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Lo sai che? Continui e sgradevoli messaggi: è stalking?

Lo sai che? Pubblicato il 22 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 agosto 2017

Non sempre continui messaggi, anche fastidiosi, configurano lo stalking; spesso, infatti, si tratta solo di molestie.

Se il tuo ex ti scrive migliaia di messaggi al giorno (in alcuni casi anche insultandoti per averlo lasciato) o se un amico ti infastidisce con continui messaggi telefonici, anche sgradevoli, sappi che il più delle volte sei vittima di molestie e non di stalking. Il reato di stalking, infatti, si realizza solo se il comportamento dello stalker (che può manifestarsi anche con continui e sgradevoli messaggi)  provoca in te ansia e paura tali da indurti a cambiare il tuo stile di vita.

 

Lo stalking

Di qualunque specie sia il comportamento e con qualunque mezzo sia messo in atto, se crea nella vittima un disagio, uno stato di ansia, un cambiamento delle proprie abitudini di vita è stalking. Il comportamento deve ovviamente consistere in minacce o molestie [1].

Gli atti persecutori idonei ad integrare il delitto di stalking posso avere tante cause (in precedenti articoli, infatti, abbiamo chiarito cosa si intende per stalking per soldi, stalking per tradimento e stalking telefonico) e si possono concretizzare in vari comportamenti: in ripetute telefonate, nell’invio di buste minatorie, di sms o mms, di e-mail e messaggi ingiuriosi, nel danneggiamento dell’auto della vittima, nelle aggressioni verbali alla presenza di testimoni, negli appostamenti fuori casa o nei luoghi più frequentati, nei reiterati e indesiderati apprezzamenti non graditi, in invii di baci e sguardi insistenti e minacciosi. Si tratta di azioni attraverso le quali lo stalker cerca di manifestare la propria presenza costante, nel tentativo di condizionare la vita della vittima che, spesso, limita le proprie scelte e le proprie abitudini.

Dobbiamo stare molto attenti a non confondere un corteggiamento ossessivo e insistente con lo stalking vero e proprio: nel primo caso, infatti, percepiremo solo un fastidio (ed il comportamento non sarà punibile penalmente), mentre nel secondo caso avremo uno stato di ansia e di paura tale da consentire di sporgere querela ed ottenere la punizione del colpevole.

Quando i continui messaggi sono stalking?

Se una storia d’amore finisce perché io gli confesso di non amarlo più ma lui non vuole farsene una ragione e mi chiama di continuo, mi cerca nei posti che sa che frequento abitualmente, mi segue e mi scrive tantissimi messaggi (alcuni d’amore ed atri offensivi ed ingiuriosi), posso sporgere querela per stalking? Dipende da quanto i messaggi sono insistenti e da cosa provocano in me.

Se un amante geloso (che nutre rancore verso la sua ex) le invia una serie reiterata di messaggi dal carattere sgradevole e derisorio, con un’insistenza eccessiva e fastidiosa, a tal punto da innescare una indebita, ripetuta e ingiustificata invadenza nella sua sfera privata, è molto probabile che il pubblico ministero che svolgerà le indagini ipotizzerà il reato di molestie più che quello di stalking, a meno che la vittima non dimostri di aver subito uno stato di ansia tale da modificare le sue abitudini di vita.

Il reato di molestie e disturbo alle persone [2] si realizza quando qualcuno:

  • molesta o disturba un soggetto;
  • in un luogo pubblico o aperto al pubblico;
  • ovvero col mezzo del telefono;
  • per petulanza o per altro biasimevole motivo (cioè non per un motivo fondato).

Si tratta di un reato contravvenzionale punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.

La norma che disciplina il reato di molestie non spiega chiaramente quale sia la condotta vietata ma individua il mezzo con il quale si realizza, il modo, il luogo in cui può verificarsi e l’effetto.

Il mezzo è il telefono, la modalità è la petulanza o altro biasimevole motivo, il luogo è quello aperto al pubblico o pubblico e l’effetto è il risvolto patologico della condotta, rappresentato dalla molestia o dal disturbo.

I messaggi, trasmessi attraverso il telefono, configurano il reato di molestia in quanto costringono la vittima ad aprirli, leggerli e cancellarli. Spesso vengono inviati da un numero sconosciuto, per cui il destinatario è costretto a leggerne il contenuto prima di poterne identificare il mittente, il quale (in tal modo) raggiunge lo scopo di turbare la tranquillità psichica della vittima (quasi come accadrebbe se le telefonasse) [3].

Per quanto abbiamo descritto, se Tizio invia continui sms alla sua ex fidanzata, infastidendola e minandone la tranquillità, commetterà il reato di molestia; se, però, i continui messaggi non fossero solo sgradevoli ma anche minacciosi, preoccupanti e portassero ad uno stravolgimento dello stile di vita della persona offesa, ci troveremmo di fronte al reato di staking.

note

[1] Art. 612 bis cod. pen

[2] Art. 660 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 22549 del 2016.

Se il tuo ex fidanzato/a ti bombarda di continui e sgradevoli messaggi, inizia con bloccare il suo numero con il cellulare. Questo, in un processo, ti aiuterà a dimostrare che la ricerca continua del tuo ex non ti creava lusinghe ma fastidio. Successivamente presenta una querela alle autorità competenti, chiarendo bene quale sia il contenuto dei messaggi, cosa provochino in te e se, per caso, ti hanno costretta/o a cambiare le tue abitudini di vita. Il pubblico ministero, in base a questi elementi, potrà procedere per il reato di stalking o di molestie.


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