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Quando la malattia interrompe le ferie

2 settembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2017



Se il lavoratore si ammala durante le ferie ha il diritto di prolungare le vacanze? 

Ti sei ammalato durante le ferie e hai paura di esserti “bruciato” le vacanze? Forse non sai che, nella maggior parte dei casi, la malattia che si verifica durante le ferie le interrompe: in parole semplici, durante il periodo in cui il lavoratore è malato le ferie si sospendono e riprendono a decorrere dopo la guarigione.

Bisogna però considerare che la malattia, per dar luogo alla sospensione delle ferie, deve compromettere la loro funzione essenziale, cioè il recupero delle energie psicofisiche dopo un lungo periodo di lavoro: questo dipende dalla natura della patologia che si verifica.

In ogni caso, se la malattia è tale da impedire il godimento delle ferie, il lavoratore ha il diritto di fruire delle ferie non godute anche se si tratta di ferie collettive per chiusura dell’azienda: in quest’ipotesi, il dipendente può godere delle ferie in un periodo differente, anche se successivo alla riapertura dell’azienda, previo accordo col datore di lavoro [1].

Ma andiamo per ordine e vediamo in quali casi le ferie sono interrotte dalla malattia e che cosa fare nel caso in cui il datore di lavoro non voglia spostare le ferie.

In quali casi la malattia sospende le ferie

Come anticipato, se la malattia insorge durante le ferie  non sempre ne determina la sospensione, ma soltanto in quei casi in cui la patologia sia incompatibile con la finalità del periodo di riposo, che è quella di reintegrare le energie psicofisiche spese nel lavoro e partecipare alla vita familiare e sociale.

Le ferie risultano senz’altro compromesse, ad esempio, nel caso in cui si verifichi una febbre elevata, un infortunio che riduce la mobilità, un ricovero ospedaliero…Non pregiudicano le vacanze, invece, le malattie le cui conseguenze si attenuano grazie alle attività ricreative, come stress psicofisico, depressione e cefalea.

Come sospendere le ferie per malattia

Se si verifica una malattia che impedisce il godimento delle ferie, perché queste siano sospese il lavoratore deve recarsi immediatamente dal proprio medico curante: questi, nel caso in cui confermi l’incompatibilità della patologia con lo scopo del periodo di riposo, trasmette il certificato medico all’Inps.

Il dipendente deve poi informare immediatamente il datore di lavoro della malattia, in quanto la sospensione delle ferie si produce a partire dal momento in cui il datore viene a conoscenza della patologia [2].

Diniego della sospensione delle ferie

Il datore di lavoro, però, potrebbe contestare la sospensione delle ferie per malattia, sostenendo che la patologia è, a suo avviso, compatibile con le ferie. In questo caso l’ultima parola non spetta a lui, perché non è un medico, ma deve richiedere una visita fiscale all’Inps. Se dalla visita fiscale emerge che la malattia è incompatibile con le ferie, al lavoratore non resta altro che rivolgersi a un giudice.

Diniego delle ferie alla riapertura dell’azienda

Se la malattia si verifica durante un periodo di ferie collettive per la chiusura dell’azienda, queste, come già esposto, sono sospese, se incompatibili con la patologia.

Tuttavia, può capitare che il datore di lavoro neghi la possibilità di godere delle ferie in un periodo successivo. Che cosa può fare, in questi casi, il lavoratore?

Purtroppo il dipendente, anche nell’ipotesi in cui abbia parecchie ferie arretrate, non può assentarsi di sua iniziativa, ma è sempre necessario un accordo col datore di lavoro.

Quest’ultimo, però, se non dà la possibilità di assentarsi in nessun altro periodo, può essere denunciato per aver illegittimamente rifiutato di concedere le ferie, che sono irrinunciabili e non monetizzabili. Il diniego illegittimo delle ferie, difatti, è sanzionato in via amministrativa e può, inoltre, provocare un danno non patrimoniale, per il mancato reintegro delle energie psicofisiche e per la mancata partecipazione alla vita familiare e sociale, che il datore è tenuto a risarcire [3].

Il dipendente, per poter essere risarcito, deve dimostrare l’esistenza e l’entità del danno da usura psico-fisica e il collegamento fra questo e la mancata fruizione del periodo di ferie [4].

note

[1] Corte Giust. Ce, sent. n. C/08/2009.

[2] Cass. Ss.Uu. sent. n. 1947 del 23.02.1998.

[3] Trib. Padova, sent n. 714 del 16.10.2007.

[4] Cass. sent. n. 1307 del 05.02.2000.


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