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Qual è il limite minimo di debito per un’ipoteca?

3 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 agosto 2017



L’Agenzia delle Entrate Riscossione può ipotecarmi la casa per un debito oltre i 20.000 euro o, come dicono altri, oltre i 120.000?

Premessa fondamentale: le due cifre indicate da chi ci ha posto questa domanda si riferiscono a due ipotesi diverse: l’iscrizione di ipoteca ed il pignoramento immobiliare da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Non solo ipoteca e pignoramento sono concetti diversi, ma è bene ricordare che uno non deve, per forza, comportare l’altro.

Vediamo, allora, di distinguere le due cose per non far confusione e capire qual è il limite minimo di debito per un’ipoteca (e del pignoramento, giusto per rispondere alla domanda posta).

Che cos’è l’ipoteca della casa

L’ipoteca è una garanzia che attribuisce al creditore la certezza di essere soddisfatto dell’eventuale ricavato dalla vendita forzata, in via preventiva rispetto a tutti gli altri creditori intervenuti. In altre parole, il prezzo dell’asta viene prima utilizzato per estinguere il credito del creditore ipotecario e poi quello degli altri. Quindi, se «chi si accontenta gode», al creditore, in questo caso all’Agenzia delle Entrate Riscossione, potrebbe bastare l’ipoteca senza ricorrere al pignoramento.

Inoltre, se nelle procedure esecutive tra privati, il creditore che avvia il pignoramento non è tenuto a iscrivere prima l’ipoteca, nel caso delle esecuzioni forzate dell’Agenzia delle Entrate Riscossione l’ipoteca è sempre necessaria prima di avviare l’esecuzione forzata.

Rispondiamo ora al quesito. La legge ha disposto due limiti di importi differenti: l’uno per procedere all’iscrizione dell’ipoteca da parte di Equitalia, l’altro per procedere al successivo pignoramento.

I limiti del debito per l’ipoteca

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere ipoteca solo per debiti complessivi non inferiori a 20.000 euro, salvo il caso di recupero di rate per l’adesione ai condoni, in cui il limite è di 5.000 euro [1].

L’importo di 20.000 euro riguarda il credito complessivo da riscuotere da parte dell’Ente di riscossione e, quindi, può accadere che l’ipoteca sia riferita a crediti di diversa natura. Il limite deve computarsi anche sommando i ruoli formati da diversi enti: Inps, Agenzia delle Entrate, ecc. [2].

A tal fine è irrilevante la circostanza che alcuni crediti siano oggetto di ricorso davanti al giudice [3].

Inoltre, la giurisprudenza dice che il debito è quantificato dal titolo indicato nella comunicazione di iscrizione ipotecaria. Pertanto, non devono essere incluse voci diverse da quelle che compongono il debito tributario (capitale e interessi), quali compensi, diritti tabellari, spese di notifica o spese di iscrizione ipotecaria e spese di cancellazione dell’ipoteca [4].

I limiti del pignoramento

L’Agenzia delle Entrate Riscossione, anche se ha iscritto ipoteca, non può dar corso al pignoramento immobiliare se il debito complessivo non supera 120.000 euro. Resta fermo il divieto di pignoramento, comunque, per chi ha una sola casa di residenza. L’Agente di Riscossione non può togliere ad un contribuente il solo tetto sotto il quale abita. Quindi, quando il debito supera i 20.000 euro ma non i 120.000 euro l’iscrizione di ipoteca ha mera funzione di deterrente e garanzia, perché non sarà comunque possibile procedere al pignoramento e alla successiva vendita forzata.

Il pignoramento della casa è legittimo solo dopo almeno 6 mesi dall’ipoteca

Quando l’Agenzia delle Entrate Riscossione può ipotecare la casa

Non è solo una questione di cifre. L’Agenzia delle Entrate Riscossione può ipotecare la casa di un debitore quando:

  • il debito per le cartelle scadute è uguale o superiore a 20mila euro. E fino a qua ci siamo;
  • sono passati 60 giorni dalla notifica della cartella;
  • è stato notificato, con raccomandata a.r., un preavviso di ipoteca almeno 30 giorni prima dell’iscrizione dell’ipoteca.

L’ipoteca dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, comunque, non impedisce che il titolare possa vendere la casa. Questa verrà ceduta al nuovo titolare con tutta l’ipoteca. Il che significa che a quest’ultimo non potrà essere richiesto il pagamento delle cartelle, ma gli si potrà pignorare l’immobile, benché acquistato in buona fede. Ecco perché, prima di comprare una casa, è sempre bene procurarsi una visura ipocatastale dalla quale risultano eventuali ipoteche o pignoramenti in corso.

Per maggiori informazioni, leggete la nostra guida Debiti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione e pignoramento della casa.

 

note

[1] Art. 16 bis L. 289/2002.

[2] CTP Novara, sent. n. 23/2011.

[3] Cass. sent. n. 2190/2014.

[4] CTP Torino, sent. n. 95/2008.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. BUON GIORNO
    nel 2010 o 2011 equitalia ha elevato un’ipoteca su un mio immobile in comproprietà per un debito previdenziale inferiore a 20.000 euro . Da più parti si legge che non può farlo se il debito non supera i 20. 000 euro . Se questo è vero come posso cautelarmi ? E in caso di vendita come posso agire ?specifico che è l’unico immobile che possiedo ma non costituisce la mia abitazione principale .

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