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Assistenza anziani

25 ottobre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2017



Gestire una persona anziana non è sempre facile. Se è malata o ha bisogno di cure particolari, la famiglia può contare sul Ssn o sull’aiuto dei Comuni. Vediamo.

Gestire una persona anziana non è facile. Non è un caso se la maggior parte delle liti tra figli sono dovute proprio a questo. Di certo c’è che occuparsi degli anziani che, a causa della salute precaria o dell’età avanzata, non sono economicamente autosufficienti, non è solo un dovere morale ma anche giuridico. A cui famiglie e Stato sono tenuti. Vediamo, allora, di dare alcune linee guida, dei suggerimenti di massima sull’assistenza degli anziani.

Conseguenze gravi per i figli che si disinteressano dei genitori

Assistenza anziano: i figli devono assisterli?

Come si diceva in apertura, i figli hanno il dovere di assistere i genitori anziani, soprattutto se si tratta di persone che non sono più in grado di provvedere, in tutto o in parte, al proprio sostentamento, dato che non più capaci di lavorare. Ma non è tutto. Se il genitore non è più autosufficiente o e gravemente malato, l’assistenza che gli si deve fornire diventa ancora più specifica e i figli – conviventi o meno – devono versargli gli alimenti [1], ciascuno in proporzione delle proprie condizioni economiche. Se sono impossibilitati a farlo, possono, in alternativa, ospitare il genitore direttamente in casa loro e provvedere a mantenerlo oppure, in caso di contrasto tra fratelli su chi debba versare gli alimenti, sarà il giudice a decidere, in base al bisogno del richiedente e alle condizioni economiche di chi dovrà farsene carico.

I figli che non rispettano questi loro doveri commettono un reato: violazione degli obblighi di assistenza familiare [2], punito con reclusione fino a un anno e con la multa da 103 a 1.032 euro. E ciò vale anche per chi non presta a mamma e papà ormai avanti negli anni le cure e l’assistenza necessarie. Il codice penale, infatti, prevede il reato di abbandono di minori o di persone incapaci a carico di chi non assiste una persona incapace, per malattia, per vecchiaia o per altra causa, di provvedere a se stessa. Per approfondire si legga Assistenza genitore anziano.

Molti potrebbero obiettare che i figli potrebbero far firmare ai genitori un documento con cui questi ultimi rinunciano ad essere assistiti. Non cambierebbe nulla; di fronte a   dei genitori che si trovano in una condizione di necessità e di oggettiva incapacità si configurerebbe comunque il reato di abbandono.

Demenza senile: non sempre si può gestire a casa

Assistenza anziano: che fare in caso di demenza senile?

Che la demenza senile sia un problema molto diffuso tra le persone anziane non è certo una novità, così come è risaputo anche quanto sia difficile farvi fronte. Chi ne è affetto diventa una persona sicuramente diversa, che dimentica, che parla a sproposito, disorientata, irritabile e, a volte, anche violenta. Che fare? Come muoversi per il bene dell’anziano ma anche per il proprio? Per prima cosa occorre rivolgersi a un medico che, attraverso degli esami specifici (come una tac o una risonanza), cercherà di capire se si tratta davvero di demenza senile o di qualcosa di più grave come l’Alzheimer. A seconda della diagnosi, si dovrà decidere come comportarsi. Si potrà scegliere di assisterlo in casa, magari avvalendosi dell’aiuto di una persona fidata o di una badante. Ma questo è possibile e consigliabile solo se il livello della malattia è ancora basso. Nei casi più gravi, la scelta migliore è il ricovero in una rsa (residenza sanitaria assistenziale), indipendentemente dall’età, facendo visitare il paziente da un medico dell’Asl di competenza territoriale per ottenere il certificato di non autosufficienza che serve, in sostanza, per attestare il grado di gravità della malattia. A questo punto, si dovrà contattare il servizio sociale del Comune di residenza per fissare un appuntamento a domicilio, nel corso del quale bisognerà presentare la valutazione diagnostica in originale e in copia, l’eventuale certificato di invalidità ed il modello Isee. L’addetto, preso atto della situazione, deciderà se per un ricovero diurno, per l’assistenza domiciliare o per un ricovero in una rsa disponibile e i parenti avranno diritto a un rimborso forfettario delle spese sostenute se si impegnano a prestare servizio di volontariato nella struttura in cui l’anziano viene ricoverato.

Da segnalare, sempre a proposito di demenza senile, anche il voucher demenze, rivolto ai pazienti e ai loro parenti a seguito di una diagnosi di demenza certificata da uno specialista nella fase iniziale della malattia. Può essere chiesto da una famiglia che non riesce a far fronte all’anziano che non è destinatario di altri aiuti. Basta rivolgersi al medico di famiglia, all’assistente sociale oppure all’Asl di competenza.

