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Lo sai che? Omessa comunicazione fatture: sanzioni e ravvedimento operoso

Lo sai che? Pubblicato il 19 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 agosto 2017

Adempimenti Iva: il ravvedimento operoso si applica anche alle violazioni in materia di comunicazione dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche.

Tra i nuovi adempimenti fiscali telematici vi è la comunicazione trimestrale obbligatoria dei dati delle fatture emesse, di quelle ricevute e registrate, e delle relative note di variazione, nonché della comunicazione dei dati di sintesi delle liquidazioni periodiche Iva.

In caso di omissione o errata trasmissione dei dati delle fatture, è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa di euro 2 per ogni fattura, con un limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre.

La sanzione è ridotta al 50%, entro il limite massimo di euro 500, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza ordinaria, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è, invece, punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000, ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza di legge, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Ravvedimento operoso

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito in una recente risoluzione che alle suddette violazioni si applica l’istituto del ravvedimento operoso con il quale il contribuente può regolarizzare la propria posizione beneficiando della riduzione della sanzioni.

Gli errori, le omissioni e i versamenti carenti possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento:

  • dell’imposta dovuta
  • degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito
  • della sanzione in misura ridotta.

La disciplina sanzionatoria prevista in caso di omessa o errata trasmissione dei dati delle fatture o delle liquidazioni periodiche ha natura amministrativo-tributaria. Pertanto, in assenza di una deroga espressa, ad essa risulta applicabile l’istituto del ravvedimento operoso.

Il ravvedimento è possibile salva la notifica degli atti di accertamento.

Ravvedimento operoso comunicazioni dei dati delle fatture

Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture si applicano le regole ordinarie. Ne discende che la violazione può essere regolarizzata inviando la comunicazione (inizialmente omessa/errata) e applicando alla sanzione le riduzioni previste a seconda del momento in cui interviene il versamento.

Il ravvedimento è possibile salva la notifica degli atti di accertamento.

Ravvedimento operoso comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva

La comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche rappresenta un adempimento propedeutico alla dichiarazione Iva e quindi essenziale. Pertanto, in un’ottica di ravvedimento della mancata/parziale/errata effettuazione della comunicazione, si applicano le regole ordinarie.

In particolare, fermo il versamento della sanzione eventualmente ridotta per effetto del ravvedimento, qualora la regolarizzazione intervenga prima della presentazione della dichiarazione annuale Iva, è necessario comunque inviare la comunicazione inizialmente omessa/incompleta/errata.

Detto obbligo di invio, invece, viene meno laddove la regolarizzazione intervenga direttamente con la dichiarazione annuale Iva o successivamente ad essa.

Per esempio, in caso di omessa comunicazione della liquidazione periodica relativa al primo trimestre del 2017 (la cui scadenza è stata rinviata al 12 giugno 2017), qualora il contribuente si ravveda in data:

a) 31 luglio 2017, deve assolvere all’obbligo comunicativo e versare euro 55,56 (sanzione base di euro 500 ridotta a 1/9);

b) 10 settembre 2018, se nella dichiarazione IVA 2018 (presentata entro la scadenza del 30 aprile 2018) sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa, deve versare solo euro 71,43 (sanzione base di euro 500 ridotta a 1/8);

c) 10 settembre 2018, se nella dichiarazione IVA 2018 non sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa, deve presentare la dichiarazione integrativa versando la relativa sanzione cui si aggiunge quella di euro 71,43 (sanzione base di euro 500 ridotta a 1/7).

note

[1] Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 104/E del 28.07.2017.


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