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L’A.S. Roma condannata: la tessera del tifoso viola la privacy

29 ottobre 2012


L’A.S. Roma condannata: la tessera del tifoso viola la privacy

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 ottobre 2012



L’A.S. Roma condannata a risarcire un possessore della tessera del tifoso per violazione della privacy commessa nell’utilizzo dei dati personali.

La società calcistica A.S. Roma ha utilizzato in maniera distorta i dati personali raccolti per il rilascio della tessera del tifoso.

Lo ha stabilito il tribunale civile di Roma, che ha condannato il club al risarcimento dei danni morali [1] a favore di un possessore della tessera, per violazione delle norme sulla privacy [2].

Come noto, la tessera del tifoso (ne avevamo già parlato qui) è uno strumento che consente a chi la possiede di seguire la propria squadra in trasferta nel settore “ospiti” e di fruire di una serie di agevolazioni, sconti e servizi. Il problema è che la Roma, secondo una pratica piuttosto comune tra le società di calcio, ha associato alla tessera anche la funzione di carta di credito (seppure non attiva al momento del rilascio). Il tutto sulla base di una modulistica già bocciata dal Garante della privacy [3], in quanto non chiarisce la sorte dei dati personali degli interessati trasferiti in automatico alle società che gestiscono le carte di credito.

Secondo il Garante della privacy, i tifosi devono essere informati in modo chiaro e dettagliato sull’uso dei propri dati al momento della sottoscrizione della tessera. Inoltre deve essere sempre garantita loro la possibilità di scegliere se consentire l’uso dei dati personali anche per finalità di marketing e pubblicità. In ultimo, i moduli di adesione devono specificare che i dati anagrafici vengono comunicati alla questura di competenza per verificare l’esistenza di eventuali provvedimenti che ostacolino il rilascio della tessera [4]. Tutti tali adempimenti non erano stati rispettati dalla A.S. Roma.

Ennesima batosta, quindi, per il programma “tessera del tifoso” [5]: la sentenza, infatti, potrebbe fare da apripista per una miriade di ricorsi in tutta Italia – con serie ripercussioni per le casse delle società calcistiche – dal momento che le modalità di rilascio sono le stesse per tutti i club professionistici.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO

note

[1] Nella misura di 5000 euro.

[2] In base all’art. 15 d.lgs. 196/03, “chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell’articolo 2050 del codice civile. Il danno non patrimoniale è risarcibile anche in caso di violazione dell’articolo 11”.

[3] Con i provvedimenti del 16 giugno 2010, del 10 novembre 2010 e del 12 gennaio 2011.

[4] Difatti, la concessione della tessera del tifoso è subordinata all’assenza di provvedimenti di  D.A.S.P.O. (Divieto di Accedere alle Manifestazioni Sportive), misure di prevenzione o sentenze di condanna per i cosiddetti “reati da stadio”.

[5] Tra l’altro, la disciplina della tessera del tifoso fu anche censurata dal Consiglio di Stato che la considerò una “pratica commerciale scorretta” (leggi qui).

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