Si può pignorare la tredicesima mensilità?

6 agosto 2017


Si può pignorare la tredicesima mensilità?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 agosto 2017



Tredicesima, quattordicesima e Tfr possono essere oggetto di pignoramento?

Tanto attesa e necessaria, la tredicesima mensilità viene utilizzata dagli italiani per far quadrare il bilancio familiare di fine anno, spesso minato dalle spese natalizie. Chi tuttavia ha debiti o ha già in atto un pignoramento potrebbe perdere anche questo beneficio sulla retribuzione. Ma in che termini e fino a quali importi? In altre parole, entro quali limiti si può pignorare la tredicesima mensilità? Di tanto parleremo nel seguente articolo.

Il debitore titolare di un rapporto di lavoro subordinato è, da un lato, più svantaggiato rispetto al lavoratore autonomo, in quanto il creditore può facilmente individuare la fonte del suo reddito e, con un solo atto, pignorarlo (cosiddetto pignoramento presso terzi); dall’altro lato però ha dei benefici in quanto la legge impone limiti specifici al pignoramento della busta paga (limiti che invece non valgono per i redditi di lavoro autonomo, professionale o imprenditoriale). Difatti, tutti i redditi da lavoro dipendente possono essere pignorati fino a massimo un quinto. Quindi solo il 20% dello stipendio può essere trattenuto dall’azienda e da questa versata al creditore. Se invece il creditore è l’Agenzia Entrate Riscossione, invece, i limiti sono ancora più stretti; in tal caso infatti:

  • per stipendi fino a 2.500 euro, il pignoramento è di massimo 1/10 (10% dello stipendio);
  • per stipendi da 2.501 euro a 5.000 euro, il pignoramento è di massimo 1/7 (14% circa dello stipendio);
  • per dipendi da 5.001 euro a salire, il pignoramento è di massimo 1/5 (20% dello stipendio).

Queste regole valgono per qualsiasi credito di rapporto di lavoro, a prescindere dalla causale. In altri termini è possibile, nei limiti anzidetti, sia il pignoramento dello stipendio mensile “ordinario”, che il pignoramento della tredicesima, della quattordicesima e del Tfr. Risultato: la tredicesima può essere pignorata fino a massimo un quinto al pari di tutte le altre voci della retribuzione mensile.

Se il pignoramento avviene sul conto corrente e in esso il lavoratore dipendente deposita lo stipendio, il pignoramento segue regole differenti:

  • quanto alle somme già depositate sul conto all’atto della notifica del pignoramento, queste possono essere pignorate solo nella parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (1.345,56 euro); quindi su un conto di 2.000 euro, si può “bloccare” solo la differenza tra 1.345,56 euro e 2.000; questa somma viene completamente consegnata dalla banca al creditore procedente;
  • quanto alle somme che, dopo il pignoramento, verranno accreditate dall’azienda a titolo di pagamento dello stipendio (quindi anche per quanto riguarda tredicesima e quattordicesima) queste potranno essere pignorate fino a massimo un quinto.

In sintesi, è possibile il pignoramento della tredicesima, ma:

  • fino a massimo un quinto se si tratta di creditore privato;
  • fino a massimo un decimo o un settimo, rispettivamente per buste paga fino a 2.500 euro o fino a 5.000 euro, solo se il creditore è Agenzia Entrate Riscossione.
Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI