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Campetti e strutture sportive comunali: come diventare gestore

22 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 agosto 2017



Le strutture sportive comunali sono generalmente affidate alle associazioni sportive, ciò non toglie che anche i privati possano assumere la gestione degli impianti sportivi pubblici

La maggior parte delle strutture sportive presenti all’interno di un Comune e messe a disposizione di tutti i cittadini sono di proprietà pubblica. Di conseguenza, anche la gestione di dette strutture (quali, ad esempio, campetti o parchi sportivi) è affidata a soggetti aventi natura pubblicistica, primi tra tutti gli enti locali (e quindi, Regioni e Comuni). Ciò non toglie che si possa, comunque, diventare gestori di campetti e strutture sportive comunali. Di tanto parleremo nel presente articolo.

Tuttavia, prima di spiegare come diventare gestori di campetti e strutture sportive comunali è bene fare il punto della situazione.

In Italia, purtroppo, il tema degli impianti sportivi pubblici va spesso a braccetto con quello di opere incompiute. Le ragioni sono molteplici ed anche i numeri sono consistenti. Al contrario, invece, in ogni Comune ci dovrebbero essere appositi spazi dotati di impianti sportivi messi gratuitamente a disposizione della intera collettività. Ciò in quanto è molto importante, per una comunità locale degna di esser definita tale, garantire il c.d. diritto al gioco, al movimento ed al tempo libero per i cittadini  di tutte le età, senza discriminazioni ed esclusioni.

Ciò posto, è bene sapere che per le strutture sportive completate e di seguito consegnate alla collettività ed all’uso di tutti i cittadini presenti in un determinato territorio, la normativa applicabile ha natura regionale. Attualmente, infatti, molte Regioni hanno introdotto nel loro tessuto normativo una legge regionale con cui regolamentare la gestione delle strutture sportive di proprietà dell’ente Comune.

Sul punto, di notevole importanza è – ad esempio – la deliberazione della Regione Emilia Romagna [1] che, proprio qualche mese fa, ha approvato nuove norme per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive, stanziando cifre considerevoli per gli investimenti destinati, appunto, agli impianti sportivi.

Come si diventa gestore di un campetto o di una struttura sportiva comunale?

Come anticipato, in via generale, deve dirsi che le regole per diventare gestore di una struttura sportiva comunale dipendono dalla Regione nella quale si vuole avviare l’attività. Nel rispetto della disciplina regionale, poi, i singoli Comuni adottano appositi regolamenti riguardanti le specifiche modalità di affidamento e di gestione degli impianti sportivi.

Solitamente la gestione viene affidata, tramite appositi bandi, ai seguenti soggetti:

  • società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • enti di promozione e propaganda sportiva;
  • associazioni iscritte al registro pubblico del Coni.

Dopo aver soddisfatto i precedenti soggetti, tuttavia, la gestione di una struttura sportiva comunale, potrà essere affidata (nei limiti della disponibilità) anche ai privati che ne facciano richiesta, per lo svolgimento di campionati nazionali e/o minori, di gare e manifestazioni, per gli allenamenti e per l’utilizzo del tempo libero.

In ogni caso, la gestione di un campetto o di una struttura sportiva viene affidata attraverso la stipula di convenzioni (c.d. convenzioni d’uso) con le quali vengono pattuiti criteri d’uso, canoni, durata e altri elementi.

Le procedure di affidamento sono caratterizzate da un’evidenza pubblica e, pertanto, devono essere svolte nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità.

Di solito, la procedura si avvia tramite la presentazione di un modello predisposto dal Comune, con il quale coloro che intendono diventare gestori e conseguire la “concessione in uso” di un campetto o di una struttura pubblica comunale  dichiarano di possedere i requisiti previsti dallo stesso regolamento [2].

Quindi è necessario che il richiedente sia in possesso di quei requisiti richiesti dalla normativa speciale per poter accedere alla procedura di affidamento.

Generalmente,  a tal fine, sono preferite tutte quelle forme associative (ad esempio società sportive/associazioni sportive dilettantistiche o altri enti, associazioni e federazioni sportive nazionali) che abbiano un certo radicamento sul territorio e che dimostrino un’adeguata capacità rispetto alle attività da realizzare.

In difetto, si potrà procedere con un’altra procedura ad evidenza pubblica rivolta, a soggetti diversi, aventi anche forma imprenditoriale.

Alcuni Comuni, inoltre, potrebbero ritenere rilevanti caratteristiche quali:

  • esperienza nel settore;
  • affidabilità economica;
  • qualificazione professionale degli istruttori e allenatori utilizzati;
  • organizzazione di attività a favore dei giovani, dei diversamente abili, degli anziani, e delle scolaresche.

In ogni caso sul mercato sono presenti diverse società di consulenza e numerosi professionisti in grado – caso per caso – di fornire le indicazioni normative ed operative più appropriate su come diventare gestori di campetti e strutture sportive comunali.

 

note

[1] L. reg. n. 8 del 31.05.2017.

[2] Cfr., ad esempio, art. 13, Reg. Comune di Formia.

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