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Lo sai che? Notifica cartelle: termini, compiuta giacenza e modalità

Lo sai che? Pubblicato il 13 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 settembre 2017

Cartelle Agenzia delle Entrate Riscossione: notifica tramite postino, a mano con il messo e via posta elettronica certificata (Pec): tempi di compiuta giacenza.

Le diverse interpretazioni dei giudici e lo sviluppo delle nuove tecnologie hanno cambiato tempi e modalità con cui vengono notificate le cartelle esattoriali prima di Equitalia, oggi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Come sappiamo, infatti, alla posta, per così dire, tradizionale si è affiancata quella elettronica, ed in particolare quella certificata, cioè la Pec.

Cambiano i modi, dunque, ma non per questo la notifica è sempre corretta, anzi: qualche vizio è possibile trovarlo ancora. Un vizio di forma che, per il contribuente, può significare il diritto a non pagare il debito con il Fisco.

Vediamo, allora, come avviene materialmente la notifica della cartella ed i termini entro cui ciò deve avvenire, a pena – come dicevamo – di invalidità della cartella stessa.

 

Come può notificare una cartella l’Agenzia delle Entrate Riscossione?

Tre i modi in cui il contribuente debitore può ricevere una cartella di pagamento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione:

  • a mezzo posta, tramite invio di raccomandata a.r. in busta chiusa con avviso di ricevimento, spedita direttamente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e consegnata, a casa del contribuente, dall’amico postino (più amico quando ci consegna un biglietto di auguri anziché una cartella o una multa, ma in fondo lui non c’entra). Si tratta di una modalità semplificata rispetto alla notifica effettuabile tramite raccomandata ordinaria secondo le regole del servizio postale ordinario e non quelle più specifiche previste per gli atti giudiziari. Pertanto, la busta e gli avvisi utilizzati sono di colore bianco;
  • consegna a mano tramite messo notificatore, che redige la relata di notifica in calce alla cartella;
  • a mezzo posta elettronica certificata (Pec).

La notifica a mezzo posta

Dunque, come abbiamo appena visto, la cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione può ancora arrivare nel modo più tradizionale, cioè tramite il postino. E’ normale, però, porsi qualche domanda.

Sono legittime le notifiche con la posta privata?

La giurisprudenza concorda che le notifiche debbano avvenire sempre tramite Poste Italiane e non, quindi, tramite corrieri o servizi postali privati. Ma ci sono dei giudici, (anche se sulla questione non vi è uniformità di vedute) che ritengono valida la notifica dell’agenzia privata, a condizione che l’Agenzia delle Entrate Riscossione abbia consegnato il plico a Poste Italiane e che quest’ultima si sia a sua volta valsa del servizio privato.

Che succede se il postino non mi trova a casa?

I genitori che lavorano, i figli che sono a scuola, il postino che suona e non trova nessuno a casa. Che succede? Se non è possibile consegnare la cartella perché il destinatario (come «l’utente da Lei chiamato») è momentaneamente irraggiungibile, cioè assente dal domicilio e non sono presenti familiari conviventi o altri soggetti legittimati a ricevere il plico, il postino lo deposita presso l’ufficio postale. Nello stesso tempo, invia al destinatario una seconda raccomandata, in cui gli comunica di aver tentato invano la notifica e che l’originale può essere ritirato presso il citato ufficio.

Nel dettaglio, se il postino non trova all’indirizzo indicato il destinatario per sua momentanea assenza, può consegnare il plico ad uno dei soggetti di seguito indicati e nel seguente ordine:

  • a persona di famiglia che conviva, anche temporaneamente, con il destinatario;
  • a persona addetta alla casa;
  • a persona al servizio del destinatario;
  • se mancanti i precedenti, al portiere dello stabile o a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

Tuttavia, secondo la Cassazione, in tali ipotesi, il postino deve dare atto nell’avviso di ricevimento, di non aver trovato il destinatario, né familiari conviventi o altri addetti alla casa, né il portiere dello stabile.

L’agente postale deve fare sottoscrivere al consegnatario l’avviso di ricevimento della raccomandata (che costituisce prova dell’avvenuta notifica) con indicazione della sua qualità (se è fratello, figlio, genitore, cognato, portiere ecc.) con l’aggiunta, se trattasi di familiare, dell’indicazione di convivente, anche se temporaneo.

