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Lo sai che? Violazione privacy: cosa si rischia?

Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2017

Se violi la privacy rischi di avere una condanna penale (arresto o reclusione) e di dover risarcire il danno arrecato.

Il diritto alla protezione dei propri dati personali è riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale e la sua violazione comporta una condanna penale che va dall’arresto (nei casi più lievi di contravvenzioni) alla reclusione (per i casi più gravi che costituiscono reato) e la condanna civile al risarcimento del danno derivato dalla sofferenza psico-fisica arrecata alla vittima, nonché dei danni economici, morali ed esistenziali provocati. Vediamo nel dettaglio queste sanzioni, cercando di capire bene cosa di intende per violazione della privacy.

Il diritto alla privacy

Ognuno di noi pretende che i propri dati personali siano trattati dai terzi nel rispetto delle regole e dei principi stabili dalla legge, ovvero nel rispetto della privacy. Per diritto alla privacy, quindi, si intende il diritto alla protezione dei dati personali, tutelato sia dal codice in materia di protezione dei dati personali [1] sia da altri atti normativi italiani ed internazionali.

Il codice prevede le specifiche misure di protezione e di sicurezza da applicare e gli adempimenti da fare quando si effettua il trattamento di dati personali altrui e riconosce all’interessato (ovvero al soggetto di cui devono essere gestiti i dati sensibili) determinati diritti che può  far valere rivolgendosi direttamente al titolare del trattamento. Ciascuno di noi conserva il diritto di accedere ai propri dati personali e può ottenere la messa a disposizione di tutte le informazioni personali detenute.

Facciamo un esempio. Se voglio, posso chiedere ad un’impresa (senza dover addurre una particolare motivazione e gratuitamente) di chiarirmi:

  • come sia a conoscenza dei (miei) dati di cui è in possesso;
  • quali siano le finalità e le modalità di trattamento di quei dati;
  • gli estremi del titolare o responsabile del trattamento dei miei dati ed i soggetti (o le categorie di soggetti) ai quali i dati potranno essere comunicati.

Posso, inoltre:

  • chiedere a chi sta trattando i dati di aggiornali (perché variati), rettificarli, bloccarli o cancellarli (perché, magari, il trattamento non viene effettuato correttamente secondo le regole o perché non è più necessaria la conservazione dei miei dati);
  • o oppormi al trattamento dei miei dati personali sia per motivi legittimi, sia quando i dati sono trattati per finalità commerciali o di marketing (senza necessità di motivare l’opposizione).

Ad esempio chi non desidera ricevere telefonate pubblicitarie con operatore può iscriversi al registro pubblico delle opposizioni [2].

 

La condanna per violazione della privacy

Quando una società, un’impresa, un’associazione non tratta i dati personali dei terzi in modo corretto e secondo le regole (per esempio fa dichiarazioni false al garante), commette un illecito penale. In particolare la violazione della privacy è punita con la reclusione da sei a diciotto mesi o ( se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione dei dati) con la reclusione da sei a 24 mesi [3] chiunque:

  • al fine di trarre per se’ o per altri profitto o di recare ad altri un danno;
  • procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dalla legge;
  • se dal fatto deriva un danno.

È, altresì, punito:

  • con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque dichiara (o attesta falsamente) notizie o circostanze o produce atti (o documenti) falsi in comunicazioni, documenti o dichiarazioni resi (o esibiti) in un procedimento dinanzi al garante o nel corso di accertamenti [4];
  • con l’arresto sino a due anni chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure minime di sicurezza [5]. In questo caso l’autore della violazione della privacy riceverà una prescrizione, ovvero la richiesta di regolarizzare la gestione dei dati entro un termine stabilito, prorogabile in caso di particolare complessità (o in caso di oggettiva difficoltà nell’adempimento), e comunque non oltre sei mesi. Nei 60 giorni successivi allo scadere del termine, se risulta che il gestore dei dati abbia adempiuto correttamente alla prescrizione, sarà ammesso dal garante a pagare una somma pari al quarto del massimo della sanzione stabilita per la violazione amministrativa. L’adempimento della prescrizione impartita ed il pagamento della sanzione (in misura ridotta) estinguono (cioè cancellano) il reato.

È, infine, punito con la reclusione da tre mesi a due anni chiunque, essendovi tenuto, non osserva determinati provvedimenti del garante.

Dunque, se Tizio comunica i tuoi dati personali (generalità, indirizzo, recapiti telefonici e di posta elettronica, numero di codice fiscale) a soggetti terzi oppure apre a tuo nome un dominio internet o un indirizzo di posta elettronica iscrivendoti ad un sito di messaggeria erotica, sarà passibile di condanna penale.

Risarcimento del danno

La gestione della privacy comporta anche una responsabilità civile [6] in quanto la violazione della disciplina relativa ai dati personali determina un danno sia economico che morale ed esistenziale per chi ha subito l’illegittimo trattamento dei propri dati personali.

Questo significa che chi viola la privacy dovrà anche risarcire:

  • il danno conseguente alla lesione del diritto alla riservatezza;
  • il danno patrimoniale;
  • quello morale ed esistenziale (consistente nella sofferenza psico-fisica del soggetto titolare dei dati, anche a causa dei pregiudizi subiti) non suscettibili di valutazione economica.

Per esempio, un articolo giornalistico che riporti i dati personali di una mamma (rivelando che non sia il genitore naturale del figlio), a prescindere dalla materia dell’articolo, determinerà una devastante esplosione mediatica ed un grave disagio per l’intero nucleo familiare della donna: il direttore del giornale  dovrà risarcire i danni causati dalla violazione della privacy.

note

[1] D. lvo. n. 196 del 20.6.2003.

[2] Art. 130, commi 3 bis e ss, D. lvo n. 196 del 20.6.2003.

[3] Art. 167 D. lvo n. 196 del 20.6.2003.

[4] Art. 168 D. lvo n. 196 del 20.6.2003.

[5] Art. 170 D. lvo n. 196 del 20.6.2003.

[6] Art. 15 D. lvo n. 196 del 20.6.2003.

 


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