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Come si fa un inventario

4 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 agosto 2017



Una guida per sapere come agire per accettare un’eredità con il beneficio dell’inventario e come procedere per fare l’inventario.

Come si fa l’inventario nel caso di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario? L’inventario viene redatto usualmente da un notaio in un verbale in cui si descrivono gli immobili e i beni mobili, si indicano la quantità e la specie delle monete per il contante e tutte le altre attività e passività, descrivendo infine le carte, le scritture e le note relative allo stato passivo e attivo.

Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: chi può farla?

Si ricorre all’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario nei casi in cui l’erede, sapendo dell’esistenza di un’eredità gravata da debiti superiori alle attività, intenda evitare che il patrimonio del defunto si confonda con il proprio e, perciò, che possa essere chiamato a rispondere integralmente dei debiti del defunto.

Accettando l’eredità con beneficio d’inventario, quindi, l’erede risponderà dei debiti del defunto solamente entro il limite del valore del patrimonio ereditario [1].

Ogni chiamato all’eredità (sia nel caso di successione con testamento che senza testamento) ha la facoltà di accettarla con beneficio d’inventario e nessun valore legale hanno eventuali divieti espressi da chi ha scritto il testamento.

Deve invece obbligatoriamente accettare con beneficio d’inventario:

  • il rappresentante legale di incapaci assoluti e relativi (cioè dei minori di età, interdetti, inabilitati e minori emancipati) [2];
  • il rappresentante legale di persone giuridiche, associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti [3].

L’inventario è una dettagliata descrizione di beni.

Come ed entro quanto tempo si può accettare con beneficio d’inventario

Per accettare con il beneficio d’inventario occorre [4] una dichiarazione solenne ricevuta da notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione (cioè nel luogo di ultimo domicilio del defunto): la dichiarazione deve essere poi inserita nel registro delle successioni esistente presso il tribunale del luogo di apertura della successione e poi trascritta presso l’ufficio dei registri immobiliari del luogo di apertura della successione.

Se non c’è la dichiarazione solenne, l’accettazione si considera accettazione pura e semplice (con l’eccezione delle eredità di minori, incapaci e persone giuridiche, associazioni e fondazioni che non possono che accettare le eredità se non con beneficio d’inventario).

Venendo al termine entro cui si può accettare con beneficio d’inventario (nei casi in cui non sia obbligatorio farlo), bisogna distinguere:

  • se il chiamato all’eredità si trova nel possesso dei beni ereditari [5], egli, per poter accettare con beneficio d’inventario, deve compiere l’inventario entro tre mesi dalla data di apertura della successione (cioè dalla morte della persona della cui eredità si tratta), salva la proroga che il tribunale può concedergli, e deve poi entro i quaranta giorni successivi decidere se accettare con beneficio d’inventario (facendo la dichiarazione solenne al cancelliere o al notaio) o rinunziare all’eredità. Se il termine per compiere l’inventario o quello per dichiarare se si accetta o si rinuncia non viene rispettato, il chiamato si intende erede puro e semplice. Se, invece, il chiamato ha già fatto la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario, deve poi, entro i tre mesi dall’apertura della successione, compiere l’inventario altrimenti è considerato erede puro e semplice;
  • se il chiamato all’eredità non si trova nel possesso dei beni ereditari [6], egli può accettare con beneficio d’inventario fino a che non sia prescritto il diritto di accettare l’eredità (cioè entro dieci anni dalla data di apertura della successione); se, però, fa l’inventario deve entro i quaranta giorni successivi accettare l’eredità (facendo la dichiarazione solenne al notaio o al cancelliere) altrimenti è considerato erede puro e semplice; se fa l’accettazione con beneficio d’inventario con la apposita dichiarazione dovrà poi fare l’inventario entro i tre mesi successivi, altrimenti sarà considerato erede puro e semplice.

L’accettazione con beneficio d’inventario si fa con una dichiarazione solenne.

Come si fa l’inventario

In concreto, quindi, come si fa l’inventario? Al riguardo occorre dire che:

  • l’inventario si chiede facendo istanza al tribunale [7];
  • l’istanza può essere proposta dall’esecutore testamentario, dalle persone che possono avere diritto alla successione, dai creditori [8];
  • viene eseguito dal cancelliere o da un notaio designato dal defunto in testamento o nominato dal tribunale [9];
  • l’istanza si propone con le forme del ricorso nel quale colui che chiede l’inventario deve dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale;
  • hanno diritto di assistere all’inventario il coniuge superstite, gli eredi legittimi presunti, l’esecutore testamentario, gli eredi istituiti e i legatari;
  • ai soggetti che hanno diritto di assistere all’inventario, il cancelliere o il notaio che vi procede deve dare avviso entro i tre giorni antecedenti del luogo, giorno e ora di avvio delle operazioni di inventario;
  • infine, l’inventario viene redatto redigendo apposito verbale [10] in cui si descrivono gli immobili (indicandone natura, situazione, confini, numeri catastali e mappe censuarie) e i beni mobili (stimandone il valore e specificandone peso e marchio per gli oggetti d’oro e d’argento), indicando quantità e specie delle monete per il contante, tutte le altre attività e passività e descrivendo le carte, scritture e note relative allo stato passivo e attivo che andranno firmate in principio e in fine dall’ufficiale che redige l’inventario;
  • se qualcuno degli interessati contesta l’opportunità di inserire qualche oggetto nell’inventario, l’ufficiale che lo redige lo indica e descrive a verbale, facendo menzione delle osservazioni e istanze delle parti.

note

[1] Art. 490 cod. civ.

[2] Artt. 471 e 472 cod. civ.

[3] Art. 473 cod. civ.

[4] Art. 484 cod. civ.

[5] Art. 485 cod. civ.

[6] Art. 487 cod. civ.

[7] Art. 769 cod. proc. civ.

[8] Art. 763 cod. proc. civ.

[9] Art. 769 cod. proc. civ.

[10] Art. 775 cod. proc. civ.

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2 Commenti

  1. Salve,

    Vorrei sapere cosa s’intende per “essere in possesso dei beni ereditati”.
    Mio padre e’ deceduto, io ho ricevuto una donazione da lui quando in vita. Adesso eredito 5/15 di una casa di cui gli altri 10/15 sono gia’ di noi figli (perche’ ededita da mia madre).

    Sono quindi gia’ in possesso dei beni ereditati?

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