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Lo sai che? Avvocati: il preventivo deve essere sempre scritto

Lo sai che? Pubblicato il 3 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 agosto 2017

Obbligo di fornire un anticipo sui costi della causa con il dettaglio di quelle che saranno le spese e il compenso professionale, anche se il cliente non lo chiede.

L’obbligo dell’avvocato di fornire il preventivo scritto al cliente non è più «a richiesta» di quest’ultimo. Si tratta, invece, di un dovere che scatta sempre, già al conferimento dell’incarico ed a prescindere dal raggiungimento di accordi verbali tra le parti. È questa la grande novità che, in materia di professione forense, prevede il Ddl concorrenza. Risultato: lo studio legale sarà tenuto comunicare agli assistiti la previsione dei costi, in forma scritta e articolata per voci di spesa. La prevedibile scena sarà quella in cui il professionista dimentichi di fornire il preventivo scritto e il cliente sollevi, al momento del pagamento della parcella, contestazioni in ordine alla misura e all’eventuale «nullità dell’accordo» per assenza di forma scritta. Ma procediamo con ordine e vediamo come cambia l’obbligo del preventivo scritto per l’avvocato.

Cancellato l’obbligo di fornire il preventivo scritto solo se lo chiede il cliente.

La modifica alla legge professionale forense

Il ddl concorrenza, appena approvato in via definitiva dal Parlamento, si limita a cancellare, dalla legge forense [1], le parole «a richiesta». Ecco quindi come si presenta ora la normativa in materia di preventivo scritto per l’avvocato.

«Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico; è altresì tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l’incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale».

Che succede se il preventivo non è scritto?

Con la modifica appena riportata, l’avvocato è tenuto a fornire il preventivo scritto al cliente sempre, anche se quest’ultimo non lo richiede. La comunicazione può essere fatta su un documento scritto o digitale (ad esempio tramite email).

Fino ad oggi, invece, la comunicazione dei costi era subordinata alla richiesta del cliente. Lo stesso obbligo varrà per tutte le altre professioni regolamentate per le quali si prevede che la comunicazione obbligatoria dei professionisti ai clienti circa il grado di complessità dell’incarico, gli oneri ipotizzabili dal conferimento dello stesso alla sua conclusione, gli estremi della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale, sia resa per iscritto o in forma digitale.

Sembra però azzardato (almeno per il momento) parlare di nullità dell’accordo tra avvocato e cliente se non viene rispettato l’obbligo del preventivo scritto. Di sicuro il professionista potrà essere colpito da una sanzione disciplinare. Il che significa che, verosimilmente, nel disaccordo tra l’assistito e il legale, circa la misura del corrispettivo a questi dovuto sulla base dell’accordo orale, sarà – come già oggi – il giudice a determinare il compenso secondo i parametri del decreto ministeriale.

note

[1] Art. 13 co. 5, L. n. 247/2012.


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2 Commenti

  1. gentili signiori/ b.giorno>>> su questo .art. nouvo,sopra>> io con mio avvocato a un processo longo non stato mai con me afare q.articlo piu avuto una sentenza (afavere ame di primo grado) e non mi ha informato nienti? io saputo da onaltro avvocato che avuto sentenza ? cosa posso, devo fare con lui. grazie milla sami ataki

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