cosiddetto cumulo dei mezzi di espropriazione). Già che c’è, si porta via la casa arredata.

In ogni caso il creditore non può mai pignorare i seguenti beni:

  • anello nuziale (almeno quello);
  • vestiti;
  • biancheria (anche se pulita);
  • letti, tavoli per i pasti con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe e fornelli di cucina;
  • lavatrice, utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia che convivono con lui;
  • commestibili (già le mani dalla caciotta) e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi;
  • cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto;
  • decorazioni al valore, lettere, registri e in genere gli scritti di famiglia, e i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione;
  • armi e oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio (se, ad esempio fosse un agente delle forze dell’ordine);
  • strumenti, oggetti e libri indispensabili all’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. Questi beni sono pignorabili nei limiti di 1/5 se il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per soddisfare il credito. Il limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e, in ogni caso, se nell’attività del debitore prevale il capitale investito rispetto al lavoro.

Non sono pignorabili neanche le polizze vita, i diritti di uso e di abitazione e le servitù

 

Il conto corrente

Contrariamente a quanto avveniva fino a qualche tempo fa, il conto corrente non è più integralmente pignorabile. Se un tempo, sia l’allora Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate Riscossione) sia qualsiasi altro creditore poteva, pignorando il conto corrente, prelevare tutti gli importi depositati sul conto, oggi non è più sempre così. Bisogna quindi distinguere a seconda della funzione del conto corrente.

Se è destinato all’accredito della pensione o dello stipendio

Per le somme già presenti sul conto al momento della notifica del pignoramento, il creditore, sia esso l’Agenzia delle Entrate Riscossione o qualsiasi altro soggetto, non può mai pignorare un importo minimo pari a tre volte l’assegno sociale (per il 2017 è pari a 448,07 euro, per cui il triplo, impignorabile, è pari a 1.344,21 euro).

Per le somme successivamente accreditate dall’ente di previdenza o dal datore di lavoro, il pignoramento non può essere superiore a un quinto.

Un esempio. Mettiamo che sul conto in cui, puntualmente, viene accreditata la pensione, ci siano 2.000 euro all’atto del pignoramento e ogni mese l’Inps versa una pensione di 1.000 euro. Il creditore potrà bloccare subito l’importo di 655,79 euro (pari alla differenza tra 2.000 e 1.344,21) e, per i successivi accrediti, solo 200 euro al mese.

In ogni caso, per l’Agenzia delle Entrate Riscossione sussiste anche il divieto di pignorare l’ultimo emolumento (pensione o stipendio) accreditato in conto al momento del pignoramento.

In tutti gli altri casi

Se invece il conto corrente serve per altre finalità (si pensi al lavoratore autonomo, al libero professionista, all’imprenditore, al titolare di redditi da locazione, ecc.), il pignoramento del conto può arrivare al 100% sia di quello già depositato all’atto della notifica del pignoramento stesso, sia di quello che verrà successivamente versato.

La pensione

Nel caso in cui la pensione venga pignorata direttamente presso l’Ente di previdenza, non è possibile pignorare il cosiddetto “minimo vitale” pari all’assegno sociale (come detto, pari a 448,07 euro per il 2017) aumentato della metà (ossia 224,03 euro). Pertanto la pensione non può mai scendere al disotto di 672,10.

Se il debitore percepisce un importo più basso, esso non potrà mai essergli toccato

Se invece, supera tale importo, potrà essere pignorata solo la parte eccedente, ma con questi limiti:

  • nel caso di un creditore privato: il pignoramento della parte eccedente il tetto di 672,10 euro può avvenire entro massimo un quinto;
  • nel caso dell’Agenzia delle Entrate Riscossione: il pignoramento della parte eccedente il tetto di 672,10 euro può avvenire entro massimo 1/10 per pensioni non superiori a 2.500 euro; entro massimo 1/7 per pensioni tra 2.501 e 5.000 euro; fino a 1/5 per pensioni superiori a 5.001 euro.

Lo stipendio

Nel caso in cui lo stipendio venga pignorato direttamente presso il datore di lavoro può succedere questo:

  • nel caso di un creditore privato: il pignoramento può avvenire entro massimo un quinto;
  • nel caso dell’Agenzia delle Entrate Riscossione: il pignoramento può avvenire entro massimo 1/10 per stipendi non superiori a 2.500 euro; entro massimo 1/7 per stipendi tra 2.501 e 5.000 euro; fino a 1/5 per stipendi superiori a 5.001 euro.

Il fondo patrimoniale

Se nel fondo patrimoniale sono stati messi, ad esempio, la casa, un terreno, un’auto o una serie di titoli, quando già c’era un debito accertato con l’Erario (non c’è bisogno della notifica della cartella esattoriale, ma basterebbe, per esempio, l’omesso versamento dell’imposta sulla casa, sui rifiuti, ecc.) per i primi 5 anni tale atto è revocabile. Che cosa significa?

Significa che il fondo non assicura alcuna impignorabilità. Addirittura, se entro un anno dopo la costituzione del fondo il creditore iscrive il pignoramento, può procedere all’esecuzione forzata anche senza prima la revocatoria.

Invece, decorsi i 5 anni, ciascun creditore trova un blocco nel fondo patrimoniale. Ma se il debito è dipeso da una spesa fatta per esigenze strettamente legate alla famiglia (la tassa sulla casa, agli oneri di condominio, le spese per la retta universitaria o per la salute dei figli), allora i beni inseriti nel fondo sono ugualmente pignorabili.

I beni cointestati

Se hai cointestato un bene, come il conto corrente o la casa, l’Agenzia delle Entrate Riscossione, così come qualsiasi altro creditore, può pignorarne solo metà.

Tuttavia, nel caso di immobili, se questi non possono essere divisi in natura e non si raggiunge un diverso accordo tra debitori e creditori, l’Ente di riscossione può vendere il 50% indiviso. Ma, a ben pensarci: voi comprereste un bene in comproprietà con uno sconosciuto?

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. l’agenzia delle entrate può pignorare l’assegno di disoccupazione tramite l’inps anche se sta già pignorando un decimo sullo stipendio presso il datore di lavoro?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI