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Lo sai che? Chi accerta la residenza

Lo sai che? Pubblicato il 22 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 agosto 2017

La residenza di ognuno  è accertata dall’Ufficiale di anagrafe ed i controlli sono in concreto eseguiti dalla Polizia Municipale

La vita di ogni persona è segnata e condizionata dal territorio in cui vive. Proprio per questo motivo, ognuno di noi è libero di fissare dove meglio crede la propria residenza, che potrà sempre essere modificata o trasferita in qualsiasi momento.

Attenzione: se è vero che ciascuno di noi è libero di fissare ovunque voglia la propria residenza è altrettanto vero che – in ogni caso – deve trattarsi della propria residenza effettiva, che – in quanto tale – sarà soggetta a specifici controlli e accertamenti. Ciò in quanto non è possibile che un soggetto abbia una residenza “di comodo” o solo formale: ogni cittadino, infatti, deve avere una residenza effettiva, che deve corrispondere per legge [1] al luogo della sua dimora abituale, ove cioè ha deciso di vivere in modo stabile e duraturo.

Quanto sin qui detto non vale solo in linea astratta. La residenza e la posizione anagrafica di ognuno di noi, infatti, sono soggette a concreti accertamenti da parte delle autorità a ciò preposte. Quali sono queste autorità? Chi accerta la residenza?

Di tanto parleremo nel presente articolo. Tuttavia, prima di vedere chi accerta la residenza, cerchiamo di comprendere perché detti controlli sono importanti.

Cosa comporta la scelta della residenza?

Come anticipato, ognuno può scegliere dove vuole risiedere e comunicarlo all’ufficio dell’anagrafe del Comune: per tale motivo si parla di residenza anagrafica. Al riguardo, però, è bene tenere a mente che fissare la propria residenza in un luogo piuttosto che in un altro non è privo di risvolti pratici. Al contrario, la scelta della residenza ha effetti importanti per la vita sociale di ogni cittadino e comporta una serie di oneri, di doveri e di vantaggi, quali ad esempio:

  • l’iscrizione alla lista elettorale di quel determinato Comune;
  • gli adempimenti da svolgere in caso di matrimonio;
  • la scelta del medico di famiglia;
  • la competenza dei tribunali e degli uffici giudiziari in generale;
  • il luogo in cui alcuni atti processuali devono essere notificati;
  • la ricezione di certificati anagrafici;
  • la possibilità di accedere ai servizi demografici del proprio Comune.

Per tali motivi, chiunque dimori abitualmente in un determinato luogo, ha il dovere di richiedere l’iscrizione anagrafica per sé e per le persone sulle quali eserciti la potestà genitoriale o la tutela, nonché il dovere di comunicare ogni mutazione della propria posizione anagrafica (il che avviene in caso di cambio residenza).

Ed infatti, in base alla legge [2], in ogni Comune devono essere registrate le varie posizioni relative alle singole persone, alle famiglie ed alle convivenze che abbiano fissato in quel determinato luogo la propria residenza.

Chi accerta la residenza?

Gli accertamenti relativi alla residenza di ognuno di noi sono esperiti dall’Ufficiale di anagrafe (si tratta, in sostanza del sindaco, in quanto Ufficiale di Governo, ovvero dell’assessore, del segretario comunale o di altro impiegato ritenuto idoneo allo scopo, previa approvazione del prefetto). Ed infatti, specifico compito dell’Ufficiale di anagrafe, è quello di provvedere alla regolare tenuta dell’anagrafe della popolazione residente.

Ciò che più conta, è che l’Ufficiale di anagrafe può ordinare gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti dichiarati da ognuno in ordine alla propria residenza, potendo disporre, inoltre, apposite indagini al fine di accertare che la residenza di ciascuno sia effettiva e non fittizia. A tal fine, l’Ufficiale può invitare ogni appartenente della popolazione  residente a presentarsi nel suo ufficio per fornire le notizie ed i chiarimenti necessari alla regolare tenuta dell’anagrafe. Può interpellare, allo stesso fine, gli enti, amministrazioni ed uffici pubblici e privati.

