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Cartella Agenzia Entrate su Tari: decadenza di un anno

20 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 settembre 2017



Non tre anni ma solo uno per formare e notificare la cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione sulla Tari, la tassa sui rifiuti solidi urbani.

Il Comune può dire quello che vuole. Ma se pretende che un contribuente paghi il debito sulla Tari, la tassa sui rifiuti solidi urbani, quando la creazione e la notifica della cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione avviene dopo un anno, meglio che metta il cuore in pace. Formazione e notifica della cartella di pagamento, infatti, devono verificarsi entro l’anno successivo a quello per il quale il tributo è dovuto. Così ha stabilito la Cassazione [1], spiegando la differenza tra i termini di decadenza in caso di riscossione diretta del tributo da parte del Comune o per mezzo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Per i tributi locali, quindi anche per la Tari (fu Tares e ancor prima Tarsu e Tia), è previsto in generale il termine di decadenza e prescrizione di tre anni. In particolare, a partire dal 1 gennaio 2007, nel caso di riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo [2]. Tuttavia, con specifico riguardo alla tassa sui rifiuti solidi urbani, se il Comune decide di avvalersi del sistema di riscossione tramite ruolo deve sottostare al più breve termine annuale. Questo perché la legge [3] prevede che la formazione e la notifica del ruolo devono aver luogo entro l’anno successivo a quello per il quale è dovuto il tributo.

Scendendo nei dettagli, l’importo del tributo (più addizionali, accessori e sanzioni), liquidato sulla base dei ruoli dell’anno precedente, delle denunce presentate e degli accertamenti notificati è iscritto a cura del funzionario responsabile in ruoli principali o, con scadenze successive, nei ruoli suppletivi, da formare e consegnare al concessionario della riscossione, a pena di decadenza, entro l’anno successivo a quello per il quale è dovuto il tributo.

In caso di liquidazione in base a denuncia tardiva o ad accertamento, il termine di decadenza è entro l’anno successivo a quello nel corso del quale è prodotta la predetta denuncia ovvero l’avviso di accertamento è notificato. Dunque, secondo i giudici, è vero che ai tributi locali (e quindi anche alla Tari) si applica il termine di decadenza triennale soltanto qualora non si sia proceduto a riscossione mediante ruolo perché, in questo secondo caso, la legge impone il rispetto del termine più breve di un anno.

Se la formazione del ruolo avviene oltre un anno dalla scadenza della Tari, il Comune non può invocare il termine più lungo di tre anni. Dovrà farsene una ragione.

note

[1] Cass. sent. n. 1503 del 27.1.2016.

[2] Art. 1, c. 163, Legge 296/2006.

[3] Art. 72 Dlgs. 507/1993.

Autore immagine: 123rf.com


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