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Lo sai che? A che ora possono passare i dottori dell’Inps?

Lo sai che? Pubblicato il 7 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 agosto 2017

Quali sono gli orari della visita fiscale? Le regole sono diverse a seconda che il malato sia un dipendente pubblico o privato. Ecco di seguito tutte le informazioni.

Se il lavoratore si assenta dal lavoro per malattia, può essere soggetto a visita fiscale. Significa che i medici dell’Inps potranno andare a trovarlo. Ma a che ora? E quando? Solo nei giorni feriali o anche la domenica? È una regola fissa o ci sono casi in cui non vale? Cerchiamo di capirne di più e, soprattutto, di rispondere a una domanda: a che ora passano i dottori dell’Inps? Le regole cambiano a seconda che si tratti di un dipendente di un’azienda privata o di un dipendente pubblico.

 

Visita fiscale: di cosa si tratta?

Come anticipato, se il dipendente resta a casa per malattia, può essere assoggettato a un accertamento sanitario che viene definito visita fiscale. A effettuarla sono i medici dell’Inps che possono essere mandati a casa del lavoratore o dall’Inps stesso o dal datore di lavoro. Ad esempio, perché l’Istituto di previdenza può voler fare un controllo a campione su un determinato numero di lavoratori. Per i dipendenti pubblici, è l’amministrazione presso cui presta servizio la persona a decidere (ad esempio, il Comune).

Per le visite fiscali ci sono giorni e orari precisi

Visita fiscale: a che ora passano i medici Inps?

Gli orari e i giorni in cui il lavoratore deve farsi trovare in casa (e, cioè, nel domicilio che ha indicato nel certificato medico che il medico curante ha inviato telematicamente all’Inps) per la visita vengono definiti fasce di reperibilità. Secondo le regole valide per l’anno 2017, esse cambiano a seconda se l’ammalato sia un dipendente pubblico o del settore privato:

  • i dipendenti statali e degli enti locali devono rendersi reperibili per l’intera settimana – anche nei giorni festivi – dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00;
  • per i lavoratori del settore privato le regole sono le stesse – tutti i giorni, festivi compresi – ma dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Se i medici passano in orari doversi da quelli appena indicati e l’ammalato non si fa trovare, non sarà possibile punirlo con sanzioni disciplinari. Se, invece, l’assenza avviene negli orari indicati, il malato ha 15 giorni di tempo per giustificarla. Se non lo fa, perde il 100% della retribuzione, per i primi 10 giorni. Se, però, sempre entro 10 giorni si presenta alla visita ambulatoriale (cioè direttamente nell’ambulatorio dell’Asl), a partire dal giorno della visita, la retribuzione viene ripristinata, ovviamente se viene effettivamente riscontrata la malattia. Se, a fronte della seconda convocazione, continua non si presenta, perde il 50% della retribuzione, per i giorni successivi al decimo; perde tutta la retribuzione, se non si presenta nemmeno al terzo controllo.

Visita fiscale: che cosa deve fare il lavoratore?

Chiariti gli orari in cui possono passare i dottori dell’inps, vediamo ora cosa deve fare materialmente il lavoratore in malattia:

  • per prima cosa, deve comunicare al datore di lavoro, appena può, il suo stato. Che significa «appena può»? Il tempo che ha a disposizione per procedere a questa comunicazione è stabilito a seconda del contratto collettivo a lui applicabile;
  • il secondo passaggio consiste nell’andare dal proprio medico curante che si occuperà di redigere il certificato medico e di inviarlo subito all’Inps. È importante che lo faccia il prima possibile. Se, infatti, ritarda e, magari, va dal dottore il giorno dopo, il primo giorno di malattia è perso. Come si comprende, quindi, l’Inps viene a sapere della malattia in tempo reale. Ecco perché i controlli possono scattare subito;
  • se il datore di lavoro glielo chiede, il lavoratore deve comunicare il codice univoco del certificato. In questo modo, l’azienda, semplicemente andando sul sito dell’Inps, potrà visualizzarlo su internet.

Visita fiscale: è sempre obbligatoria?

Ci sono delle ipotesi in cui il dipendente è esonerato dalla visita fiscale (in questi casi, il medico deve porre sul certificato telematico il codice E):

  • malattia nelle quali è a rischio la vita del lavoratore;
  • infortunio sul lavoro;
  • patologie per causa di servizio. Ad esempio, il dipendete di un’acciaieria che, sempre a contatto con sostanze tossiche, si ammala di cancro;
  • gravidanza a rischio;
  • patologie collegate all’invalidità riconosciuta, se almeno pari al 67%;
  • ricovero in ospedale o presso altra struttura sanitaria.

In alcuni casi l’assenza è giustificata

Visita fiscale: il lavoratore può assentarsi?

Se il dipendente malato, durante le fasce di reperibilità, deve assentarsi, è giustificato solo se:

  • deve farlo per cause di forza maggiore o per sottrarre sé o un familiare da un pericolo grave: ad esempio, pensiamo a un incendio che scoppia improvvisamente in casa;
  • deve sottoporsi a visite mediche specialistiche o generiche, analisi, cure o terapie. In casi del genere, dovrà avvisare il datore o l’amministrazione, indicando giorno ed orari in cui non sarà disponibile per la visita fiscale e, poi, presentare dei certificati che dimostrino gli esami o le analisi fatte.

Nessuna giustificazione, invece, se il lavoratore è in casa ma il campanello non funziona, se esce per pochi minuti per fare la spesa, se non riesce ad alzarsi dal letto. Già anche in questo caso e ciò in quanto il lavoratore deve fare tutto il possibile per permettere l’accesso al personale sanitario.


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1 Commento

  1. Sono mesi che si discute di uniformare il settore pubblico con quello privato per quel che riguarda l’orario delle visite fiscali…ovviamente avendo il settore pubblico un orario più ampio pare si andrà verso l’orario più corto del settore privato. Però se ne parla, se ne parla ma a pochi giorni dal famoso primo settembre ancora nulla
    Bah!

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