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Il divorzio nelle unioni civili

3 Ago 2017 | Autore:


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Rispetto a quanto avviene per il matrimonio, le unioni civili possono sciogliersi più rapidamente: ecco come

È passato solo un anno dall’entrata in vigore della cosiddetta legge Cirinnà [1] sulle unioni civili è già iniziano a registrarsi i primi divorzi. Al momento dell’approvazione della legge sulle unioni civili in Europa erano già quattordici gli Stati che contemplavano da diversi anni le unioni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, anche i casi di loro scioglimento erano un fenomeno ordinario.

In Italia, invece, è di qualche giorno fa la notizia del primo divorzio tra due omosessuali: i due uomini, che avevano celebrato appena sei mesi prima la loro unione, si sono rivolti al Tribunale di Savona affinché formalizzasse la loro separazione e regolasse i loro rapporti patrimoniali. Ma come funziona il divorzio nelle unioni civili?

Cosa sono le unioni civili?

Prima di verificare come funziona il divorzio nelle unioni civili è il caso di precisare cosa sono le unioni civili.

Si tratta dell’unione tra persone dello stesso sesso, celebrata dinanzi ad un Ufficiale dello Stato, alla presenza di due testimoni e registrata nell’archivio dello Stato Civile.

Il legame delle coppie “same sex” è sicuramente diverso dal matrimonio tra gli eterosessuali, ma ha con questo molti aspetti in comune.

Relativamente al regime patrimoniale, se nulla decidono i partner al riguardo, anche alle unioni civili si applica il regime della comunione legale. A differenza di quanto avviene nel matrimonio, invece, le due persone possono scegliere quale cognome comune assumere tra i loro due.

La pensione di reversibilità ed il Tfr maturato spettano all’altro partner e per la successione valgono le stesse regole previste per il matrimonio.

Le cause di scioglimento di un’unione civile sono: la morte, il divorzio e la sentenza che accerta il cambio di sesso di una della due parti.

Come funziona il divorzio nelle unioni civili?

Se per la legge italiana le coppie omossessuali non sono uguali a quelle eterosessuali nella loro unione, “coerentemente” non lo sono neppure nel loro divorzio.

Vediamo perché.

In virtù di quanto prevede la legge sulle unioni civili, ciascun partner ha la facoltà di chiedere il divorzio in qualsiasi momento anche e se l’altro non è d’accordo.  Anche in tali casi è necessario formalizzare lo scioglimento del legame: una volta formalizzata la separazione, tuttavia, la coppia si considera ufficialmente sciolta.

Rispetto a quanto avviene per il matrimonio, dunque, le unioni civili possono sciogliersi più rapidamente: non è infatti necessario passare per la formale separazione, ma è sufficiente che i partner comunichino all’Ufficiale di Stato Civile, anche disgiuntamente, la loro intenzione di dividersi. Trascorsi tre mesi, diviene possibile proporre domanda di divorzio. Dunque, se l’amore finisce, l’unione civile si scioglie più rapidamente del legame matrimoniale: è sufficiente che i partner dichiarino la loro volontà di separarsi e, trascorsi tre mesi, possono proporre domanda di divorzio.

Non esiste dunque un periodo di affievolimento del vincolo come nel caso del matrimonio: basta solo che la domanda di divorzio sia preceduta da una manifestazione di volontà presentata all’Ufficiale dello Stato Civile almeno tre mesi prima.

Il divorzio riguarderà la regolamentazione degli aspetti patrimoniali tra i partner con la possibilità di riconoscere alla parte economicamente più debole il diritto agli alimenti e l’assegnazione della casa in cui la coppia aveva fissato la propria residenza.

Come anticipato, oltre al divorzio vi sono anche altre situazioni che determinano lo scioglimento automatico dell’unione gay, quali, ovviamente, la morte di uno dei partner e la sentenza che accerta il cambio di sesso di una delle parti [2]. Al riguardo, è giusto il caso di precisare che, in caso di cambio di genere all’interno della coppia , anche se i partner manifestano la volontà di rimanere uniti, il matrimonio verrà sciolto automaticamente. Un’ulteriore peculiarità, inoltre, è data dal fatto che nel caso in cui il motivo della separazione sia la mancata consumazione del rapporto, non sarà possibile percorrere la strada rapida e semplificata sopra descritta.

note

[1] L. n. 76/2016 del 20.05.2016.

[2] analogamente a quanto previsto dall’art. 3, n. 2, lett. g) L. 898/1970.


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