Inoltre, deve dare comunicazione dell’avvenuta consegna al destinatario tramite lettera raccomandata (cosiddetta Cad, comunicazione di avvenuta notifica).

La notifica si intende, comunque, perfezionata al momento della consegna del piego. Da questa data decorrono i relativi termini di pagamento (o di contestazione). Se la data non risulta o è incerta, i termini decorrono dal bollo apposto sull’avviso dall’Ufficio postale che lo restituisce.

Se chi riceve la busta si rifiuta di firmare la ricevuta, il postino ne fa menzione nell’avviso di ricevimento, indicando le generalità del soggetto e la notifica si intende perfezionata alla medesima data di consegna. Quindi, che si firmi o che non si firmi, non cambia nulla a effetti di data di notifica.

Che succede se rifiuto di ritirare la raccomandata dal postino?

Se il destinatario rifiuta il piego, la notifica si considera comunque effettuata.

L’agente postale ne deve fare menzione sull’avviso di ricevimento che viene restituito al mittente, insieme al plico, nel caso di rifiuto a riceverlo.

Entro quanto tempo si può ritirare la cartella di Equitalia giacente all’ufficio postale?

Tanto il destinatario quanto un suo delegato, purché munito di copia di documento d’identità del primo, potrà ritirarlo entro 30 giorni.

E se la cartella non viene ritirata entro 30 giorni?

Scatta quella che viene chiamata “compiuta giacenza”: in buona sostanza, l’atto si considera ugualmente conosciuto e notificato al contribuente. Tuttavia, la notifica si considera effettuata decorsi 10 giorni dall’invio della raccomandata di avviso o, se anteriore, alla data di ritiro del piego.

Un esempio: se il contribuente ritira la raccomandata il 29mo giorno di giacenza all’ufficio postale, troverà ancora il plico, ma i termini per il ricorso decorrevano già dal decimo giorno.

È sempre necessaria la relata di notifica?

Nel caso di notifica a mezzo posta, la relata non è necessaria; è invece necessaria per la notifica a mani.

In entrambi i casi, l’Agenzia delle Entrate Riscossione deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con l’originale della relata di notificazione o dell’avviso di ricevimento, a seconda della forma di notificazione prescelta: pertanto, se il contribuente chiede di poterne pretendere visione, l’Agente della riscossione sarà tenuto ad esibire l’originale e a consentirgli di estrarne copia.

Posso chiedere a Equitalia di verificare se mi ha notificato una cartella o meno?

Qualora il contribuente venga a conoscenza, per vie traverse, della notifica di una cartella (per esempio dalla lettura di un estratto di ruolo), ha tutto il diritto di chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione di visionare i documenti che comprovano tale notifica attraverso una istanza di accesso agli atti. L’Ente riscossore deve produrre copia della cartella e l’originale della relata di notifica (se avvenuta a mani) o dell’avviso di ricevimento (se avvenuta per mezzo posta).

La notifica a mano

In questo caso, l’Agenzia delle Entrate Riscossione provvede alla notifica dei propri atti tramite i messi comunali o i messi appositamente autorizzati.

È inesistente la notifica effettuata da soggetti diversi dai messi: ad esempio, vigili urbani, militari della Guardia di Finanza, ecc.

Come avviene la notifica a mano?

Il messo, quando possibile, procede alla notifica mediante consegna diretta dell’atto nelle mani dello stesso destinatario, redigendo la relata di notifica, in calce all’originale ed alla copia dell’atto notificato, in cui menziona la consegna del plico.

Il messo deve fare sottoscrivere al consegnatario la relata di notifica apposta sull’atto, indicando luogo, data ed ora dell’avvenuta consegna.

La notifica si perfeziona nel momento della consegna.

Che succede se mi rifiuto di ricevere la notifica a mani?

Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, la notifica si considera comunque effettuata in mani proprie ed il messo ne dà atto nella relata.

Che succede se il messo non mi trova a casa?

Se il messo non trova il destinatario presso la sua residenza o il suo domicilio, può comunque effettuare la notifica consegnando copia dell’atto a:

  • persona di famiglia (parente o anche affine purché convivente) o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di 14 anni o non palesemente incapace;
  • in mancanza dei soggetti di cui al punto precedente, al portiere dello stabile;
  • in mancanza anche del portiere, ad un vicino che accetti di riceverlo (appunto, sempre che accetti di ricevere tale patata bollente che non è sua).

