Diritto e Fisco | Articoli

Prestazione occasionale, quando si trasforma in lavoro dipendente

2 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2017



In quali casi il lavoro occasionale viene convertito in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato?

Sei un lavoratore occasionale e hai ricevuto, nell’anno, un compenso superiore a 2.500 euro dallo stesso committente, oppure hai lavorato per lui per più di 280 ore l’anno? Forse non sai che, in base alla nuova normativa sul contratto di prestazione occasionale [1], hai il diritto di essere assunto come lavoratore dipendente a tempo indeterminato. Lo ha chiarito Inps, con una recente circolare [2] in cui ha illustrato tutti gli aspetti operativi del lavoro occasionale, conosciuto anche come nuovi voucher.

Il limite di 2.500 euro annui, che si riferisce alla retribuzione al netto di oneri e contributi, comunque, può essere superato se appartieni a determinate categorie di lavoratori svantaggiati.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, tutti i casi in cui hai diritto ad essere assunto come dipendente a tempo pieno e indeterminato a causa del superamento dei limiti del lavoro occasionale.

Trasformazione del lavoro occasionale in contratto subordinato

Il contratto di prestazione occasionale si trasforma in contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e determinato nei seguenti casi:

  • il compenso riconosciuto al lavoratore da un singolo committente, o utilizzatore, supera i 2500 euro annui;
  • la durata della prestazione di lavoro occasionale supera le 280 ore nell’anno.

Il limite relativo al compenso, però, si calcola in modo diverso se  il lavoratore appartiene a una delle seguenti categorie svantaggiate:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  • lavoratori in stato di disoccupazione;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (Rei o Sia), o di altre prestazioni di sostegno del reddito.

In questi casi, difatti, l’utilizzatore può contare i compensi corrisposti nella misura del 75% del loro importo: in parole semplici, se sei un lavoratore disoccupato, pensionato, studente under 35, o percepisci un sussidio, hai il diritto di essere assunto a tempo indeterminato se il compenso che ti viene corrisposto dal committente supera i 3.125 euro annui.

Resta sempre uguale, invece, il limite riferito alle ore di lavoro, che non devono superare le 280 annue.

Gli altri limiti del lavoro occasionale

Bisogna tener presente, ad ogni modo, che per utilizzare il lavoro occasionale esistono numerosi altri limiti. Vediamoli brevemente:

  • per ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, i compensi non possono superare i 5mila euro (6250 euro se il lavoratore appartiene alle categorie svantaggiate elencate nel paragrafo precedente);
  • per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei lavoratori, i compensi non possono superare i 5mila euro (le retribuzioni dei lavoratori svantaggiati vanno comunque contate nella misura del 75% del loro importo);
  • l’utilizzatore non deve avere, alle sue dipendenze, più di 5 lavoratori a tempo indeterminato;
  • non è possibile fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionali da parte di lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso (o abbia avuto in corso nei 6 mesi precedenti) un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa;
  • è infine vietato ricorrere al contratto di prestazioni occasionali:
    • da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
    • nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
    • in agricoltura, salvo specifiche situazioni.

note

[1] D.L. 50/2017.

[2] Inps Circ. n. 107/2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Ma quando mai.
    Superi 2500 e sei un dipendente. Non è cosi.
    Ma oltre essere giornalisti, dobbiamo anche essere avvocati e cosi via ed analizzare meglio quello che afferma l’INPS.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI