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Pignoramento casa assegnata alla moglie

5 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 agosto 2017



I creditori possono pignorare la casa familiare assegnata dal giudice anche se vi abita il coniuge affidatario dei figli?

Il creditore può pignorare la casa familiare anche se uno dei coniugi vi abita per effetto dell’assegnazione da parte del giudice (a seguito di separazione coniugale). Il coniuge assegnatario della casa familiare può opporre al terzo acquirente il proprio diritto di abitazione ma non può impedire la vendita all’asta dell’immobile.

Dato che il provvedimento di assegnazione della casa coniugale è soggetto a trascrizione nei pubblici registri immobiliari, occorre individuare il momento esatto della trascrizione, se anteriore o successivo rispetto al pignoramento immobiliare. Ciò è fondamentale per comprendere il grado di tutela a favore del titolar del diritto di abitazione.

Trascrizione successiva al pignoramento

Il provvedimento di assegnazione della casa coniugale è inopponibile al creditore espropriante e, quindi, all’acquirente da vendita forzata, quando trascritto successivamente alla trascrizione del pignoramento. In tale caso la costituzione del diritto di abitazione è inefficace nei confronti del creditore procedente e dei creditori intervenuti.

L’immobile può essere venduto libero da vincoli.

Trascrizione anteriore al pignoramento

Il provvedimento di assegnazione della casa coniugale è opponibile alla procedura (al creditore pignorante e all’acquirente da vendita forzata) quando trascritto in data anteriore al pignoramento, in assenza di iscrizioni ipotecarie anteriori al pignoramento stesso. In tal caso la proprietà del bene pignorato viene trasferita come gravata dal diritto di abitazione.

In tal caso il pignoramento non può pregiudicare il diritto di abitazione del coniuge assegnatario.

Diritto di abitazione e ipoteca casa coniugale

Il provvedimento di assegnazione della casa coniugale è opponibile o inopponibile al creditore ipotecario che abbia iscritto la propria ipoteca in data anteriore al pignoramento, a seconda che la trascrizione dell’atto costitutivo del diritto di abitazione sia o meno anteriore all’iscrizione dell’ipoteca costituita sul bene.

Più precisamente:

  • se la costituzione del diritto di abitazione è stata trascritta in data successiva all’iscrizione ipotecaria, il creditore ipotecario anteriore potrà vendere la proprietà del bene libera da vincoli;
  • se la costituzione del diritto di abitazione è stata trascritta in data anteriore all’iscrizione ipotecaria, il creditore potrà vedere la proprietà del bene gravata dal diritto di abitazione.

Pignoramento casa coniugale: tutela per il coniuge assegnatario 

Se il diritto di abitazione è opponibile al creditore procedente (perché trascritto in data anteriore al pignoramento), il creditore potrà comunque pignorare l’immobile ma questo sarà gravato dal diritto di abitazione.

Il titolare del diritto di abitazione resta un soggetto terzo rispetto alla procedura esecutiva e il suo diritto non può essere pregiudicato dalla vendita forzata della proprietà. Ciò vuol dire che l’acquirente dell’immobile non potrà “mandare via” chi vi abita per effetto del provvedimento di assegnazione.

Il problema si pone quando il diritto di abitazione non è opponibile al creditore procedente, poiché in questa ipotesi il bene può essere pignorato e venduto libero da vincoli.

In realtà, secondo la giurisprudenza maggioritaria della Cassazione, il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario, avendo per definizione data certa, è comunque opponibile al terzo acquirente, anche se non trascritto, per la durata di nove anni dalla data dell’assegnazione.

Ciò vuol dire che, anche se il provvedimento di assegnazione non è stato trascritto nei pubblici registri e l’immobile è stato venduto come “libero”, per nove anni il nuovo acquirente non potrà “sfrattare” il coniuge assegnatario che vi abita.

Questa regola, dedotta dall’assimilazione della posizione del coniuge titolare del diritto di abitazione a quella del conduttore nella locazione, ha la finalità di tutelare l’interesse primario della famiglia che, nell’immobile assegnato dal giudice, ha individuato la propria “casa”.

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