Nel caso di notifica nelle mani del portiere, il messo deve dare atto nella relata, oltre che dell’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto.

Successivamente, il messo deve dare notizia al destinatario a mezzo di una seconda lettera raccomandata dell’avvenuta notifica dell’atto.

La notifica si intende perfezionata, per il destinatario, al momento della consegna dell’atto ad uno dei soggetti richiamati.

Che succede se il messo non trova nessuno a casa?

Se invece il messo non trova né il destinatario, né familiari o persone addette alla casa, o se questi soggetti rifiutano di prendere in consegna l’atto (nel qual caso il rifiuto non è assimilabile all’avvenuta consegna) egli deve:

  • depositare la copia dell’atto presso la casa comunale;
  • affiggere avviso dell’avvenuto deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;
  • dare notizia al destinatario dell’avvenuto deposito tramite raccomandata.

Nella relata di notifica, deve specificare, a pena di nullità, la causa di impossibilità della consegna

La notifica si perfeziona, per il destinatario, dal ricevimento della raccomandata informativa o, comunque, decorsi 10 giorni dalla spedizione della stessa.

Che succede se ho cambiato indirizzo?

Potrebbe avvenire che il destinatario dell’atto sia irreperibile, cioè che nel Comune di domicilio fiscale non risulti alcuna sua abitazione, ufficio o azienda. Succede, ad esempio, quando:

  • il contribuente risulta ancora residente in un determinato luogo ma si è trasferito in luogo sconosciuto, oppure al di fuori del territorio del Comune di domicilio fiscale;
  • il luogo di trasferimento è sconosciuto anche se a posteriori risulta essere nello stesso Comune di domicilio fiscale;
  • è sconosciuto il Comune di residenza del destinatario;
  • il contribuente ha mantenuto la residenza anagrafica nel Comune del domicilio fiscale ma spostato quella effettiva in altro Comune.

In questi casi il messo, dopo aver effettuato ricerche nel Comune dov’è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare che il trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo, notifica comunque l’atto con la seguente procedura:

  • deposita l’atto presso la casa comunale;
  • affigge avviso di deposito nell’albo comunale in busta chiusa e sigillata.

Non è dunque previsto, a differenza di quanto accade nel caso di impossibilità di consegna per irreperibilità relativa, che il messo invii l’avviso di notifica per raccomandata.

La notifica si intende perfezionata, per il destinatario, l’ottavo giorno successivo a quello di affissione

La notifica a mezzo Pec

Ed eccoci alle nuove tecnologie: anziché il rumore del citofono, il contribuente sentirà il «plin» del messaggio arrivato via posta elettronica certificata.

Come avviene la notifica tramite Pec

La notifica della cartella può essere eseguita a mezzo posta elettronica certificata (Pec), all’indirizzo del destinatario risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili dall’Agenzia delle Entrate Riscossione anche in via telematica.

Così come nella notifica per posta, quella per Pec può essere effettuata direttamente dall’Agente di riscossione senza che si debba rivolgere all’Ufficiale giudiziario o all’intermediazione di altri soggetti.

Cosa contiene la Pec?

La Pec deve contenere in allegato la cartella di pagamento in formato elettronico e non è necessaria alcuna forma di sottoscrizione fisica o digitale, né del messaggio né dell’allegato.

La notifica si intende perfezionata per il ricevente alla data in cui il messaggio arriva nella casella di posta elettronica del ricevente, a prescindere dal giorno in cui il destinatario ne ha preso visione. Pertanto, se il contribuente non apre da più giorni la sua casella di posta elettronica non potrà che prendersela con sé stesso se i termini per far ricorso sono, nel frattempo, decorsi.

Ad oggi, la notifica per Pec è utilizzata nei confronti dei soggetti che sono obbligati a munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata. Quindi:

  • tutte le imprese costituite in forma societaria, sia quelle di nuova costituzione che quelle già costituite;
  • le amministrazioni pubbliche;
  • le imprese individuali iscritte al registro imprese;
  • i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge.

 

I termini di notifica

La legge fissa dei termini massimi entro cui la cartella di pagamento deve essere notificata da quando l’obbligo di pagamento è maturato. È quello che si definisce termine di decadenza che è diverso da quello di prescrizione quest’ultimo è il termine entro cui, dalla notifica della cartella, bisogna avviare la riscossione). Se il termine non è rispettato da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, non può essere avviato alcun pignoramento.

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Autore immagine: 123rf.com


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