L’amministrazione comunale, dunque, non si limita a prendere atto di quanto il cittadino dichiara in ordine alla propria residenza, ma ne controlla la “verità” procedendo all’accertamento della residenza anche per mezzo di proprie indagini: ne consegue che, per ottenere l’iscrizione nel registro della popolazione residente in un determinato comune, non è sufficiente la mera intenzione del cittadino, manifestata all’Ufficiale d’anagrafe, di stabilire la propria residenza nel territorio del comune stesso, ma occorre l’attuazione in concreto di tale comportamento con l’instaurazione della dimora abituale nel territorio comunale.

Ciò in quanto, come anticipato, non è possibile avere una residenza meramente formale o  “di comodo”, vale a dire al solo scopo – ad esempio – di godere di riduzioni o agevolazioni fiscali o di tipo assistenziale, o, ancora,  al solo fine di sfuggire ai creditori rendendo più difficile il proprio reperimento a postini e ufficiali giudiziari.

Residenza: chi fa i controlli?

Come chiarito, l’Ufficiale di anagrafe ha il compito di accertare che la residenza di ogni cittadino sia effettiva e non fittizia. Ma in concreto chi esegue detti controlli?

Ebbene, al riguardo, la legge [3] dispone che per verificare la regolare posizione anagrafica dei cittadini, l’Ufficiale di anagrafe può avvalersi della collaborazione della Polizia Municipale.

Vediamo in concreto cosa accade. A tal fine, poniamo il caso che un soggetto, dapprima residente in un determinato comune, abbia chiesto di cambiare la propria residenza.

Ebbene, in tal caso vengono disposti dei controlli per verificare se chi ha chiesto il cambio di residenza vive davvero presso l’indirizzo da questi indicato oppure si tratti solo di una residenza “di comodo”. A tal fine l’Ufficiale dell’anagrafe delega la Polizia Municipale che deve svolgere i controlli entro 45 giorni dalla richiesta del cambio di residenza.

In concreto, dunque, i controlli sono posti in essere dalla Polizia Municipale, la quale – al fine di esperire le opportune verifiche – si recherà materialmente presso l’indirizzo dichiarato dal soggetto che ha effettuato il cambio di residenza per verificare la sua presenza. Nel caso in cui la Polizia Municipale non trovi per più volte nessuno nell’abitazione indicata come nuova residenza o accerti comunque la sussistenza di anomalie,  lo comunicherà alle autorità di pubblica sicurezza.

Come detto, la Polizia Municipale ha 45 giorni per compiere gli accertamenti necessari e nel caso in cui i predetti controlli dovessero avere esito negativo l’Ufficiale dell’anagrafe potrebbe anche giungere alla conclusione che, nel caso specifico, non vi siano elementi che provino che la persona risieda effettivamente dove ha dichiarato di abitare. In questo caso, l’Ufficiale potrebbe emettere un provvedimento di rigetto della richiesta di cambio residenza che viene comunicato all’interessato al suo vecchio indirizzo.

Quali rimedi in caso di rigetto della richiesta di cambio di residenza?

Contro il provvedimento di rifiuto della richiesta di cambio di residenza, il cittadino ha 30 giorni di tempo per opporsi presentando ricorso al prefetto.

In ogni caso, nulla impedisce a chi ha già ottenuto un rifiuto di cambio di residenza di presentare una nuova richiesta.  Il consiglio pratico, in tali casi, è quello di recarsi in Comune (e quindi dall’Ufficiale di anagrafe) quando il trasloco al nuovo indirizzo sia già terminato, di modo che la Polizia Municipale possa concretamente accertare che il trasferimento sia effettivo e non fittizio.

 

note

[1] Art 43, comma 2, Cod. Civ. 

[2] Cfr. l. n. 1228 del  24 dicembre 1954, recante «l’Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente»; D.P.R. n. 223 del  30 maggio 1989, recante «l’Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente».

[3] Art. 19, comma 2, del D.P.R. 223 del 30.05.1989.


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1 Commento

  1. l’anagrafe del mio Comune ha trasmesso richiesta di accertamento residenza di un ex inquilino (che da 2 anni continua a rimanere residente nella mia abitazione) ma sono trascorsi 11 mesi e non si riesce ad avere alcune info. Come posso procedere privatamente in via legale con ul Comune inadempiente?

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