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Lo sai che? Cosa significa domicilio eletto

Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2017

Il domicilio eletto indica il luogo presso il quale scelgo di ricevere gli atti del processo e chi deve riceverli.

Spesso si confondono il domicilio dichiarato ed il domicilio eletto. Mentre il primo consente all’indagato (o imputato) di indicare il luogo presso il quale preferisce ricevere gli atti del processo, il domicilio eletto prevede che, oltre al luogo (che può essere diverso da quello di residenza o di domicilio), l’indagato (o imputato) indichi anche la persona alla quale vuole che vengano consegnati. Ma vediamo bene in cosa consiste la differenza e quali conseguenze comporta.

Il domicilio eletto

Se sono indagato per furto (ovvero se la procura sta svolgendo delle indagini nei miei confronti al fine di comprendere se ci sono le prove che un furto sia stato commesso da me), il pubblico ministero (la polizia giudiziaria o lo stesso giudice delle indagini) può invitare me (indagato del reato) a dichiarare o ad eleggere domicilio per le notificazioni, avvertendomi dell’obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio eletto (o dichiarato) [1]. Questo, di solito, avviene quando, durante le indagini preliminari, il pubblico ministero dispone che sia compiuto un atto (come un sequestro) al quale debba obbligatoriamente partecipare anche l’indagato. L’indagato, a quel punto, può scegliere se dichiarare o eleggere un domicilio per le notificazioni di tutti gli atti del processo.

Facciamo un esempio. Se sei indagato in un procedimento penale, e non vuoi che gli atti arrivino a casa tua o presso il tuo ufficio, per una questione di privacy o di ansia, puoi eleggere domicilio presso casa di tua madre indicandone l’indirizzo. Potrai dire di avere eletto domicilio solo se avrai indicato sia il luogo che la persona (che si presume sia legata a te da un vincolo fiduciario). L’alternativa è eleggere domicilio presso lo studio del tuo avvocato: in questo caso, lo studio del tuo legale diventerà il luogo presso il quale arriveranno tutte le notifiche degli atti destinati a te e tale elezione conserverà la sua efficacia per tutta la durata del processo (a meno che non la modifichi con atto scritto da depositare presso la cancelleria del giudice procedente).

 

Il domicilio dichiarato

Dopo aver chiarito cosa si intende per domicilio eletto, spieghiamo cosa significa domicilio dichiarato.

Se l’indagato Tizio desidera ricevere gli atti del processo presso la propria abitazione o presso il luogo di lavoro, può dichiarare il domicilio presso quell’indirizzo. A differenza della elezione di domicilio, Tizio non sarà tenuto ad indicare un soggetto terzo (legato a lui da un vincolo fiduciario) al quale consegnare gli atti destinati a lui, in quanto la dichiarazione di domicilio presuppone che la notifica (ovvero la consegna dell’atto) debba essere fatta nelle mani dell’indagato stesso, fermo restando le dovute eccezioni indicate espressamente dal codice.

In caso di domicilio dichiarato vi è una relazione fisica tra il soggetto e il luogo, mentre il domicilio eletto consiste nella manifestazione di volontà di designare un luogo diverso dalla propria abitazione effettiva ed una persona (il domiciliatario, il legale il più delle volte) che si impegna a ricevere gli atti e a tenerli a disposizione.

Il domicilio eletto, essendo espressione di una precisa scelta negoziale, prevale su quello dichiarato: la determinazione del domicilio eletto o dichiarato è valida per ogni stato e grado del procedimento [2].

Ogni mutamento deve essere comunicato dall’indagato (o imputato) all’autorità che procede, con dichiarazione raccolta a verbale ovvero mediante telegramma o raccomandata con sottoscrizione autentica di un notaio o da persona autorizzata o dal difensore. La dichiarazione può essere fatta anche presso la cancelleria del tribunale del luogo in cui l’imputato si trova; in questo caso il verbale verrà immediatamente trasmesso all’autorità giudiziaria che procede [3].

 

Le notifiche al domicilio eletto

Le notifiche effettuate in un luogo diverso dal domicilio eletto (anche quella effettuata nel luogo di effettiva residenza) sono affette da nullità assoluta ed insanabile; ciò significa che non sono valide, tranne nel caso in cui la consegna avvenga a mani proprie dell’indagato/imputato. È nulla anche la consegna dell’atto effettuata presso il domicilio eletto ma non nelle mani del domiciliatario indicato (tranne che non sia ricevuta da un parente convivente del domiciliatario che dovrà essere precisamente identificato dall’ufficiale giudiziario).

Solo se la notificazione nel domicilio eletto diverrà impossibile (perché, ad esempio, l’indirizzo risulta sconosciuto) verrà eseguita mediante consegna al difensore. Ugualmente la notifica verrà fatta al difensore se la dichiarazione o l’elezione sono sufficienti o inidonee (magari è indicato l’indirizzo senza numero civico).

 

L’elezione di domicilio civilistica

Anche nel processo civile vi può essere un’elezione di domicilio cosiddetta speciale per determinati atti o affari. Questa elezione deve farsi espressamente per iscritto [4]. Il domicilio speciale viene attribuito solo a determinati atti o affari e non alla genericità degli interessi del soggetto; in genere per gli atti relativi ad una causa legale si sceglie come domicilio lo studio dell’avvocato mandatario. L’elezione, come già detto, deve essere espressa e deve essere fatta necessariamente per iscritto  (di regola è contenuta nel mandato del primo atto giudiziale che l’assistito firma e che verrà depositato).

note

[1] Art. 161 cod. proc. pen.

[2] Art. 164 cod. proc. pen.

[3] Art. 162 cod. proc. pen.

[4] Art. 47 cod. proc. civ.


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