Diritto e Fisco | Articoli

I diritti di chi ha un tumore alla prostata

8 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 agosto 2017



Chi ha un cancro alla prostata, a seconda della gravità, può ottenere l’assegno di invalidità, la pensione di inabilità o l’indennità di accompagnamento.

Il cancro alla prostata è uno dei tumori più frequenti e più temuti tra gli uomini dai 50 anni in su. Arriva in sordina, praticamente senza sintomi. Ecco perché è importante, ad una certa età, fare dei controlli (una visita dall’urologo, un prelievo del sangue per verificare il livello del Psa). Quando, invece, la presenza del tumore alla prostata viene accertata, non resta che stabilire lo stadio della malattia e decidere se è il caso di asportare chirurgicamente la ghiandola o di contenere con dei farmaci la sua diffusione.

Capita, però, che il cancro alla prostata venga scoperto troppo tardi, cioè quando ci sono già delle metastasi.

Ad ogni modo, chi ha un tumore alla prostata è un paziente oncologico a tutti gli effetti e, per questo, a diritto ad alcune agevolazioni di tipo sanitario e di tipo economico.

Che cos’è il tumore alla prostata

La prostata è una ghiandola presente negli uomini, delle dimensioni di una noce in condizioni normali ma che, con il passare degli anni o a causa di alcune patologie, può ingrossarsi e provocare dei disturbi urinari. E’ anche molto sensibile agli ormoni, ed in particolare al testosterone, e questo ne facilita la crescita.

Il tumore alla prostata si forma all’interno della ghiandola, nelle cellule che crescono in modo spontaneo e senza alcun controllo.

Come detto all’inizio, questa malattia non presenta nelle prime fasi alcun sintomo, quindi diventa fondamentale per la sua diagnosi la visita urologica (che prevede l’esplorazione rettale) e l’esame del Psa, un valore contenuto nel sangue che si rileva attraverso un semplice prelievo.

Solo quando il tumore alla prostata aumenta le sue dimensioni si avvertono i primi sintomi: difficoltà a urinare o necessità di farlo spesso, dolore quando si urina, presenza di sangue nelle urine o nello sperma, sensazione di non aver urinato del tutto.

Chi è a rischio di tumore alla prostata

Due i principali fattori a rischio per il tumore alla prostata:

  • l’età: le possibilità aumentano dopo i 50 anni. Due tumori su tre vengono diagnosticati in uomini over 65, mentre tra la popolazione maschile al di sopra degli 80 anni, il 70% degli anziani ha un cancro alla prostata, anche se molto spesso non crea alcun disturbo;
  • la familiarità: chi ha avuto un parente (il padre, il fratello, il nonno) con tumore alla prostata, ha il doppio delle possibilità di ammalarsi rispetto a chi non ha avuto questo problema in famiglia

Le conseguenze del tumore alla prostata

Se diagnosticato troppo tardi, il tumore alla prostata può provocare delle metastasi ossee, cioè può attaccare lo scheletro. Questa circostanza si può verificare con una scintigrafia ossea. Ma le metastasi possono raggiungere altri organi, come il fegato, i linfonodi o i polmoni. Mediamente, un tumore alla prostata su cinque finisce in metastasi.

Tumore alla prostata: il diritto all’invalidità

Il riconoscimento dell’invalidità civile è la base per poter usufruire degli altri benefici economici e assistenziali in caso di tumore alla prostata. L’invalidità spetta a tutti i malati oncologici, a seconda della percentuale di riduzione della capacità lavorativa.

Per ottenere l’invalidità a seguito di un tumore alla prostata, occorre recarsi dal proprio medico di base o da un altro, comunque abilitato dall’Inps, con la diagnosi in mano e con tutta la documentazione rilasciata dallo specialista. Il medico invierà all’Inps per via telematica un certificato medico e rilascerà al paziente in formato cartaceo:

  • il certificato medico timbrato e firmato in originale, da presentare alla commissione medica che farà la visita;
  • la ricevuta dell’avvenuta trasmissione all’Inps per via telematica con il numero del certificato, che consente al sistema di abbinare in modo univoco il certificato medico alla domanda.

Entro 30 giorni, si dovrà presentare la domanda di invalidità vera e propria, esclusivamente per via telematica:

  • attraverso intermediari abilitati e muniti di un codice Pin, come ad esempio patronati o associazioni di categoria;
  • direttamente dall’interessato sul sito Internet dell’Inps, nella sezione “Servizi Online”, purché dotato di codice Pin (chi non lo avesse, può chiederlo gratuitamente all’Istituto).

Al termine della procedura telematica verranno proposte le date disponibili per la visita di accertamento e occorrerà scegliere quella che si preferisce. Il sistema rilascia automaticamente una ricevuta nella quale vengono indicati data, luogo ed ora della visita presso la commissione medica della Asl. La convocazione per la visita sarà comunicata anche per posta con raccomandata.

