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Lo sai che? Come fatturare lavoro occasionale

Lo sai che? Pubblicato il 7 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 agosto 2017

In quale modo si deve rendicontare o fatturare la prestazione di lavoro occasionale?

I compensi ricevuti per la prestazione di lavoro occasionale non devono essere fatturati, in quanto la rendicontazione, a seguito della comunicazione obbligatoria inviata dal committente, viene effettuata dall’Inps.

Se parliamo, però, di lavoro autonomo occasionale, chi riceve il compenso deve emettere una speciale ricevuta, assoggettando quanto ricevuto a una ritenuta d’acconto, a seconda dei casi, ma senza addebitare l’Iva.

Facciamo allora un breve punto della situazione, incominciando dalla differenza tra lavoro occasionale e lavoro autonomo occasionale.

Lavoro occasionale e lavoro autonomo occasionale

Il lavoro occasionale, dopo l’abolizione dei voucher, può essere reso tramite contratto di prestazione occasionale o tramite il libretto famiglia: in precedenza era noto anche come lavoro accessorio perché non è assimilabile né al lavoro autonomo, né al lavoro subordinato (dipendente) o parasubordinato (cococo), ma è una tipologia di attività marginale e prettamente saltuaria.

Il lavoro autonomo occasionale, invece, è inquadrabile tra le attività autonome, esercitate, cioè, senza alcun vincolo di subordinazione né di coordinamento, come l’attività d’impresa e l’attività professionale: non richiede, però, l’apertura della partita Iva, in quanto l’attività è svolta in modo saltuario ed è priva del requisito dell’organizzazione e della professionalità.

In pratica, il lavoro autonomo occasionale e il lavoro autonomo con partita Iva, sia che si tratti di attività professionale, sia che si tratti di attività d’impresa, si distinguono in base all’organizzazione e all’abitualità nell’esercizio dell’attività.

Rendicontazione del lavoro occasionale

Il lavoro occasionale, reso sia tramite contratto di prestazione occasionale che attraverso il libretto famiglia, come anticipato viene rendicontato direttamente dall’Inps e non va fatturato dal lavoratore.

Nel dettaglio, l’Inps rende disponibile, attraverso la piattaforma telematica delle prestazioni occasionali, una sorta di busta paga, per il lavoratore, che contiene un rendiconto delle retribuzioni erogate da tutti gli utilizzatori, di tutti i contributi previdenziali e assistenziali accreditati alla Gestione separata Inps e dei premi versati all’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni.

Questi dati devono essere conservati dal lavoratore, ma non è necessario riportarli nella dichiarazione dei redditi, in quanto il reddito derivante dal lavoro occasionale è esente dalle imposte.

Rendicontazione del lavoro autonomo occasionale

Il lavoratore, come abbiamo detto, deve invece emettere una ricevuta per giustificare i compensi percepiti per la prestazione di lavoro autonomo occasionale.

Nella ricevuta, in particolare, si deve indicare:

  • nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza del lavoratore;
  • nome, cognome, o ragione sociale (se si tratta di società o altro ente), eventuale data di nascita, codice fiscale, eventuale partita Iva, domicilio del committente;
  • importo lordo del compenso;
  • eventuale ritenuta d’acconto (pari al 20% del compenso): la ritenuta è dovuta solo se il committente è sostituto d’imposta (il committente verserà la ritenuta all’erario, con modello F24, codice 1040, entro il 16 del mese successivo al pagamento; certificherà poi la ritenuta al lavoratore);
  • eventuale importo netto percepito (compenso lordo meno ritenuta);
  • data, luogo e firma del lavoratore e del ricevente.

Il documento deve, inoltre, recare la seguente dicitura, in quanto non si applica l’Iva:

Prestazione fuori campo IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/72”.

Infine, se l’importo del compenso supera 77,47 euro, deve essere apposta una marca da bollo da 2 euro (soltanto nella ricevuta originale, che va al cliente; sulla copia del lavoratore sarà sufficiente indicare: “Imposta di bollo assolta sull’originale”), recante una data precedente o contemporanea alla data di emissione della ricevuta.

Facsimile ricevuta di compenso per lavoro autonomo occasionale

Il/La sottoscritto/a …

nato/a …il …

residente a …in via …n …

codice fiscale …

dichiara

di aver ricevuto dalla ditta…con sede a … in via … Part. Iva n …

per prestazioni di … nel periodo da …a …

un compenso  complessivo come di seguito indicato:

importo lordo euro …

ritenuta d’acconto Irpef 20% euro …

netto percepito  euro …

Luogo …

Data …

Firma …

Prestazione fuori campo IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/72

Bollo euro 2,00 su compenso superiore a euro 77,47


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3 Commenti

  1. Non avete detto le due cose più importanti di tutte!
    1) che fino a 5000 euro il reddito rimane esente da imposte
    2) conseguentemente la ritenuta d’acconto versata dal datore di lavoro può essere recuperata dal lavoratore facendo apposita domanda all’agenzia delle Entrate

  2. Aggiungo al corretto commento del sig. Emanuele che alcuni lavori autonomi occasionali si possono fare se nello stresso periodo NON si percepisce sussidio di disoccupazione.In caso contrario,bisogna prima recarsi all’INPS e poi,sorpresa,verra’ fuori una gran…..marmellata!!!
    L’INPS vi bloccherà circa il 70/80 % del sussidio,vi chiederà di ipotizzare il potenziale guadagno derivante dal lavoro occasionale ed infine(quanti mesi dopo???)si andrà a conguaglio.
    Carino vero?

  3. per una prestazione professionale, ma non regolata da ordini, resa da persona senza partita IVA , con un’attività che non raggiunge i 5000,00 euro, come avviene il compenso?

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