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Animali feriti in incidenti stradali: obbligo di soccorso

3 agosto 2017


Animali feriti in incidenti stradali: obbligo di soccorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 agosto 2017



Deve fermarsi e aiutare gli animali vittime di un incidente solo chi è coinvolto nel sinistro.

Quante volte è capitato di vedere un animale morto sulla strada, sfortunata vittima di un incidente stradale. Quando ce ne accorgiamo è quasi sempre troppo tardi e non c’è più niente da fare. Ma cosa succederebbe se, invece, il quadrupede fosse solo ferito? Saremmo tenuti a prestargli soccorso – come succede con le persone – oppure potremmo tirare diritti per la nostra strada?

Dal 2010 è diventato obbligatorio soccorrere un animale ferito rimasto vittima di un incidente stradale [1]; tanto è il frutto di una modifica introdotta in una norma del codice della strada dedicata al «comportamento in caso di incidente». L’automobilista che si accorge di un animale ferito sulla strada perché investito dalla propria o anche da un’altra auto ha l’obbligo di intervenire immediatamente.

In particolare la norma che regola l’obbligo di soccorso per gli animali feriti in incidenti stradali stabilisce espressamente che: « L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.

Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 410 a euro 1.643».

Ma cosa significa prestare soccorso a un animale ferito in un incidente? I punti su cui si basa l’obbligo sono i seguenti:

  • è necessario fermarsi quando uno o più animali rimangono feriti in un incidente stradale di prestargli soccorso.
  • l’obbligo è riferito a tutti gli animali come cani gatti, cavalli, pecore, uccelli, fauna selvatica;
  • sono obbligati a intervenire: tanto i soggetti che hanno causato l’incidente da cui è derivato il ferimento di uno o più animali, tanto quelli coinvolti in un incidente da cui è derivato il ferimento dell’animale ma che non hanno alcuna responsabilità nel causarlo. Questo significa che l’automobilista che arriva dopo che l’incidente si è verificato e, quindi, non è stato coinvolto nello scontro, non ha alcun obbligo di intervento.

Chi trasporta un animale ferito all’ambulatorio può violare il codice della strada ovviamente mantenendosi comunque in condizioni di sicurezza: il che significa che un eventuale eccesso di velocità o il passaggio col rosso, se non creano pericolo per il traffico, gli saranno perdonati.

Se l’animale è morto a seguito delle ferite riportate nell’incidente, vengono meno le esigenze di soccorso ma bisogna, comunque, chiamare le autorità competenti, polizia stradale e servizi veterinari delle Asl. Non esiste un numero pubblico di emergenza nazionale per il soccorso degli animali feriti. E però attiva la piattaforma http//www.struttureveterinarie.it realizzata dalla federazione nazionale degli ordini veterinari italiani. Si tratta di un servizio gratuito di geo-localizzazione delle strutture (studi, cliniche, ambulatorio) autorizzate all’erogazione di prestazioni medico veterinarie.

note

[1] Art. 189, co. 9-bis, cod. str. come modificato dalla L. n. 120/2010.


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