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Che cosa vuol dire reati perseguibili d’ufficio?

19 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 agosto 2017



I reati perseguibili d’ufficio sono quelli tutelati dallo stato anche a prescindere dalla volontà della vittima.

Spesso si sente parlare di reati perseguibili d’ufficio e di altri perseguibili a querela di parte. Perseguibile d’ufficio significa che lo stato (in particolare la procura della repubblica) procede nei confronti del responsabile di quel reato a prescindere dalla volontà della persona offesa (vittima), cioè anche se quest’ultima non sporge querela o se addirittura non vuole che il colpevole sia processato. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i reati perseguibili d’ufficio e come si denunciano.

Quali sono i reati perseguibili d’ufficio?

Ecco di seguito l’elenco (seppure non esaustivo ma esemplificativo) dei reati procedibili d’ufficio:

  • maltrattamenti in famiglia [1];
  • minaccia grave o fatta con armi [2];
  • lesione personale, superiore ai venti giorni o gravissima [3];
  • pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili [4];
  • violenza privata [5];
  • estorsione [6];
  • violenza sessuale, in casi espressamente previsti dal codice [cioè se la violenza sessuale è commessa nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni quattordici o dal genitore (anche adottivo) dal convivente, dal tutore, ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura (di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia), se la violenza è commessa da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni, se il fatto é connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio o su persona che non abbia ancora compiuto i dieci anni di età [7];
  • stalking fatto nei confronti di un minore o di una persona con disabilità (o anche il reato di stalking semplice, nel caso in cui vi sia stato già l’ammonimento da parte del questore) [8];
  • omicidio [9].

Dalla lettura dei reati perseguibili d’ufficio, si comprende che si tratta di reati particolarmente gravi che, proprio per tale ragione, lo stato intende punire a prescindere dalla volontà della vittima.

Facciamo qualche esempio. Se una donna denuncia suo marito per maltrattamenti in famiglia (perché la picchia e la umilia continuamente), non può cambiare idea, all’improvviso, durante il processo perché (magari) si è riappacificata con il marito. Il processo proseguirà perché il reato di maltrattamenti in famiglia è perseguibile d’ufficio (ovvero anche quando la denuncia o querela sono ritirate dalla persona offesa dal reato).

Se l’amica di mia figlia mi confida che il padre la molesta sessualmente da diversi anni ed io (per un senso civico e di protezione verso di lei) denuncio il fatto all’autorità giudiziaria, poi non potrò più tornare indietro: il processo inizierà e proseguirà a prescindere dalla mia volontà e da quella dell’amica di mia figlia (che è la diretta interessata), perché il reato di violenza sessuale è perseguibile d’ufficio.

Cos’è la denuncia?

La denuncia è l’atto attraverso il quale qualunque cittadino (vittima o meno del reato) può segnalare alla procura della repubblica (o agli ufficiali di polizia giudiziaria) un fatto illecito, nello specifico un reato perseguibile d’ufficio.   

Per la presentazione della denuncia non è previsto alcun termine di decadenza. La denuncia può essere presentata da chiunque abbia avuto notizia di un reato, oralmente o per iscritto, chiarendo espressamente gli elementi essenziali del fatto reato che si intende denunciare ed il giorno in cui se ne è venuti a conoscenza. Se possibile, l’atto di denuncia deve contenere le generalità della persona che si ritiene responsabile del reato e di tutti coloro che sono in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione del fatto (i cosiddetti testimoni).
La denuncia (di regola) è un atto facoltativo, nel senso che chiunque apprenda la notizia di un reato può decidere di denunciarlo alle autorità giudiziarie o scegliere di non farlo. I privati cittadini hanno, però, l’obbligo di presentare la denuncia in alcuni casi espressamente previsti dalla legge. Ecco quali sono:

  • quando hanno avuto notizia di un delitto contro la personalità dello stato per il quale la legge stabilisce l’ergastolo;
  • quando hanno ricevuto cose provenienti da delitto;
  • quando hanno notizia di materie esplodenti situate nel luogo da lui abitato;
  • quando hanno subito un furto di armi o esplosivi;
  • quando hanno avuto conoscenza di un delitto di sequestro di persona a fini di estorsione.

Se hai avuto notizia di uno di questi reati sei obbligato a presentare una denuncia, altrimenti potrai essere condannato per il reato di omessa denuncia.

I pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio, hanno l’obbligo di presentare denuncia quando hanno avuto notizia del reato nell’esercizio delle proprie funzioni o a causa di esse.
Ovviamente tale obbligo scatta quando la notizia riguarda un reato procedibile d’ufficio.

Gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, sono tenuti ad informare il pubblico ministero di tutti i reati procedibili d’ufficio dei quali sono venuti comunque a conoscenza, quindi anche al di fuori del servizio svolto.
Sono invece esenti dall’obbligo di denuncia il difensore e i suoi ausiliari, in relazione ai reati dei quali abbiano avuto notizia nel corso delle attività investigative da essi svolte.
Il modo in cui presentare la denuncia è già stato chiarito nel precedente articolo come si presentano le denunce e le querele.

note

[1] Art. 572 cod. pen.

[2] Art. 612 cod. pen.

[3] Artt. 582, 583 cod. pen.

[4] Art. 583 bis cod. pen.

[5] Art. 610 cod. pen.

[6] Art. 629 cod. pen.

[7] Art. 609 septies cod. pen.

[8] Art. 612 bis cod. pen.

[9] Art. 575 cod. pen.

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