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Lo sai che? Pignoramento casa coniugale

Lo sai che? Pubblicato il 4 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 agosto 2017

Tutte le ipotesi in cui è possibile il pignoramento della casa di famiglia, sia quando marito e moglie sono in comunione dei beni che quando sono in separazione.

È possibile il pignoramento della casa coniugale? La risposta è affermativa, ma solo nella misura del 50%, se uno solo dei coniugi è debitore. Diversamente l’immobile può essere pignorato per intero, se di proprietà di uno dei due, se l’altro è garante (fideiussore) del debito. Se la casa è unico immobile di proprietà del debitore, che vi ha fissato la propria residenza, il pignoramento non è possibile se ad agire è Agenzia Entrate riscossione per il mancato pagamento di cartelle esattoriali. Ma procediamo con ordine e vediamo tutte le ipotesi in cui è possibile il pignoramento della casa coniugale.

Se il debitore è uno solo dei coniugi

Se il debitore è uno solo dei due coniugi e l’altro “non ha firmato nulla” (ossia non è garante), tanto nell’ipotesi in cui la coppia sia in comunione dei beni quanto nell’ipotesi di separazione, la casa può essere pignorata entro massimo il 50%. Ciò, in pratica, significa che il tribunale dell’esecuzione forzata deve prima verificare se sia possibile dividere l’immobile in natura, separando la quota del debitore da quella del coniuge (si pensi a una villetta che può essere divisa in due unità immobiliari distinte). In questo caso si procede alla vendita all’asta solo della parte di cui il debitore è titolare, mentre l’altra resta in mano al coniuge. Se la divisione non è possibile, si procede alla vendita dell’intera casa coniugale e si eseguono le aste. La metà del ricavato conseguente all’aggiudicazione dovrà essere restituito all’altro coniuge non debitore, il quale peraltro potrebbe anche partecipare alle vendite e acquistare la quota soggetto a pignoramento.

In ogni caso, l’atto di pignoramento deve essere notificato al coniuge non debitore in modo che questi sia messo al corrente dell’avvio della procedura esecutiva sulla propria casa.

Questa regola vale sia che il debitore sia in comunione dei beni che in regime di separazione.

Se il debitore è uno solo ma l’altro è garante

Se uno dei due coniugi ha firmato il debito ma l’altro è suo fideiussore, non c’è modo di salvare la casa che può essere messa in vendita integralmente. Infatti il debito, in questo caso, fa capo sia al marito che alla moglie, debito tuttavia che resta unico (non si duplica solo per il fatto che c’è un garante). Sicché, una volta venduto all’asta il bene, se il ricavato è un importo superiore al credito per cui si procede, la differenza va restituita ai coniugi.

Se il creditore è Agenzia Entrate Riscossione

Regole diverse se il pignoramento della casa coniugale è avviato dall’Agenzia Entrate Riscossione. In tal caso valgono tutti i limiti di cui abbiamo già parlato in Debiti con Agenzia Entrate Riscossione e pignoramento mobiliare. In particolare:

  • non si può pignorare la casa coniugale se: a) questa è l’unico immobile di proprietà del debitore e, nello stesso tempo, b) è civile abitazione, c) è accatastata nelle categorie A/8 eA/9, d) il debitore vi ha fissato la propria residenza. In tal caso vale il divieto del pignoramento della cosiddetta prima casa;
  • oppure non si può pignorare la casa coniugale se il debito complessivo è inferiore a 120mila euro;
  • oppure non si può pignorare la casa coniugale se la somma del valore di tutti gli immobili posseduti dal debitore è inferiore a 120mila euro.

In ogni caso l’Agente della riscossione deve, almeno 6 mesi prima del pignoramento, iscrivere ipoteca sulla casa.


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