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Imposta di registro sentenza: chi paga e quanto?

25 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 agosto 2017



Come si calcola l’imposta di registro sugli atti giudiziari? Deve pagarla la parte che ha perso la causa?

La legge prevede l’obbligo di registrazione degli atti dell’autorità giudiziaria in materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio, compresi i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti di aggiudicazione e quelli di assegnazione, anche in sede di scioglimento delle comunioni, i provvedimenti che rendono efficaci nello Stato sentenze straniere e i provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali.

Vediamo come si calcola l’imposta di registro e chi è tenuto al pagamento.

Calcolo imposta registrazione sentenza

Di seguito le aliquote per il calcolo dell’imposta di registro sulle sentenze:

1) che trasferiscono o costituiscono di diritti reali su beni immobili o su unità da diporto ovvero su altri beni e diritti: si applicano le stesse imposte stabilite per i corrisp26ondenti atti e quindi:

– se il trasferimento è soggetto ad Iva: imposta di registro in misura fissa (Euro 200,00)

– se il trasferimento non è soggetto ad Iva:

  • 2 % prima casa, escluse le categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • 9 % in tutte le restanti fattispecie;
  • 12 % terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale.

2) di condanna al pagamento di somme o valori, ad altre prestazioni o alla consegna di beni di qualsiasi natura: 3%

3) di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale: 1%

4) che non dispongono il trasferimento, condanna o accertamento di diritti a contenuto patrimoniale: euro 168,00;

5) che dichiarano la nullità o pronunciano l’annullamento di un atto, ancorché portanti condanna alla restituzione di denaro o beni, o la risoluzione di un contratto: euro 168,00;

5) aventi per oggetto lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio o la separazione personale, ancorché recanti condanne al pagamento di assegni o attribuzioni di beni patrimoniali, già facenti parte di comunione fra i coniugi o modifica di tali condanne o attribuzioni: euro 168,00;

6) di omologazione: euro 168,00;

7) del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali che definiscono, anche parzialmente, il giudizio, compresi i decreti ingiuntivi esecutivi, che recano condanna al pagamento di somme di danaro diverse dalle spese processuali: 3 %.

Come calcolare l’imposta di registro della sentenza

Per conoscere con esattezza l’importo dell’imposta di registro, è possibile accedere all’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente linkcalcolo degli importi per la tassazione degli atti giudiziari.

Non è necessario registrarsi sul sito o autenticarsi. Basta inserire l’ufficio finanziario competente e gli estremi della sentenza (organo giudiziario emittente, natura del provvedimento e numero) e il sito rilascia gli importi da pagare ed i codici tributo da utilizzare per il pagamento tramite F23.

Chi deve pagare l’imposta di registro della sentenza?

L’obbligo di registrazione grava su tutte le parti del processo in via solidale, senza alcuna distinzione tra parte soccombente o vittoriosa.

Nei rapporti tra le parti, invece, le cose vanno diversamente: al termine del giudizio le spese sono poste dal giudice con sentenza a carico della parte soccombente la quale deve rimborsare al vincitore le spese anticipate, ivi compreso l’eventuale pagamento dell’imposta di registro. A seconda delle vicende processuali il giudice può disporre la compensazione totale o parziale delle spese, così come può infliggere sanzioni.

La parte che ha pagato l’imposta può comunque chiedere al soccombente il rimborso (totale o parziale) dell’importo pagato, anche se le spese del processo sono state interamente compensate.

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