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Fido ed extra-fido: quali commissioni può applicare la banca

23 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 agosto 2017



Quali oneri può addebitare la banca per la messa a disposizione del fido? Quali sono le commissioni in caso di utilizzo extra-fido?

I contratti di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento, e un tasso di interesse debitore sulle somme prelevate. L’ammontare della commissione non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente.

A fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento oppure oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento.

Le clausole che prevedono a carico del cliente oneri diversi o non conformi rispetto a quelli appena visti sono nulle con conseguente nullità del contratto di conto corrente [1].

Vediamo nel dettaglio le commissioni previste dal CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) [2].

Conto corrente: cosa si intende per affidamento e sconfinamento

Per “affidamento” o “somma messa a disposizione del cliente” o “Iinea di credito” si intende la somma di denaro messa a disposizione del cliente, come determinata nel contratto, con facoltà del cliente di utilizzarla e di ripristinarne la disponibilità (cosiddetto fido).

Per “sconfinamento” si intende:

  • la somma di denaro utilizzata dal cliente, o comunque addebitatagli in eccedenza rispetto all’affidamento (cosiddetto utilizzo extrafido);
  • la somma di denaro utilizzata dal cliente, o comunque addebitatagli in mancanza di un affidamento, in eccedenza rispetto al saldo del cliente (sconfinamento in assenza di fido), ferma restando la possibilità per l’intermediario di non consentire l’utilizzo o l’addebito.

Commissioni fido bancario (affidamento)

Ciascun affidamento concesso per mezzo di un contratto bancario (per esempio conto corrente) può comportare esclusivamente i seguenti oneri a carico del cliente:

  1. una commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento. L’ammontare della commissione è liberamente determinato – in coerenza con il presente decreto – nel contratto, tenendo anche conto della specifica tipologia di affidamento, e non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente;
  2. un tasso di interesse: applicato sulle somme utilizzate dal cliente per il periodo in cui sono utilizzate.

L’onnicomprensività della commissione comporta che non possono essere previsti ulteriori oneri in relazione alla messa a disposizione dei fondi né all’utilizzo dei medesimi, ivi inclusi la commissione per l’istruttoria, le spese relative al conteggio degli interessi e ogni altro corrispettivo per attività che sono a esclusivo servizio dell’affidamento.

Non rientrano nella commissione le imposte, le spese notarili, gli oneri conseguenti a inadempimento del cliente, le spese per l’iscrizione dell’ipoteca, le spese a fronte di servizi di pagamento per l’utilizzo dell’affidamento.

La commissione si applica sull’intera somma messa a disposizione del cliente in base al contratto e per il periodo in cui la somma stessa è messa a disposizione. Essa viene addebitata al cliente secondo quanto previsto dal contratto; se addebitata in anticipo, in caso di estinzione anticipata del rapporto ne viene restituita la parte eccedente.

Commissioni sconfinamenti

Agli sconfinamenti possono essere applicati esclusivamente i seguenti oneri a carico del cliente:

  1. una commissione di istruttoria veloce
  2. un tasso di interesse sull’ammontare e per la durata dello sconfinamento.

La commissione di istruttoria veloce ha le seguenti caratteristiche:

  • è determinata, per ciascun contratto, in misura fissa ed è espressa in valore assoluto. Possono essere applicate commissioni di importo diverso a contratti diversi, anche a seconda della tipologia di clientela;
  • nei contratti con soggetti diversi dai consumatori possono essere applicate, nello stesso contratto, commissioni differenziate a seconda dell’importo dello sconfinamento, se questo è superiore a 5.000 euro; non possono essere previsti più di tre scaglioni di importo;
  • non eccede i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per svolgere l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi;
  • è applicata solo a fronte di addebiti che determinano uno sconfinamento o accrescono l’ammontare di uno sconfinamento esistente;
  • è applicata solo quando vi è sconfinamento avendo riguardo al saldo disponibile di fine giornata.

Se lo sconfinamento è solo sul saldo per valuta non sono applicati né la commissione di istruttoria veloce né il tasso di interesse.

Ai fini della quantificazione e dell’applicazione della commissione di istruttoria veloce, gli intermediari definiscono:

  1. procedure interne, adeguatamente formalizzate, che individuano i casi in cui è svolta un’istruttoria veloce: la commissione viene applicata esclusivamente in questi casi. A fronte di più sconfinamenti nel corso della stessa giornata non può comunque essere applicata più di una commissione;
  2. i costi dell’istruttoria veloce, eventualmente differenziati.

La commissione di istruttoria veloce non è dovuta quando:

1. nei rapporti con i consumatori, ricorrono entrambi i seguenti presupposti:

  • per gli sconfinamenti in assenza di fido, il saldo passivo complessivo – anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro; per gli utilizzi extrafido l’ammontare complessivo di questi ultimi – anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro;
  • lo sconfinamento ha durata non superiore a sette giorni consecutivi;

Il consumatore beneficia dell’esclusione per un massimo di una volta per ciascuno dei quattro trimestri di cui si compone l’anno solare

2. lo sconfinamento ha avuto luogo per effettuare un pagamento a favore dell’intermediario;

3. lo sconfinamento non ha avuto luogo perché l’intermediario non vi ha acconsentito.

note

[1] Art. 117-bis Testo unico bancario.

[2] Decreto CICR del 30 giugno 2012.

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