 

Assistenza anziano: che fare in caso di Alzheimer?

L’Alzheimer è una patologia ben più grave della demenza senile. Provoca problemi con la memoria, il pensare e il comportamento, con sintomi che si sviluppano lentamente e peggiorano con il passare del tempo, diventando talmente gravi da interferire con le attività quotidiane. Coloro che ne sono affetti hanno diritto ad essere ricoverati a spese del Servizio sanitario nazionale [3], facendo domanda tramite:

  • il medico curante per quanto riguarda i servizi sanitari e socio-sanitari;
  • l’assistente sociale del Comune di residenza per i servizi socio-assistenziali;
  • il Centro di assistenza domiciliare presso il Distretto socio-sanitario.

I malati di Alzheimer possono contare anche sull’assistenza domiciliare, un servizio integrato di prestazioni sanitarie e sociali erogate a domicilio che riguardano sia bisogni sanitari (ad esempio, punture, flebo, nutrizione artificiale, visite, ecc.) sia sociali (aiuto domestico, assistenza alla persona, ecc.). L’obiettivo è quello di favorire che il paziente, perché possa essere curato e assistito presso la propria abitazione evitando ricoveri ospedalieri o ricoveri in strutture residenziali assistite. Tra i servizi erogati ci sono:

  • l’aiuto per la cura della persona (igiene personale);
  • l’aiuto per la gestione della casa (pulizie, commissioni e spese);
  • il sostegno per lo svolgimento delle attività quotidiane.

L’assistenza viene erogata gratuitamente per i nuclei familiari al di sotto di una certa soglia di reddito Isee, mentre per quelli che superano i parametri stabiliti dalle Amministrazioni comunali è prevista una quota a loro carico.

Sempre a domicilio è possibile chiedere anche:

  • buoni sociali. Si tratta di contributi economici per le famiglie che hanno a carico un anziano malato di Alzheimer, in base all’Isee;
  • pasti a domicilio, se il Comune li prevede.

I servizi sociali del Comune possono decidere di ricoverare per un periodi breve di tempo il paziente, da 15 a 30 giorni. Si parla, in casi simili, di ricovero di sollievo, generalmente presso rsa.

Ricovero in rsa quando l’anziano a domicilio non è più gestibile

Assistenza anziani: come funzionano le rsa?

Oggi si chiamano rsa, ieri erano le case di riposo. Se l’anziano non può più essere assistito presso l’abitazione propria o di chi per lui si possono ricoverare in questi luoghi, per un po’ di tempo o per sempre. La domanda deve essere presentata o direttamente alla struttura scelta o tramite Centro unico di prenotazioni (il Cup). La retta è a carico del Ssn ma si può chiedere anche una quota di partecipazione a carico dell’assistito, in genere in base al reddito.

Per l’anziano che vive e trasferisce la residenza in queste strutture, la legge [4] prevede il diritto di essere esentato dal pagamento dell’Imu (a patto che la casa non venga data in affitto).

Assistenza anziani: altri diritti

Si chiamano istituti di protezione: sono degli strumenti a cui si ricorre per tutelare persone che, come gli anziani, non sono più in grado di badare ai loro affari e interessi in autonomia. Tra questi l’amministrazione di sostegno, che i familiari possono usare per garantire i diritti e la tutela del genitore avanti con l’età, affiancandogli una persona che lo guidi nel compimento degli atti particolari decisi dal giudice (ad esempio, per scrivere il testamento).

Altro diritto dell’anziano è l’indennità di accompagnamento, riconosciuta quando il paziente non ha la possibilità di deambulare in modo autonomo e, per questo, ha bisogno dell’aiuto costante di un accompagnatore oppure è una persona che ha bisogno di assistenza continua perché non più in grado di assolvere alle normali azioni quotidiane della vita. Per ottenerla occorre rivolgersi all’Asl.

I familiari che devono assistere una persona anziana possono contare sul cosiddetti permessi 104. Si tratta di tre giorni di permesso mensili dal lavoro oppure di un massimo di due anni consecutivi nella loro vita lavorativa a condizione che il parente conviva con l’anziano con problemi e che presti assistenza continuativa ed esclusiva. Per averli la domanda va presentata all’Inps e al proprio datore di lavoro.

Gli anziani hanno diritto all’esenzione dal ticket sanitario se hanno più di 65 anni e appartengono ad un nucleo familiare (anziano, coniuge e persone fiscalmente a carico) con reddito fino a 36.151,98 euro annui lordi. Attenzione però; le regole variano da Regione a Regione.

note

[1] Art. 591 cod. pen.

[2] Art. 433 e ss. cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 4598 del 2012.

[4] Art. 13, co. 10, d.l. n. 201 dello 06.12.2011.

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