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Donazione beni del fondo patrimoniale: si scioglie?

16 agosto 2017


Donazione beni del fondo patrimoniale: si scioglie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 agosto 2017



Io e mia moglie abbiamo costituito un fondo patrimoniale. Vorremmo donare dei beni inseriti nel fondo ai nostri figli. Possiamo senza sciogliere il fondo?

Il quesito posto rappresenta questione attualmente controversa fra gli interpreti, non avendo ancora la giurisprudenza della Cassazione fornito una soluzione definitiva al riguardo. Alla domanda, infatti, se sia possibile mantenere in vita un fondo patrimoniale fra i coniugi, in assenza dei beni originariamente destinati allo stesso poiché nel frattempo alienati a terzi, sono state date in letteratura svariate risposte. Invero, a quanto consta da un’analisi della giurisprudenza di merito che finora si è pronunciata sulla questione, sembrerebbe potersi affermare che l’alienazione dei beni precedentemente conferiti in fondo patrimoniale, atta a “svuotare” lo stesso, faccia venire meno il fondo medesimo. Ciò in quanto, in tal caso, verrebbe a mancare l’oggetto dello specifico vincolo di destinazione al soddisfacimento dei bisogni della famiglia rappresentato dai beni a suo tempo inseriti dai coniugi nel fondo patrimoniale. Quest’ultimo, infatti, costituisce una vera e propria convenzione matrimoniale fra i coniugi, che assoggettano determinati beni del loro patrimonio ai bisogni del nucleo familiare e quindi all’adempimento delle eventuali obbligazioni contratte dagli stessi per far fronte alle esigenze della famiglia. Dunque, l’alienazione a terzi dei beni che ne fanno parte rappresenta in realtà la manifestazione concreta della cessata esigenza sopra evidenziata e, in particolare, del venir meno dello specifico regime di inespropriabilità che caratterizza l’oggetto del fondo patrimoniale.

Tutte le pronunce giudiziali che si sono espresse sul punto infatti [1] hanno deciso casi nei quali l’alienazione dei beni residui del fondo avveniva in presenza di figli minori e quindi, stante la perdurante efficacia dello stesso fino al raggiungimento della maggiore età da parte dell’ultimo figlio della coppia [2] in fattispecie nelle quali l’esigenza di conservazione del fondo si è tradotta nella sostituzione dei beni originariamente facenti parte del fondo con il ricavato della vendita degli stessi o con altri investimenti di pronta liquidazione e rendimento certo di cui il giudice ordinava l’acquisto a carico dei genitori stessi. In altre parole, la conservazione del fondo patrimoniale in caso di vendita o, più genericamente, alienazione di tutti i beni che ne fanno parte, è stata prevista dalla giurisprudenza solo per il caso in cui siano presenti figli ancora minorenni: in tal caso, poiché il venir meno del fondo stesso per carenza dell’oggetto contrasterebbe con la norma di legge sopra richiamata che ne sancisce invece la sopravvivenza fino alla maggiore età di tutti i figli, i giudici hanno stabilito di spostare il vincolo del fondo in parola alternativamente sul prezzo della vendita o su futuri investimenti (ad esempio, titoli di stato o buoni fruttiferi postali) di cui si ordinava ai genitori l’acquisto, in considerazione della loro pronta e sicura liquidazione nonché del rendimento certo che questi potevano offrire.

Nel caso concreto che riguarda il lettore, invece, corre l’obbligo di evidenziare come tali ultime circostanze non ricorrano, in quanto i suoi figli hanno già raggiunto la maggiore età e quindi non sorge nemmeno l’esigenza di chiedere l’autorizzazione giudiziale per il caso di alienazione di beni del fondo stesso. Ne discende, pertanto, che nessun obbligo di mantenere il vincolo rappresentato dal fondo patrimoniale sorgerebbe all’esito della programmata alienazione dei residui beni che ne fanno parte, anche considerato il tipo di negozio in progetto (la donazione che, per antonomasia, non ha come contropartita alcun corrispettivo) e l’assenza nella legge di qualsivoglia sopravvivenza del fondo patrimoniale ove venga a mancare definitivamente il suo oggetto.

Pertanto e in conclusione, all’esito della stipulanda donazione, il fondo patrimoniale, pur con tutte le riserve del caso visti i diversi orientamenti in dottrina e l’assenza di una statuizione della giurisprudenza di legittimità, deve considerarsi venuto meno.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Fra quelle esaminate, è possibile citare Trib. Genova del 26.01.1998, Trib. Trani dello 03.05.1999, Trib. Modena dello 07.12.2000, Corte app. Bologna dello 02.10.2001; Trib. Modena dello 02.05.2001, Trib. Nola dello 04.01.2013.

[2] Art. 171, co. 2. cod. civ.

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