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Lo sai che? Cartelle prescritte: che fare?

Lo sai che? Pubblicato il 2 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 agosto 2017

Cartelle esattoriali dall’Agenzia delle Entrate Riscossione con importi riferiti a più di cinque o dieci anni fa: come contestare le cartelle prescritte.

Anche una cartella esattoriale, dopo un po’ di tempo, “scade”: i termini di prescrizione variano a seconda del tipo di tributo sanzione per il quale è stata notificata la cartella dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Per capire se un cartella è prescritta, la prima cosa da fare è verificare la “causa degli importi richiesti dall’Agente della riscossione (ossia il tributo o la sanzione): essa è indicata nel dettaglio della cartella dove, accanto a ciascun importo, è indicata appunto la motivazione (per es.: violazione codice della strada, Irpef, IVA, contributi Inps, ecc.).

Termini di prescrizione cartella

  • Irpef, IVA, Ires, Imposta di registro, imposta ipocatastali: si prescrivono in 10 anni decorrenti dalla scadenza del termine per il pagamento della cartella (60 giorni dalla notifica) o, se la cartella è impugnata, dal passaggio in giudicato della sentenza;
  • le sanzioni si prescrivono invece in 5 anni decorrenti dallo stesso momento; tuttavia, se il titolo alla base del credito è una sentenza passata in giudicato, anche in questo caso si applica il termine dei 10 anni;
  • tributi locali periodici (Tari, Tosap, Ici e Imu) si prescrivono nel termine di 5 anni; anche qui se il titolo è una sentenza passata in giudicato il termine diventa di 10 anni;
  • la tassa automobilistica si prescrive entro dopo il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento; se il titolo alla base del credito è una sentenza passata in giudicato, anche in questo caso si applica il termine dei 10 anni;
  • le multe per violazione al codice della strada si prescrivono in 5 anni decorrenti dalla scadenza del termine per il pagamento della cartella; se il titolo alla base del credito è una sentenza passata in giudicato, anche in questo caso si applica il termine dei 10 anni;
  • i contributi previdenziali e assistenziali si prescrivono in 5 anni decorrenti dalla scadenza del termine per il pagamento della cartella; se il titolo alla base del credito è una sentenza passata in giudicato, anche in questo caso si applica il termine dei 10 anni;

Termini di decadenza cartelle

Attenzione a non confondere i termini di prescrizione coi termini di decadenza che invece sono quei termini che l’agente della riscossione deve rispettare per poter notificare la prima cartella esattoriale. In altre parole:

– la prescrizione è il termine oltre il quale la cartella – già notificata – perde validità (appunto per eccessivo decorso dei termini);

– la decadenza invece è quel termine entro cui Equitalia deve necessariamente inviare al contribuente la prima richiesta di pagamento, poiché altrimenti decade appunto dal diritto di riscossione. Questo termine inizia a decorrere dall’anno in cui il contribuente doveva pagare l’imposta richiesta dall’Agente di riscossione.

Ecco, quindi, i termini di decadenza:

  • Irpef dovuta a seguito dei controlli automatici della dichiarazione dei redditi: entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (o a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine di versamento delle somme scade oltre il 31 dicembre);
  • Irpef dovuta a seguito del controllo formale della dichiarazione dei redditi: entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione;
  • Irpef dovuta a seguito di accertamento definitivo: entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo;

Attenzionea partire dal 2016 (e quindi dalle dichiarazioni 2015) cambiano i termini di decadenza; gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

  • Imposte locali come l’imposta sui rifiuti: entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo; in mancanza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello nel quale è stata presentata la dichiarazione relativa a ImuTasiTares/Tari o a quello per il quale l’imposta è dovuta;
  • Bollo auto: entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è diventato definitivo;
  • Imposta di registro: entro 10 anni da quando è stato accertato il mancato pagamento dell’imposta.
  • Multe per violazioni del Codice della strada: vanno notificate entro 5 anni da quando è stata contestata la violazione stessa;
  • Canone Rai: entro 10 anni da quando è stato accertato il mancato pagamento.

La data di notifica della cartella

A questo punto occorre controllare la data in cui è stata ricevuta la notifica della cartella esattoriale. Essa è riportata, con il timbro postale, su ogni singola busta consegnata dal postino o dal messo.

Se, invece, non si possiedono e cartelle, è possibile trovare l’indicazione della data di notifica sull’estratto di ruolo da richiedere allo sportello dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Se sull’estratto, in corrispondenza della data di notifica, viene riportata l’indicazione “00/00/0000”, è molto probabile che la notifica non sia mai avvenuta o l’agente della riscossione abbia perso le prove delle ricevute della raccomandata a.r. In queste ipotesi è possibile chiedere lo sgravio delle cartelle assumendo di non averle mai ricevute.

Se la cartella è prescritta

Se, dal confronto tra le date di notifica della cartella e gli appena indicati termini di prescrizione, risulta che il diritto alla riscossione delle somme si è prescritto, è possibile chiedere la cancellazione degli importi iscritti a ruolo.

Ma attenzione: occorre prima controllare che non sia stato inviato uno dei cosiddetti “atti interruttivi della prescrizione”: intimazione di pagamento, preavviso di fermo o di ipoteca con cui viene ribadita l’intimazione al pagamento delle somme con i relativi numeri di cartelle non corrisposte.

Prescrizione anteriore alla notifica

Se la prescrizione del credito si è verificata prima della notifica della cartella è possibile ottenere, presentando apposita istanza all’Agenzia delle Entrate Riscossione:

  • in via immediata la sospensione della cartella esattoriale;
  • successivamente, lo sgravio delle somme e la cancellazione dal ruolo.

Se entro 220 giorni l’Agenzia delle Entrate Riscossione  non risponde, scatta il cosiddetto silenzio assenso e la richiesta di sgravio si considera pacificamente accolta. Dunque, il debito viene cancellato senza bisogno di andare dal giudice.

È possibile ottenere lo stesso risultato anche presentando un’istanza di sgravio, con un ricorso in autotutela, direttamente all’ente creditore del tributo oggetto della cartella. Ma in questo caso l’istanza non sospende l’esecutività della cartella e il mancato riscontro da parte dell’amministrazione non si considera come accoglimento.

Prescrizione successiva alla notifica

Se la prescrizione del credito si è verificata dopo la notifica della cartella, la strada dell’istanza di sospensione della riscossione non è percorribile. L’unico strumento utile per contestare la prescrizione è il ricorso al giudice ed occorre, quindi, rivolgersi ad un legale esperto nella materia, che individui la strategia difensiva utile ad ottenere lo sgravio definitivo delle cartelle.

Il giudice competente è:

– la Commissione tributaria per le imposte e tasse;

– il Giudice di pace per le contravvenzioni per violazione del codice della strada;

– il Tribunale ordinario, sezione lavoro per i contributi previdenziali.

 

Il termine per impugnare decorre dalla notifica dell’ultimo atto della riscossione e varia in base al credito: 60 giorni per le imposte, 30 giorni per le multe per violazione al codice della strada, 45 giorni per i contributi previdenziali.


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