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Il figlio può andare via di casa prima di 18 anni?

2 agosto 2017


Il figlio può andare via di casa prima di 18 anni?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 agosto 2017



La legge vieta ai genitori di lasciar andare via di casa i figli prima del compimento della maggiore età.

In un’epoca in cui si parla quasi esclusivamente del fatto che i figli restano a casa dei genitori anche in età adulta, il problema dell’abbandono anticipato del tetto domestico è certamente raro. Tuttavia, seguendo l’esempio dei Paesi nordici, qualcuno potrebbe chiedersi se, in Italia, il figlio può andare via di casa prima dei 18 anni.

La questione è disciplinata espressamente dal codice civile [1]. La legge stabilisce che il figlio minorenne non può abbandonare la casa dei genitori (o, nel caso di genitori separati, di colui che esercita su di lui la responsabilità genitoriale) fino al compimento dei 18 anni (ossia della maggiore età) o fino alla sua emancipazione. L’emancipazione corrisponde al caso del figlio con almeno 16 anni, capace di intendere e volere, che ha avuto autorizzazione a sposarsi.

Se il figlio si allontana senza permesso, i genitori possono richiamarlo ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare.

Se è vero che il codice stabilisce il dovere per il figlio di rimanere con i genitori e non l’obbligo per i genitori di non lasciare andare via il figlio, è anche vero che questi ultimi sono tenuti, per legge, a vigilare sui minori e, quindi, a impedirne azioni illecite, diversamente essendone responsabili personalmente.

Fin dove si spingono i doveri dei genitori

È principio generale [2] quello per cui i figli minorenni sono soggetti alla potestà dei genitori sino alla maggiore età. I doveri, gli obblighi e i poteri che caratterizzano il contenuto della potestà genitoriale riguardano indistintamente tutti i figli, indipendentemente dal fatto che si tratti di figli legittimi, naturali, riconosciuti, adottivi.

Tra gli obblighi dei genitore c’è quello di tenere il figlio presso di sè [3] e di mantenerlo, istruirlo ed educarlo. Speculare è l’obbligo dei figli di stare con i genitori.

Il figlio può andare a convivere con persona diversa dai genitori, se questi sono d’accordo; solo in caso di dissenso del genitore è previsto uno strumento di coercizione mediante anche il ricorso al Giudice Tutelare per far ritornare il figlio a casa qualora questi opponga resistenza; e ciò in quanto la potestà consiste nel potere di prendere decisioni che coinvolgono la vita del figlio, in ogni momento ed in ogni suo aspetto: non solo quando il figlio per la sua immaturità ed età non sia in grado di prendere decisioni che lo riguardano ma anche quando il figlio, cresciuto ma non ancora maggiorenne, manifesti una sua volontà difforme da quella del genitore. Esercitare la potestà è un dovere, e uno strumento per proteggere ed educare, per consentire la piena realizzazione nel diritto del figlio minore a crescere. Il genitore, dunque, ha il potere di imporre e vietare comportamenti al figlio (ovviamente nel pieno rispetto dello sviluppo della sua personalità e del suo diritto ad una crescita armonica e compiuta) e se il figlio si allontana senza permesso deve richiamarlo, facendo valere la sua posizione di soggetto gravato dal dovere di protezione del figlio, mediante il ricorso al Giudice Tutelare.

Ma fin dove possono spingersi i genitori per impedire al figlio di andare via? Possono chiuderlo in camera o in casa? A riguardo il Tribunale di Trento [4] ha detto che non c’è reato di sequestro di persona per i genitori che per un breve intervallo di tempo abbiano limitato la libertà di movimento d’una figlia minorenne impedendole di uscire di casa per evitare che se ne allontanasse e si accompagnasse con soggetti gravitanti nel mondo della droga. A non far scattare il reato è il fatto che i genitori agiscono in ottemperanza di un dovere di legge.

Il figlio è obbligato a vivere con i genitori fino a 18 anni?

Sì, il figlio non può allontanarsi da casa fino a quando non compie la maggiore età.

Sono i genitori a dover impedire ai figli di andare via di casa o sono i figli a non dover andare via?

Il codice civile [1] si rivolge direttamente ai figli e pone in capo a questi il divieto di lasciare casa. Tuttavia un’altra norma contenuta all’interno della legge che regola l’affidamento dei figli [2] pone come destinatari dell’obbligo i genitori, i quali sono tenuti a non far allontanare i figli di casa.

 

I genitori possono costringere il genitore, con violenza, a ritornare a casa?

È escluso un potere coercitivo dei genitori per riprendere con sé il figlio scappato di casa. Il codice dice infatti che i genitori, per richiamare il figlio, devono rivolgersi al giudice.

Un genitore che chiude in camera il figlio per impedirgli di andare via di casa può essere denunciato per sequestro di persona?

No, solo se la costrizione dura per poco tempo.

note

[1] Art. 318 cod. civ.

[2] Tribunale minorenni Milano, 11/07/2006, n. 1795

[3] Art. 1 l. 184/83.

[4] Trib. Trento, sent. del 20.10.1999.

Autore immagine: 123rfcom

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1 Commento

  1. Chiedo scusa,
    ma un genitore, può obbligare un figlio MAGGIORENNE a tornare a casa?

    Può obbligarlo e avvalersi dei Carabinieri o di chissà chi, per essere riportato a casa in modo FORZATO?

    Cioè, che lo prendono di peso e lo riportano a casa?

    Grazie in anticipo…

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