Trattandosi di un tumore alla prostata e, quindi, di una malattia oncologica, la visita di accertamento dovrà essere fatta entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda. Gli esiti della visita di accertamento danno immediatamente diritto ai benefici relativi al grado di invalidità o di handicap riconosciuto.

Il grado di invalidità viene riconosciuto in percentuale, corrispondente alla riduzione della capacità lavorativa, a seconda dello stadio e della gravità della malattia. Questa percentuale determinerà i benefici economici a cui ha diritto chi ha un tumore alla prostata.

L’assegno di invalidità

Questo beneficio economico consiste in un assegno di 279,47 euro (per il 2017) corrisposto per 13 mensilità all’anno e può essere percepito da chi soffre un tumore alla prostata a condizione che:

  • abbiano tra i 18 ed i 65 anni;
  • abbiano una percentuale di invalidità civile compresa tra il 74% ed il 99%;
  • non svolgano attività lavorativa (tranne in casi particolari);
  • siano iscritti alle liste speciali del collocamento obbligatorio;
  • non superino una certa soglia di reddito annuo (4.800,38 euro).

Il diritto alla pensione di inabilità

In questo caso, parliamo di un sostegno corrisposto per 13 mensilità, il cui importo è variabile di anno in anno a seconda da quanto disposto dalla legge di bilancio. Il limite di reddito del beneficiario (escludendo, quindi, gli altri componenti del nucleo familiare) è fissato per il 2017 in 16.532,10 euro annui, mentre la prestazione mensile è di 279,47 euro.

I requisiti per ottenere la pensione di inabilità, anche in caso di tumore alla prostata, sono:

  • avere tra i 18 ed i 65 anni;
  • avere una percentuale di invalidità civile permanente pari al 100%.

Il diritto all’indennità di accompagnamento

Chi ha un tumore alla prostata in uno stadio avanzato ed ha bisogno di assistenza continuativa da parte di altre persone ha diritto all’indennità di accompagnamento. Questo sostegno economico, infatti, spetta ai malati oncologici in cura con una terapia importante, come la chemioterapia o la radioterapia, se non sono in grado di compiere da soli le azioni della vita quotidiana o se non riescono a muoversi autonomamente.

L’indennità di accompagnamento non dipende dal reddito personale e dall’età della persona che la richiede, è corrisposta per 12 mensilità all’anno e viene erogata anche durante i periodi di ricovero per terapie dovute alla malattia oncologica.

Non hanno diritto all’indennità di accompagnamento i pazienti ricoverati gratuitamente in un istituto pubblico che provvede al loro sostentamento.

Il diritto alla richiesta di aggravamento

Può succedere, purtroppo, che il tumore alla prostata comporti, nel tempo, un peggioramento delle condizioni di salute del paziente. In questo caso, si ha diritto a presentare una richiesta di aggravamento, sia per l’invalidità civile sia per lo stato di handicap. Sarà necessaria una nuova valutazione del malato oncologico, che può dare la possibilità di avere una maggiore percentuale di invalidità o il riconoscimento di uno stato di handicap grave, il che significa usufruire di nuove agevolazioni economiche ed assistenziali a beneficio del paziente.

La richiesta di aggravamento va presentata seguendo le stesse procedure dell’invalidità civile che abbiamo spiegato in precedenza.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

3 Commenti

  1. Segnalo sulla zona di Milano, che nei maggiori Ospedali Statali e convenzionati è ormai impossibile eseguire la risonanza magnetica a carico del SSN come unica possibilità NON INVASIVA e altamente precisa di individuazione del tumore prostatico, attualmente sembra che questo esame con SSN sia stato sospeso. Questa è una vergogna!! privatamente invece l’esame è disponibile in una settimana a costi che variano da 650€ a 1050€. Segnalo inoltre che su Torino esiste un centro specializzato che fa la risonanza magnetica multiparametrica con mezzo di contrasto (specifica per la prostata) a 354€. Questo centro si chiama CIDIMU ed è bene saperlo in barba alla poca opportunità di fare pubblicità….qui infatti si parla della pelle delle gente. Vorrei consigliare anche un libro molto importante fatto dall’inventore del test del PSA dove si evince perfettamente che il cancro alla prostata sia un grandissimo affare per chi se ne occupa e dove è chiaro che ci sia da usare prudenza anche con i valori del PSA pur alti, attualmente infatti non si è in grado con i soli esami di routine di valutare la malignità del cancro o l’opportunità di evitare trattamenti anche solo per un semplice adenoma (biopsie ecc.) ma questo comunque non toglie la tendenza a far operare chiunque al fine di poter vendere trattamenti e robot specializzati. PRUDENZA PRUDENZA USARE LA TESTA!!

    1. Io ho fatto la RM MULTIPARAMETRICA a Campobasso presso il centro POTITO convenzionato con il ssn e ho pagato il tichet, se non sbaglio era di circa 60€ nel mese di febbraio 2018.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI