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La compiuta giacenza

3 Agosto 2017


La compiuta giacenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Agosto 2017



Cosa succede se vedi l’avviso di giacenza nella cassetta della posta ma non vai a ritirare alla posta la raccomandata?

Fare lo struzzo non serve: quando arriva un avviso di giacenza nella cassetta della posta, ma non si va a ritirare la raccomandata alla posta, la comunicazione si intende comunque come se fosse stata ricevuta dal destinatario. Il che significa che gli effetti si producono ugualmente; si pensi ad esempio alla disdetta di un contratto di affitto, al termine per pagare una bolletta o una fattura, alla citazione in una causa, al decreto ingiuntivo da opporre entro 40 giorni, alla multa stradale da contestazione entro 30 giorni, ecc.

Le raccomandate, inviate presso la residenza anagrafica del destinatario, non ritirate per compiuta giacenza, sono valide. Deve risultare che (come è ovvio) il postino abbia osservato tutte le procedure per la compiuta giacenza: si perfeziona l’atto dall’avviso al ricevente di deposito della raccomandata presso l’ufficio postale o la casa comunale.

Ove la diffida sia stata inviata al destinatario nel luogo ove questi risiedeva, non ha alcuna rilievo che il conduttore non la abbia ricevuta e abbia lasciato trascorrere inutilmente la compiuta giacenza. Secondo la Cassazione «in tema di notificazione a mezzo del servizio postale e con riguardo alle ipotesi di mancata consegna del piego per temporanea assenza del destinatario, ovvero mancanza, rifiuto o inidoneità della persona abilitata a riceverlo, la notificazione si perfeziona, per il notificante, nel momento in cui il piego (non potuto consegnare) viene depositato presso l’ufficio postale, e, per il destinatario, nel momento in cui il piego viene ritirato, ovvero, in mancanza, quando interviene la cosiddetta compiuta giacenza» [1].

Lo stesso dicasi per gli atti giudiziari. La legale conoscenza degli atti notificati a mezzo di ufficiale giudiziario si ha nel momento in cui l’atto risulta consegnato nelle mani del destinatario, o viene successivamente ritirato dal medesimo o da un proprio delegato presso gli uffici postali. In caso di temporanea assenza o rifiuto del destinatario, o delle persone conviventi o addette alla casa, l’ufficiale dovrà depositare l’atto presso la casa comunale del luogo di notifica e darne notizia al destinatario con raccomandata. In caso di mancato ritiro entro i successivi dieci giorni si avrà la compiuta giacenza dell’atto, che dovrà intendersi ritualmente notificato.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 137/2000.

Trib. Roma, sent. n. 7418/2017

La notificazione effettuata ai sensi dell’art.140 c.p.c. si perfeziona, per il destinatario, con il ricevimento della raccomandata informativa, se anteriore al maturarsi della compiuta giacenza, ovvero, in caso contrario, con il decorso del termine di dieci giorni dalla spedizione ( nel caso di specie notificazione di decreto ingiuntivo ed improcedibilità della opposizione per tardività della proposizione delle stessa).

Cass. sent. n. 4799/2017

In tema di notifica della cartella di pagamento, effettuata a mezzo posta all’indirizzo attribuito al contribuente dall’estratto di ruolo, ove l’ufficiale postale constati la temporanea irreperibilità del destinatario con successivo invio della relativa raccomandata, non restituita al mittente per compiuta giacenza, spetta al contribuente provare la mancanza di collegamento con detto luogo, non essendo sufficiente allo scopo la sola documentazione anagrafica, che ha valore meramente presuntivo, in assenza della proposizione di querela di falso in ordine all’attestazione della “temporanea assenza”.

Tar Torino, sent. n. 1427/2016

AI fini della tempestività dell’impugnazione, ai sensi del combinato disposto degli artt. 40 comma 3, d.P.R. 29 maggio 1982, n. 655 e 1335 cod. civ., la comunicazione dell’atto amministrativo si perfeziona per il destinatario allorché questi provveda al ritiro del piego ovvero, per fictio juris (ai sensi dell’art. 1335 cod. civ.), al momento della scadenza del termine di compiuta giacenza.

Cass. sent. n. 47542/2016

Non può essere dichiarato irreperibile l’imputato, residente o dimorante all’estero in luogo certo, che rifiuti di ricevere la raccomandata con avviso di ricevimento, contenente l’informazione sull’addebito e l’invito ad eleggere o dichiarare domicilio in Italia, o ne ometta il ritiro all’ufficio postale, sicché non occorre procedere allo svolgimento di nuove ricerche e la compiuta giacenza della raccomandata equivale ad effettiva ricezione, con conseguente perfezionamento della procedura di notificazione.

Cass. sent. n. 12822/2016

La presunzione di conoscenza di un atto, del quale sia contestato il suo pervenimento a destinazione, non è integrata dalla sola prova della spedizione della raccomandata, essendo necessaria, attraverso l’avviso di ricevimento o l’attestazione di compiuta giacenza, la dimostrazione del perfezionamento del procedimento notificatorio.

Trib. Bari, sent. n. 2785/2016

Pur dovendosi distinguere il perfezionamento della notificazione nei riguardi del notificante da quello nei confronti del destinatario, che si realizza con il momento il risultato della conoscenza, o l’effetto di conoscenza, dell’atto, coincidente, nel sistema di cui all’art. 8 l. 890/82 con il ritiro del piego ovvero con gli altri elementi equipollenti ivi previsti, compreso il decorso del tempo, nell’ipotesi della cosiddetta “compiuta giacenza”, è certamente tardiva, l’opposizione proposta essendo irrimediabilmente decorso, pur tenendo conto del periodo di sospensione feriale dei termini, il termine di 60 giorni previsto dall’art. 204 -bis CdS nel testo applicabile ratione temporis.


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