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Lo sai che? Saldi o finti saldi: come scoprirlo

Lo sai che? Pubblicato il 2 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 agosto 2017

Come evitare truffe ai saldi: scontrino da tenere, vetrine da guardare bene, pretendere merce di stagione (non fondi di magazzino). E poter pagare con carta.

Veri saldi, finti saldi: questo è il dilemma. Se entro in un negozio che mi propone l’affare della mia vita, ci devo credere? Nulla da eccepire ai commercianti onesti, per carità. Solo che, qualche volta, uno fa il solito «due-più-due»: se lo stesso capo di abbigliamento o lo stesso paio di scarpe oggi me lo propongono scontato del 30-40-50%, come fa il negoziante a guadagnarci lo stesso? E quanto ci guadagna quando quello stesso articolo è in vetrina a prezzo pieno?

Il lavoro del commerciante è onesto quanto legittimo è il dubbio del cliente: non è che prima che inizi la stagione delle granfi offerte si gonfiano i prezzi, così, quando me li trovo in saldo lo sconto li lascia pressoché invariati? Sono saldi o finti saldi? Come scoprirlo?

Ci sono dei comportamenti che il consumatore non può ignorare per cercare, almeno, di tutelarsi quando prende un capo in saldo. Vediamoli uno per uno.

Regola n. 1: conservare lo scontrino

La prima regola per evitare di prendere un granchio ai saldi (e quindi per sapere se sono veri saldi o finti saldi) è sapere che anche i capi scontati si possono cambiare. Se trovate un commerciante che dice di no, andate da un’altra parte. Se, invece, il cambio del prodotto acquistato (perché la taglia è sbagliata, perché la fantasia del vestito fa orrore a vostra figlia, perché il capo è difettoso) non è possibile perché finito, si ha diritto alla restituzione dei soldi e non ad un buono per comprare un altro prodotto. Soldi dopo i saldi, non buoni mica tanto buoni. Il cliente non ci deve rimettere, il commerciante nemmeno. Ma neppure guadagnarci sopra a discapito del consumatore.

Il difetto del capo acquistato è denunciabile entro due mesi e non entro una settimana circa, come spesso viene detto ai consumatori. Ecco perché è importantissimo conservare lo scontrino: è l’unico modo per dimostrare l’acquisto in quel punto vendita e pretendere il cambio della merce o la restituzione dei soldi.

Nel dubbio, ho diritto a provare il capo? No. Questa è una decisione a discrezione del negoziante. Visti i tempi, comunque, raramente vi sentirete negare questa possibilità.

No ai fondi di magazzino

Ai saldi, i commercianti devono proporre quello che è rimasto invenduto in quella stagione, non quello che è rimasto in fondo al magazzino da quando andavate alle elementari. Se entrate in un negozio il primo giorno di saldi cercando quei pantaloni che avete visto il giorno prima a prezzo pieno e non lo trovate più, ma vi viene proposto un altro paio che andava di moda ai tempi in cui guardavate Sandokan in televisione, c’è qualcosa che non quadra. I veri saldi, non i finti saldi, sono stati inventati per favorire sia i commercianti (disfandosi quello che non hanno venduto in quella stagione) sia i consumatori (comprando un capo di stagione a prezzo più basso).

E già che ci siete, verificate la qualità della merce che acquistate in saldo, per evitare truffe. Come si controlla la qualità di un capo in saldo? Guardando bene l’etichetta, dove si riporta la composizione del capo di abbigliamento. Si sa che una maglia prodotta con fibre naturali costa di più rispetto ad una maglia sintetica. In questo modo si avrà la consapevolezza di pagare il prezzo giusto per un articolo di qualità anziché per un’imitazione o una sottomarca simile a quella che pensavamo di portare a casa. Se voglio un disco di Adriano Celentano, non datemi uno del bravissimo Teo Teocoli. Così, per dire.

Saldi veri o saldi finti: come scoprirlo con la tecnologia?

Chi non ha oggi uno smartphone? Bene, portatevelo con voi quando andate a caccia di qualche articolo in occasione. Fatevi un giro in quei negozi che vi interessano prima che comincino ufficialmente gli sconti e fate qualche foto con il cellulare alle vetrine, in modo da avere una prova dei prezzi pieni. E’ un modo piuttosto efficace per scoprire se si tratta di saldi veri o di saldi finti, cioè se lo sconto applicato corrisponde davvero alla realtà oppure c’è dietro qualche furbata.

Esempio banale ma pratico: se un paio di scarpe mi costano a maggio 250 euro e durante i saldi estivi mi vengono proposte con uno sconto del 30%, le dovrò pagare 175 euro (il 30% in meno, quindi 75 euro in meno). Se, invece, quelle stesse scarpe ai saldi mi vengono proposte con uno sconto del 30% a 185 euro vuol dire che c’è l’imbroglio. In questo caso, meglio cambiare negozio. Purché, anche lì, siano stati verificati prima i prezzi. Altrimenti, tanto vale fidarsi perché, come abbiamo già detto, di commercianti onesti c’è il mondo pieno.

Guai a fidarsi dagli sconti troppo alti

Gli sconti esagerati possono far pensare che i saldi, in realtà siano dei saldi finti: o il vestito che vi propongono è così vecchio da essere stato tessuto da Penelope mentre aspettava il ritorno di Ulisse oppure, come dicevamo prima, il prezzo è stato talmente gonfiato prima da proporlo con il 70% e trarne, comunque, profitto. Un commerciante serio non va oltre il 40-50%. Per due motivi: perché, se davvero fa un ricarico così alto sulla merce durante l’anno, venderebbe poco o niente. E perché mai metterebbe in saldo la merce sottocosto, svendendola o quasi regalandola.

Come scoprire i saldi finti dalla vetrina del negozio

Il disordine in un negozio allontana – giustamente – i consumatori che non sono in grado, a prima vista, di distinguere i capi scontati da quelli che non lo sono e, quindi, anche i saldi veri dai saldi finti. Per questo è fondamentale osservare se c’è chiarezza in questo senso ancor prima di entrare in un negozio.

Se in una vetrina trovate la merce in saldo mescolata a quella a prezzo pieno, rischiate di confondervi. La merce scontata, dunque, deve essere separata da quella che non lo è. Inoltre, deve riportare sul cartellino il vecchio prezzo, la percentuale di sconto applicata ed il prezzo finale scontato. Se questo cartellino non c’è o non mostra in modo chiaro e ben leggibile queste informazioni, meglio andare altrove.

Così come sono da evitare i negozi che riempiono le vetrine di manifesti colorati con l’invito a non perdere la vostra occasione. Non male come strategia: la troppa confusione sui vetri impedisce di vedere bene la merce ed i cartellini.

Come posso pagare ai saldi?

Il negoziante deve accettare qualsiasi tipo di pagamento anche in periodo di saldi: carta di credito, Bancomat o contanti. Punto. Qualsiasi punto vendita di ogni tipo di merce deve essere dotato di Pos, cioè del dispositivo per il pagamento elettronico con carta di credito o Bancomat. Diffidate da chi dice «l’abbiamo ordinato ma non è ancora arrivato», oppure da chi dice «è che non abbiamo la linea»: l’obbligo è scattato già da tempo. Diffidate anche da chi dice «mi costa troppo, non mi conviene». Sarà sempre meno conveniente vedere che i clienti vanno altrove, dove la loro moneta elettronica viene accettata.

Chi è caduto nella trappola dei saldi finti senza scoprirlo prima può rivolgersi ad un’associazione di consumatori o anche al locale comando dei Vigili urbani, purché abbia in mano le prove della frode, a partire dallo scontrino fiscale.


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