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Scheda carburante e detrazione benzina: come funziona?

6 Agosto 2017


Scheda carburante e detrazione benzina: come funziona?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Agosto 2017



Detrazioni di benzina, gasolio, gpl, metano e altri carburanti: come si scarica dalle tasse l’acquisto dei carburanti, come funzionano le schede e l’utilizzo della carta di credito o del bancomat.

Non qualsiasi contribuente può detrarre dalle tasse i costi della benzina, ma solo chi usa l’auto per lavoro ed ha la partita Iva. Questo significa, ad esempio, che il lavoratore dipendente non può scontare dalle tasse il costo del carburante utilizzato per recarsi ogni giorno in azienda, ma può farlo il suo datore di lavoro; non è a maggior ragione scaricabile il costo della benzina per un viaggio di piacere, sia che esso sia fatto da un imprenditore, da un professionista o da un consumatore.

Si può scaricare la benzina usata su un’auto altrui?

Se il veicolo è utilizzato per l’esercizio dell’attività professionale, i costi di impiego del medesimo devono poter essere dedotti a prescindere dalla circostanza che il costo per l’acquisto del mezzo sia stato sostenuto dal contribuente o da un altro soggetto come ad esempio il coniuge o il convivente.

Il contribuente può dedurre i costi sostenuti per l’impiego di un autoveicolo nell’esercizio della propria attività, a prescindere dalla circostanza che questo autoveicolo sia in proprietà o meno. Se fosse necessario detenere la proprietà del veicolo per dedurne i costi di impiego, la legge non avrebbe previsto le regole per dedurre i costi dell’auto acquisita a titolo di noleggio.

Come scaricare dalle tasse il costo del carburante?

Per scaricare dalle tasse il costo della benzina, del gasolio, del Gpl, ecc. è necessario documentare al fisco la spesa. Non bisogna invece dimostrare la finalità del viaggio per scopo lavorativo. Per provare l’esborso del prezzo del carburante è necessario disporre di una attestazione rilasciata dal distributore di benzina che andrà allegata alla dichiarazione dei redditi. Tuttavia le cosiddette “pompe di benzina” non possono per legge [1] rilasciare fattura o scontrino. Pertanto se l’automobilista vuol scaricare dalle tasse il costo di acquisto di carburanti (benzina, gasolio, metano, Gpl, miscela di carburante e lubrificante, ecc.) [2] deve compilare la scheda carburante in ogni sua parte.

Come funziona la scheda carburante

La scheda carburante è dunque il documento che dimostra l’acquisto del carburante stesso. La si trova presso i tabacchini, nei negozi di cancelleria o la rilascia lo stesso benzinaio. La legge [3] permettere la detrazione della scheda carburante a condizione che questa sia compilata in ogni sua parte. In particolare devono essere indicati [4]:

  • i dati anagrafici di chi acquista il carburante;
  • il numero di partita Iva di chi acquista il carburante;
  • la data dell’acquisto del carburante;
  • la marca ed il modello del mezzo, nonché il numero di targa;
  • i dati anagrafici del venditore comprensivi di partita Iva;
  • la quantità di carburante acquistato con il relativo prezzo;
  • la firma ed il timbro aziendale del venditore;
  • il numero dei Km percorsi dal mezzo.

Se la scheda carburante non è compilata correttamente e in tutti i suoi elementi non può essere usata e il costo della benzina non può essere scaricato dalle tasse [5].

Chi deve compilare la scheda carburante?

L’addetto alla distribuzione di carburante indica nella scheda, all’atto di ogni rifornimento, con firma di convalida, la data e l’ammontare del corrispettivo al lordo dell’Iva, nonché, anche a mezzo di apposito timbro, la denominazione o la ragione sociale dell’esercente l’impianto di distribuzione, ovvero il cognome e il nome se persona fisica, e l’ubicazione dell’impianto stesso.

I residui campi della scheda carburante sono compilati dall’automobilista.

Come detrarre la benzina con la carta di credito o il bancomat

Si può scaricare il costo della benzina e l’Iva anche senza scheda carburante per chi utilizza la carta di credito o il bancomat [6]. La carta deve essere intestata al contribuente che intende scaricare dalle tasse la benzina. Non sono valide le carte fedeltà rilasciate da società petrolifere ai propri clienti. Chi usa carta di credito o di debito per scaricare la benzina dalle tasse deve portare al commercialista l’estratto conto corrente. È, in ogni caso, necessario che il mezzo di pagamento sia intestato al soggetto che esercita l’attività economica, l’arte o la professione e che dall’estratto conto rilasciato dall’emittente della carta emergano tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo.

Fino a che importo si può detrarre il costo della benzina?

I contribuenti dotati di partita Iva possono utilizzare le schede carburante per dedurre il costo di acquisto della benzina entro questi limiti [7]:

  • agenti e rappresentanti di commercio possono detrarre l’80% del costo sopportato per acquistare il carburante;
  • gli altri lavoratori autonomi possono detrarre il costo di acquisto del carburante fino al limite del 20% del prezzo pagato, poiché si presume che la loro automobile sia usata non solo per lavoro ma anche per fini personali;
  • per le ditte che utilizzano autocarri di peso pari o superiore a 35 quintali, la deduzione del costo è totale.

L’Iva può essere detratta al 100% oppure, in caso di uso promiscuo dell’auto, fino al 40%.

note

[1] Art. 21 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

[2] Ex art. 19-bis1, D.P.R. n. 633/1972.

[3] D.P.R. 10 novembre 1997, n. 444

[4] Circolari 12 agosto 1998, n. 205 e 9 novembre 2012, n. 42).

[5] Cass. sent. n. 16809/2017.

[6] « Il comma 3-bis all’articolo 1 del Dpr 444/1997 prevede che «in deroga a quanto stabilito al comma 1, i soggetti all’imposta sul valore aggiunto che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, non sono soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante previsto dal presente regolamento».La norma esonera dall’obbligo della tenute della scheda carburante solo coloro che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate. Come chiarito dalla circolare 9 novembre 2012, n. 42 «le modifiche apportate dal decreto legge n. 70 del 2011, adottate in un’ottica di semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti, non possono far venire meno, in toto, l’esigenza di disporre di una serie di elementi, necessari a consentire la verifica dell’esistenza del diritto alla detrazione Iva e della deducibilità del costo nella misura spettante, in capo al soggetto acquirente. Detti elementi, in particolare, sono indispensabili per ricollegare l’acquisto effettuato al soggetto, persona fisica o giuridica, che esercita un’attività d’impresa o un’arte o una professione. Si ritiene, pertanto, necessario che il mezzo di pagamento sia intestato al soggetto che esercita l’attività economica, l’arte o la professione e che dall’estratto conto rilasciato dall’emittente della carta emergano tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo».

[7] Art. 164, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.

Autore immagine: 123rf com


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