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Eredità: come rivendicare i diritti su un terreno agricolo del padre

12 agosto 2017


Eredità: come rivendicare i diritti su un terreno agricolo del padre

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 agosto 2017



Ho eseguito una visura catastale su mio padre, morto oltre 30 anni fa, ed è risultato che è ancora intestatario per metà di un grosso terreno agricolo. Come procedo per rivendicare i miei diritti, se presenti?

 

Per rispondere al quesito è necessario prima comprendere se la vicenda che riguarda il caso esposto dal lettore sia legata ad una ipotesi di mancata trascrizione della dichiarazione di successione o meno.

Infatti, qualora, al momento dell’apertura della successione ereditaria, questi abbia accettato l’eredità paterna ed abbia fatto la dichiarazione di successione, dovrà redigere la cosiddetta nota di trascrizione da allegare alla dichiarazione di successione. Entrambe poi dovranno essere depositate presso la Conservatoria dei registri immobiliari (oggi Agenzia del territorio) al fine di effettuare la trascrizione del passaggio della proprietà in favore del lettore.

Non è necessario che la nota di trascrizione e la dichiarazione di successione siano redatte in forma cartacea potendo essere contenute in un cd o in una chiavetta USB.

Qualora nella dichiarazione di successione fatta in passato non sia stato indicato il terreno a cui il lettore fa riferimento nella e-mail, sarà sufficiente presentare una nuova dichiarazione di successione ad integrazione della precedente.

In questo caso, però, dovrà pagare l’imposta base prevista dalla legge nel caso di acquisto per successione di beni immobili.

La dichiarazione di successione dev’essere presentata presso l’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

Successivamente, qualora non provveda direttamente l’Agenzia delle Entrate, sarà bene depositare copia della dichiarazione di successione nonché la nota di trascrizione presso la Conservatoria dei registri immobiliari al fine di ottenere la trascrizione dell’acquisto del diritto di proprietà in proprio favore.

La terza possibilità, che è quella che mi sembra riguardi il lettore, è che quest’ultimo non fosse a conoscenza dell’esistenza del terreno e del fatto che suo padre ne fosse proprietario sia pure per la metà.

Ebbene, in questo caso, è indispensabile accertare se il diritto di proprietà sulla parte di terreno di cui il padre era proprietario è stato acquistato da altri in forza dell’istituto giuridico dell’usucapione.

L’usucapione è un modo di acquisto della proprietà di un bene mediante il possesso della cosa per un periodo di tempo stabilito dal legislatore.

Più in particolare, nel caso di beni immobili, il codice civile prevede che la proprietà e gli altri diritti reali sugli stessi si acquistano mediante il possesso continuato per vent’anni.

Qualora si tratti di fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati come montani la proprietà si acquista mediante il possesso continuato per quindici anni.

Affinché possa parlarsi di “possesso continuato” è necessario che un altro soggetto (diverso dal legittimo proprietario) abbia posseduto ed utilizzato il terreno come se ne fosse il proprietario e senza alcuna interruzione.

Qualora, invece, il proprietario si sia limitato a tollerare che altri utilizzassero il terreno senza dismettere dalla titolarità del proprio diritto allora il termine previsto per l’acquisto del diritto reale a titolo di usucapione non potrà considerarsi maturato.

A tal fine è necessario, però, che la volontà del proprietario sia stata manifestata mediante comportamenti oggettivi e concreti che siano manifestazione dell’esercizio del diritto di proprietà.

In ultimo è bene ricordare che il termine previsto per l’usucapione non giunge a compimento nel caso di interruzione.

Sembra opportuno indicare quali sono i casi in cui può configurarsi l’interruzione dell’usucapione.

Più nel dettaglio si ha interruzione nei seguenti casi:

– per iniziativa del titolare del diritto: ad es. nel caso in cui il proprietario del terreno abbia esercitato l’azione giudiziale di rivendica del bene;

– nel caso in cui il possessore dell’immobile sia stato privato del possesso per oltre un anno;

– quando il possessore riconosca espressamente il diritto del proprietario;

– nell’ipotesi in cui il proprietario notifichi al possessore l’atto di citazione con cui richiede a quest’ultimo la materiale consegna di tutti i beni immobili.

È importante ricordare che nel caso in cui si sia verificata un’ipotesi di interruzione del termine previsto per l’usucapione, il termine medesimo comincerà a decorrere nuovamente da capo una volta terminata la causa dell’interruzione.

In conclusione, qualora il lettore accerti che un altro soggetto abbia acquistato il diritto di proprietà di cui suo padre era titolare, non potrà a distanza di oltre trent’anni rivendicarne la titolarità.

Al contrario, qualora ritenga che non vi siano i presupposti dell’usucapione perché il detentore del terreno non ha maturato il diritto, potrà agire giudizialmente per far valere il proprio titolo di legittimo proprietario.

Qualora, infine, non sia configurabile l’usucapione ma si tratta solo di mancata trascrizione della successione ereditaria, potrà agire secondo le modalità già descritte.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Giovanna Pangallo

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