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Lo sai che? Agenzia Entrate: termini per riscuotere imposte sui redditi

Lo sai che? Pubblicato il 1 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 agosto 2017

Decadenza e prescrizione: fino a quando resta vincolata l’attività dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Anche l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha i suoi limiti temporali. Nel senso che, se vuole che i contribuenti paghino le dovute imposte, o si muove in fretta o rischia di fare un buco nell’acqua.

L’attività dell’Agenzia delle Entrate Riscossione per incassare il pagamento di una determinata imposta è soggetta, infatti, a termini di decadenza e di prescrizione.

In particolare, l’Ente di Riscossione può agire nei confronti del contribuente solo se notifica l’avviso di accertamento, a pena di decadenza, entro:

  • entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi irregolare;
  • entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione in cui sono stati omessi dei redditi.

I suddetti termini sono cambiati a partire dal 2016 (e quindi dalle dichiarazioni 2015 e successive): gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza

  • entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
  • entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla.

In ogni caso l’azione di riscossione deve essere avviata entro il termine di prescrizione previsto per il singolo tributo oggetto di accertamento. Per esempio: dieci anni nel caso delle imposte sui redditi, tre anni nel caso del bollo auto ecc.

Prendiamo il caso delle imposte sui redditi, cioè quelli che, come appena detto, si prescrivono in dieci anni. L’Agenzia delle Entrate Riscossione può pretendere il pagamento del tributo per dieci anni, ma deve notificare l’avviso di accertamento entro cinque anni dalla scadenza del termine per il pagamento.

Se l’Agente di riscossione notifica l’avviso oltre i cinque anni, decade dal potere di riscossione e non può agire mediante ruolo nei confronti del contribuente (anche se il tributo non si è ancora prescritto).

Una sentenza della Cassazione [1] ha, inoltre, stabilito che, quando l’atto impositivo viene accertato in sede giudiziale con sentenza passata in giudicato, iniziano a decorrere nuovi termini di prescrizione del diritto alla riscossione. Infatti, l’Agenzia delle Entrate Riscossione avrà a disposizione altri dieci anni a partire dalla sentenza (e non più dalla cartella) per incassare il tributo accertato.

note

[1] Cass. sent. n. 4153 del 21 febbraio 2014.

Autore immagine: 123rf.com


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