Diritto e Fisco | Articoli

Debiti con il Fisco? Nessun pagamento dall’Amministrazione

8 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 agosto 2017



Compensazione con una sorta di pignoramento presso terzi tra Erario e professionisti o aziende: la P.A., prima di pagare, sente l’Agenzia Entrate Riscossione.

Se tu non paghi me, perché io devo pagare te? Se la Pubblica amministrazione equivale allo Stato e hai un debito con il Fisco (da intendere come Stato pure lui), perché dovresti pretendere dei soldi dalla Pubblica amministrazione se tu, per primo, non paghi?

Una sorta di proprietà transitiva che ha portato proprio lo Stato a prendere questa decisione: tutte le pubbliche amministrazioni che devono pagare, nei confronti di professionisti o aziende, somme superiori a 10mila euro, a qualunque titolo, prima di «sganciare» dei soldi devono interpellare l’Agenzia delle Entrate Riscossione e verificare se il contribuente ha debiti almeno pari a quella somma [1]. La procedura di interrogazione avviene per via telematica.

Si tratta di una compensazione obbligatoria che il contribuente subisce, anche se non gli piace: una sorta, cioè, di pignoramento presso terzi tra il debito (pubblico) verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione e il credito (privato) vantato da imprese e professionisti nei confronti degli enti pubblici.

Tale verifica riguarda qualsiasi tipo di pagamento che superi 10mila euro, con la sola eccezione dei crediti pensionistici, in quanto si tratta di importi non pignorabili.

Rientrano, invece, i crediti per retribuzioni, appalti e forniture.

L’Agente di Riscossione risponde entro cinque giorni. In caso di mancata risposta entro tale termine, il pagamento può essere effettuato.

Se, invece, l’Ente di riscossione dovesse riscontrare tempestivamente (cioè entro cinque giorni) carichi a ruolo almeno pari a 10mila euro, l’Amministrazione deve sospendere il pagamento, fino a concorrenza del debito a ruolo, comprensivo delle spese di esecuzione e degli interessi di mora: la residua somma, invece, va pagata.

Tale sospensione non è a tempo indeterminato, ma può durare al massimo 30 giorni. Entro questo termine, l’Agenzia delle Entrate Riscossione deve notificare un atto di pignoramento presso terzi, sia all’ente pubblico che al debitore moroso.

Per effetto del pignoramento, l’ente pubblico versa direttamente nelle casse dell’Agente della riscossione l’ammontare a ruolo. Qualora entro il medesimo termine di 30 giorni non dovesse pervenire alcun pignoramento, l’amministrazione è libera di pagare quanto dovuto al contribuente moroso.

Il pignoramento avviene senza il giudice

Per comprendere a pieno la disciplina del blocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione, occorre ricordare che l’Agente della riscossione applica una procedura agevolata nell’esecuzione dei pignoramenti presso terzi [2].

Nelle procedure normali di pignoramento presso terzi, dopo la notifica del pignoramento da parte del creditore, è necessario passare per un’udienza davanti al giudice (alla presenza, eventualmente, anche del debitore). A tale udienza, il magistrato dispone l’assegnazione delle somme pignorate.

Al contrario, nella speciale normativa «esattoriale», l’Agente riscossore ha la facoltà di evitare del tutto l’intervento del giudice: l’Agenzia delle Entrate Riscossione, infatti, può notificare al terzo l’ordine di pagare le somme da questi dovute al soggetto iscritto a ruolo direttamente a suo favore. Il termine per adempiere all’ingiunzione è di 60 giorni dal ricevimento dell’atto di pignoramento. Non c’è quindi bisogno dell’udienza davanti al giudice.

Facciamo un esempio di come, dunque, potrebbero andare concretamente le cose in tali situazioni.

Si immagini un’impresa che vanti un credito di 15mila euro per appalti eseguiti in favore di un Comune. La stessa impresa inoltre ha debiti scaduti di 12mila euro nei confronti del Fisco. Il Comune, prima di versare il corrispettivo dell’appalto, interroga il sistema dell’Agenzia delle Entrate Riscossione e, venuto a conoscenza della morosità dell’impresa, segnala all’esattore l’entità del credito da versare (15mila euro). In seguito a tale segnalazione, l’Agente della riscossione notifica sia all’impresa che al Comune l’ordine di versare direttamente all’agente stesso l’importo complessivo di 12mila euro. I restanti 3mila euro saranno regolarmente corrisposti dal Comune all’impresa.

note

[1] Art. 48 bis D.P.R. 602/1973.

[2] Artt. 72 bis e 72 ter, Dpr n. 602/1973.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI