Diritto e Fisco | Articoli

L’Imu è rimborsabile?

5 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Agosto 2017



Il rimborso dell’Imu: caratteristiche e presupposti. Le modalità per ottenere il rimborso.

Ogni anno migliaia di cittadini proprietari di immobili devono pagare la tassa di possesso sugli stessi. Se è noto, infatti, che questa odiosa tassa non è dovuta per le cosiddette “prime case” (anche se con qualche eccezione, quale ad esempio gli immobili di lusso) è altrettanto risaputo che per gli altri immobili il balzello scatta inesorabile. Quindi, giugno (anticipo) e dicembre (saldo) sono i mesi previsti per il descritto pagamento, con particolare afflizione per quei cittadini che magari hanno acquistato una piccola casa al mare o un appartamento da riservare al proprio figlio per quando “formerà una famiglia”.

Ebbene nel complicato “gioco” dei calcoli che riguardano la quantificazione dell’Imu, spesso e volentieri capita di sbagliarsi, ad esempio versando più del dovuto. Ed allora, può il contribuente distratto ottenere il rimborso di quanto erroneamente pagato? La risposta è affermativa.

I’Imu in eccesso può essere rimborsata?

In materia di tributi locali (tra questi l’Imu), la legge [1] stabilisce che il rimborso di quelli non dovuti (ad esempio, quelli versati in eccesso) deve essere richiesto entro cinque anni dalla data del versamento o dalla data in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.

Il rimborso deve essere effettuato entro sei mesi dalla presentazione dell’istanza, anche se nella pratica trascorre molto più tempo, pertanto, per tale ragione, potrebbe rivelarsi più conveniente compensare le somme pretese con altri tributi locali dovuti: in tal senso bisogna rivolgersi al Comune di riferimento, per verificare se prevede tale possibilità, sancita dalla legge [2].

Sulle somme oggetto di rimborso sono inoltre dovuti anche gli interessi: in tal caso la norma specifica che la misura deve essere stabilita dall’ente impositore (cioè il comune), in un ammontare che varia all’interno dei tre punti percentuali, oltre il tasso d’interesse legale [3].

Se si tratta di rimborsare una differenza minima rispetto a quello che era dovuto e che è stato versato, potrebbe non essere prevista la possibilità di rimborso. In tal senso, è necessario consultare il regolamento comunale quanto afferma in materia, così come stabilisce la legge [4].

Se il Comune rifiuta di rimborsare il tributo locale versato e non dovuto, è possibile fare ricorso dinanzi alla Commissione Provinciale Tributaria competente per territorio [5].

Come faccio ad avere il rimborso dell’Imu?

Se ad esempio, ritenete di aver versato un importo maggiore, rispetto a quello che dovevate versare, è sufficiente effettuare delle semplici operazioni matematiche. In particolare è opportuno e necessario:

  • calcolare l’Imu dovuta per l’anno in questione, sulla base delle aliquote previste per quell’anno [6];
  • sottrarre il risultato ottenuto, dalla somma effettivamente e concretamente versata;
  • sulla differenza ottenuta, calcolare gli interessi applicabili, secondo il regolamento comunale.

A tale riguardo è consigliabile assumere informazioni presso il Comune di ubicazione dell’immobile (eventualmente consultando anche il sito internet dello stesso), allo scopo di:

  • acquisire il modello di domanda/istanza per procedere all’ottenimento del rimborso;
  • conoscere il tasso d’interessi applicabile nel vostro caso;
  • verificare la possibilità di potere compensare il credito Imu con altri tributi locali dovuti (ad esempio, la tassa sui rifiuti), quale alternativa al rimborso vero e proprio.

note

[1] Art 1, comma 164 Legge 296/2006.

[2] Art 1, comma 167 Legge 296/2006.

[3] Art 1, comma 165 Legge 296/2006.

[4]  Art 1, comma 168 Legge 296/2006.

[5] Artt. 19 – 21 Dlgs 546/1992.

[6] Qui di seguito un esempio, per il calcolo dell’Imu, per un’abitazione con un rendita catastale ipotetica di 500 ed un’aliquota imu del 7,6 per mille:

Rendita catastale rivalutata al 5% € 525,00
Imponibile complessivo immobile € 84.000,00
Imposta lorda complessiva ( 7,6 per mille ) € 638,40
Imposta arrotondata all’euro inferiore € 638,00

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI