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Se rateizzi la cartella il ricorso è possibile

5 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 agosto 2017



Rateizzare la cartella non significa riconoscere il debito in essa previsto: è possibile rateizzare e poi fare ricorso.

Le difficoltà economiche che caratterizzano i tempi attuali, hanno portato molti cittadini ad “arretrarsi” nel pagamento dei tributi. Irpef, Iva, tassa sui rifiuti o anche i semplici bolli auto sono soltanto alcune delle voci che affliggono i contribuenti tartassati, soprattutto quando arriva l’inesorabile cartella esattoriale. In quest’ottica, la rateizzazione delle cartelle rappresenta per il cittadino un’ancora di salvataggio: ha la possibilità di diluire nel tempo i balzelli (in molti casi molteplici), non rischia l’ipoteca o il fermo amministrativo sui propri beni, ottiene la sospensione di quest’ultimo, se già disposto.

Tuttavia, molti si chiedono se la rateizzazione comporta un riconoscimento del debito tributario e, in parole povere, se una volta richiesta ed ottenuta non sia più possibile fare ricorso contro la pretesa ritenuta iniqua (magari perché le cartelle in esame, non sono mai state validamente notificate al contribuente). Ebbene è possibile fare ricorso e vediamo insieme chi lo dice e perché.

Posso rateizzare una cartella esattoriale?

La risposta non può che essere affermativa. In particolare per i debiti fino a 60.000 euro è sufficiente inviare un’istanza all’agente della riscossione con raccomandata oppure anche online o semplicemente occorre recarsi presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, per depositarla personalmente. Basta dichiarare un temporaneo stato di difficoltà economica per accedere alla rateizzazione, che sarà caratterizzata da un numero di rate sino a 72. Per i debiti superiori a 60.000 euro sarà, invece, necessario comprovare lo stato di difficoltà economica, allegando la certificazione relativa all’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del vostro nucleo familiare. È inoltre prevista, in alcuni casi, la possibilità di ottenere un rateizzo maggiore (sino a 120 rate) oltreché una proroga del piano precedentemente ottenuto.

Come anticipato in premessa, la concessione del piano di rateizzazione consente di evitare che l’agente della riscossione possa ipotecare i propri immobili o possa fermare amministrativamente i propri veicoli. Inoltre se siete già stati oggetto di un fermo amministrativo, con la rateizzazione potrete ottenere una sospensione del medesimo, ritornando a poter circolare con il mezzo in questione.

Ad ogni buon conto, per tutte le informazioni, è opportuno consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate  – Riscossione: per farlo basta che cliccate qui.

Posso fare ricorso se rateizzo la cartella?

La risposta affermativa a questa domanda non può che dipendere dalla posizione giurisprudenziale sull’argomento. Recentemente, la Commissione Tributaria Regionale della Toscana [1] ha precisato che la rateizzazione della cartella non impedisce la proposizione del ricorso.

I giudici toscani, per supportare la loro decisione, hanno richiamato anche una recente sentenza della Cassazione [2], secondo la quale costituisce principio generale del diritto tributario che non si possa attribuire al puro e semplice riconoscimento, esplicito od implicito, fatto dal contribuente d’essere tenuto al pagamento di un tributo, [… ] l’effetto di precludere ogni contestazione in ordine all’an debeatur. In sostanza, “le manifestazioni di volontà del contribuente, quando non esprimano una chiara rinunzia al diritto di contestare” gli importi in parola, “debbono ritenersi giuridicamente rilevanti solo per ciò che concerne il quantum debeatur”

In termini più comprensibili se il contribuente ha presentato domanda di rateizzazione del debito, non ha perso e non perde l’interesse [3] e il diritto di contestare la cartella, se, ad esempio, la stessa si è prescritta (cioè è scaduto il termine per poterne chiedere il pagamento) o se ci sono problemi di validità nella notifica della stessa.

Anche la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia [4] ha confermato questa posizione, precisando che la sottoscrizione dell’istanza di rateazione del pagamento di un’imposta [ … ] non configura un riconoscimento del debito tributario, ma solo l’impegno di pagare l’imposta secondo la rateazione stabilita.

note

[1] CTR Toscana sent. n. 1745/2017

[2] Cass. sez. trib. sent. n. 3347/2017

[3] Art. 100 cod. proc. civ.

[4] CTR Sicilia sent. n. 652/2016

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