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Lo sai che? Settimanali scandalistici: quando rischiano la denuncia?

Lo sai che? Pubblicato il 2 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 settembre 2017

Violazione della privacy o di domicilio: quando le riviste di gossip esagerano con gli scoop e possono essere denunciate dai vip. E quando no.

« E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede». Così recita la legge professionale dell’Ordine dei Giornalisti [1]. Una regola che vale per chiunque eserciti questo mestiere, compresi i giornalisti che lavorano nei settimanali scandalistici. Raccontare le vacanze di un calciatore con una showgirl, l’avventura amorosa di un’attrice, i problemi matrimoniali di un cantante o la (presunta) gravidanza di una conduttrice televisiva è lecito purché, appunto, nel rispetto della verità sostanziale, della lealtà e della buona fede. E della loro privacy. I settimanali scandalistici rischiano la denuncia, quindi, nel momento in cui non rispettano queste regole. Con qualche insolita eccezione, come vedremo.

La privacy del personaggio pubblico

Partiamo proprio da qui, dal rispetto della privacy dei personaggi pubblici che spesso lamentano invasioni di campo da parte dei settimanali scandalistici.

La notorietà della persona ritratta, infatti, non giustifica la pubblicazione, senza il consenso della stessa, di immagini attinenti alla sfera personale, che non hanno alcuna rilevanza per le esigenze pubbliche di informazione. Se così facessero, i settimanali scandalistici rischierebbero la denuncia.

Concetto ribadito dalla Cassazione [2], secondo cui la pubblicazione giornalistica di dati e di fotografie che coinvolgono i congiunti di un personaggio pubblico non interessati ai fatti, viola il limite di essenzialità dell’informazione, soprattutto nel caso in cui venga anche mostrata un’immagine dell’abitazione familiare. In altre parole, il semplice fato di essere un personaggio famoso non consente alle riviste di gossip di spolpare la sua immagine, la sua vita e quella dei suoi familiari per darle in pasto ai lettori.

Quando si rischia la denuncia

Ci sono altri momenti in cui i settimanali scandalistici rischiano la denuncia. Uno, ad esempio, è il tipico caso del paparazzo che si spinge oltre il dovuto e scatta delle foto che non deve scattare ad un personaggio pubblico e alla sua famiglia, nella maggior parte dei casi ignara di essere immortalati in un momento di intimità.

Ditelo, ad esempio, a George Clooney e alla moglie Amal. L’attore ha sporto denuncia contro un settimanale scandalistico francese per aver pubblicato delle fotografie che ritraggono la coppia insieme ai figli. Secondo la star di Hollywood, un paparazzo avrebbe scavalcato la recinzione della loro villa in Inghilterra, si sarebbe arrampicato ad una pianta e, da lì, avrebbe scattato delle istantanee mentre la famiglia Clooney passeggiava in giardino, ciascuno con un figlio in braccio. In questo caso, la denuncia si basa sia sulla violazione della privacy (immagini scattate all’interno di una proprietà privata senza il consenso degli interessati), sia sulla violazione di domicilio.

Altro caso in cui i settimanali scandalistici rischiano la denuncia: quando, per sostenere la «veridicità» di uno scoop, scattano delle foto utilizzando un sosia di un personaggio famoso.

Ad esempio, voglio sbattere in prima pagina la notizia di un nuovo amore di Belén (giusto per citare uno dei personaggi più gettonati). Non faccio altro che ingaggiare una sosia della showgirl argentina e fotografarla in atteggiamenti intimi insieme a un emerito sconosciuto o al sosia di un altro personaggio famoso. Ecco fatto: la rivista si assicura un buon numero di copie vendute. Ma, probabilmente, anche una denuncia da parte della Rodriguez, che può lamentare un danno alla propria immagine per colpa di una clamorosa «bufala», cioè di una notizia falsa e pubblicata in malafede.

Quando non si rischia la denuncia

Abbiamo detto prima che la violazione della privacy dei personaggi famosi registra un’insolita eccezione. Per capirla meglio, facciamo un piccolo passo indietro.

Il successo di un settimanale scandalistico si basa su una sola cosa: sulla curiosità del lettore. Le notizie riportate su queste riviste, nella maggior parte dei casi, non aggiungono nulla alla capacità di pensiero dei cittadini o non contribuiscono a dibattiti di rilievo pubblico, se non quello che ha per argomento la cellulite di un’attrice o il modello di costume da bagno di una velina, tanto per dire. Eppure, questi settimanali vendono, resistono alla crisi dell’editoria lamentata dai grandi quotidiani, anzi: ogni tanto esce qualche nuova testata che promette di scovare e di raccontare tutti i segreti dei famosi.

Il fatto è che questo i personaggi noti lo sanno benissimo. E, quando c’è un calo di popolarità (l’attore che non viene chiamato a recitare da un pezzo, la cantante che vende meno dischi o fa meno concerti del previsto, la showgirl a caccia di nuove opportunità), la strategia migliore è far parlare di sé.

Succede, allora, che sono gli stessi famosi a chiamare i settimanali scandalistici (magari tramite i loro uffici stampa) per far sapere dove andranno a fare le vacanze o a rendere nota una gravidanza. Il fotografo non farà altro che scattare da una certa distanza le immagini affinché non si capisca troppo che le istantanee sono concordate. Ed il vip sarà non solo consenziente, ma anche felice di apparire in prima pagina. In caso come questo, naturalmente, i settimanali scandalistici non rischiano la denuncia. Anche perché, molto probabilmente, dietro quel falso scoop ci sarà un bell’accordo nero su bianco su come organizzare il tutto.

Il lettore, naturalmente, la maggior parte delle volte «ci casca». Anche perché, in fondo, che sia o meno una finzione non gli interessa: gli basta vedere se, fuori dai set o dai campi di calcio, il personaggio famoso gli somiglia in qualcosa (pure lui si sporca di sabbia, deve badare ai bambini, ha dei problemi in famiglia) oppure deve constatare, con una punta di amarezza, che tra lui e il vip resta sempre un divario incolmabile anche nelle cose più banali.

note

[1] Art. 2, legge professionale Ordine dei Giornalisti n. 69/1963.

[2] Cass. sent. n. 27381/2013.


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