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Lo sai che? Bonifico in nero: può essere la restituzione di un prestito?

Lo sai che? Pubblicato il 7 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 agosto 2017

Ho ricevuto duemila euro in nero con bonifico bancario (si tratta del corrispettivo di un affitto non dichiarato). In caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate potrei dire che i soldi sono la restituzione di un prestito che ho fatto a questa persona?

Per il fisco è molto più facile, rispetto al passato, identificare la presenza sul conto corrente di “bonifici in nero”. Grazie infatti all’Anagrafe dei conti correnti tutte le movimentazioni bancarie vengono comunicate periodicamente all’Agenzia delle Entrate che, così, è in grado di rilevare la presenza sul conto di denaro “non dichiarato”. Il bonifico poi, in quanto facilmente tracciabile, è sicuramente più pericoloso di un pagamento in contanti (per i quali resta, comunque, il divieto di non superare la soglia di 3mila euro). Nel quesito, il lettore vorrebbe sostenere, in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che la somma transitata sul proprio conto e versatagli in nero dall’inquilino sarebbe la restituzione di un precedente prestito. La soluzione però appare difficilmente perseguibile per due ragioni. Innanzitutto, in caso di richiesta di chiarimenti da parte del fisco, è il contribuente a dover fornire valide giustificazioni a propria discolpa: sui versamenti in conto privi di giustificazione scatta una automatica presunzione di “evasione” la cui prova contraria spetta al contribuente; se questi non è in grado di difendersi, subirà l’accertamento fiscale (leggi Prelievi e versamenti: come evitare il fisco). In secondo luogo la prova che deve fornire il cittadino deve essere necessariamente documentale. Non basta cioè “sostenere che i soldi sono la restituzione di un prestito anche se tale dichiarazione è supportata dalla testimonianza di chi ha effettuato il pagamento; bisogna anche poterlo dimostrare, ad esempio con una scrittura privata (munita di data certa) con cui viene formalizzato il mutuo o con gli estratti di conto corrente bancario dai quali risulta il primo passaggio di denaro (quello cioè del prestito). Insomma, nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, in caso di contestazioni, la prova contraria che il contribuente deve necessariamente dare per potersi giustificare può essere solo documentale.


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