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Cartella esattoriale: conseguenze del mancato pagamento

8 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 agosto 2017



Riscossione forzata o pignoramento, fermo auto e ipoteca: che succede se non si paga la cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Quando si ha un debito importante con il Fisco, la conseguenza più immediata è quella di non riuscire a dormire la notte: «E adesso come si fa? Cosa mi può succedere? Mi toglieranno la casa? Mi lasceranno a secco il conto corrente?». Il problema è serio, in effetti. Se il contribuente non versa quanto richiesto dall’Agenzia delle Entrate Riscossione nella cartella di pagamento, ne pagherà le conseguenze in base all’importo del debito iscritto a ruolo.

La legge, infatti, ha messo dei paletti ai poteri dell’Agente della riscossione, restringendo il suo campo di azioni laddove il debito è minore. Come si vede dallo schema qui sotto riportato, tanto più la misura incide sui diritti del contribuente, tanto più è consentita solo per importi di rilevante valore.

 

Cosa può fare l’Agenzia Entrate Riscossione se non paghi?

Sostanzialmente, il ruolo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione è quello di riscuotere le somme iscritte a ruolo e, nel caso di mancato pagamento da parte del contribuente, procedere alla riscossione forzata. Quest’ultima si traduce nel pignoramento, che può essere (a seconda dell’oggetto su cui incide):

  • mobiliare (sui beni mobili del debitore);
  • immobiliare (su casa, terreni e altri immobili);
  • presso terzi (su conto corrente, stipendio, pensione e altri crediti).

Oltre alle misure esecutive appena viste, esistono poi le misure cautelari, che non sono veri e propri atti di espropriazione ma sono volti a preparare il terreno per garantire il buon esito del futuro pignoramento: si tratta del fermo amministrativo (quello che comunemente viene detto «blocco auto») e dell’ipoteca.

Importo a ruolo

Misura
Fino a 1.000 €
Da 1.000,01 a 1.500 €
Da 1.500,01 a 10.000 €
Da 10.000,01 a 20.000 €
Da 20.000,01 a 25.000 €
Da 25.000,01 €
Fermo auto
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Informative sui crediti
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Indagini finanziarie
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Blocco compensazioni in F24
No
No
Si
Si
Si
Si
Blocco pagamenti da amministrazioni
No
No
No
Si
Si
Si
Esclusione da gare pubbliche
No
No
No
Si
Si
Si
Ipoteca su immobili
No
No
No
No
Si
Si
Accessi, ispezioni, verifiche
No
No
No
No
No
Si
Pignoramento mobiliare o presso terzi (c/c, stipendio, pensioni)
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Pignoramento di immobili
No
No
No
No
Si
Si

Fermo auto dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

Il fermo auto può conseguire solo alla precedente notifica del preavviso e al successivo decorso di 30 giorni. L’auto non può circolare ma può essere venduta. Il contribuente che ottenga la rateazione del debito può ottenere la sospensione del fermo, dimostrando di aver pagato la prima rata. La cancellazione definitiva, però, avverrà a pagamento completato, quindi solo con l’ultima rata.

Informative sui crediti da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

L’Ente esattore può chiedere a terzi soggetti – siano essi privati, siano pubbliche amministrazioni – di comunicarle se sono debitori del contribuente moroso di cose o somme di denaro. L’Agenzia delle Entrate Riscossione fissa un termine (non inferiore a 30 giorni dalla ricezione) entro cui il terzo deve rispondere. Questo al fine di procedere al pignoramento di tali beni o somme. Immaginate che un professionista sia creditore verso una azienda di 10.000 euro, ma nello stesso tempo, abbia un debito con l’Agenzia delle Entrate Riscossione di 20.000: in tal caso, l’Agente, venendo a sapere del credito del debitore, lo può sottoporre a pignoramento presso terzi.

Per la giurisprudenza, questa comunicazione inviata dall’esattore a tutti i potenziali clienti del contribuente moroso, non viola la privacy di quest’ultimo.

Nei confronti delle pubbliche amministrazioni, invece, non c’è bisogno di alcuna richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione per crediti superiori a 10mila euro. In particolare, in via automatica, tutte le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a 10.000 euro, verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è debitore di una o più cartelle di pagamento o accertamenti esecutivi per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e segnalano la circostanza all’Ente di riscossione.

Indagini finanziarie dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

L’Agente della riscossione ha sempre libero accesso all’Anagrafe Tributaria o dei conti correnti, rispettando determinate garanzie previste dalla legge: la richiesta deve essere prima autorizzata dai vertici dell’Ente di riscossione ed operativamente compiuta da un dipendente individuato in base a particolari competenze e professionalità.

Inoltre le informazioni a cui può accedere sono limitate.

Blocco dei pagamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

Come detto prima, le pubblica amministrazione, prima di effettuare il pagamento di un importo superiore a 10.000 euro, deve prima verificare, tramite l’Agenzia delle Entrate Riscossione, che il beneficiario delle somme non sia inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per somme pari almeno a tale importo. In caso affermativo, il pagamento viene temporaneamente bloccato (fino all’ammontare del debito) e la circostanza viene segnalata all’ufficio dell’esattore competente per territorio, affinché possa riscuotere le somme iscritte a ruolo. Se il contribuente provvede a saldare il debito entro un termine stabilito, l’amministrazione sblocca il pagamento.

Esclusione da gare di appalto

Chi ha omesso il pagamento di imposte e tasse per un importo superiore a 10.000 euro non può partecipare a gare per l’affidamento di concessioni ed appalti di lavori, forniture e servizi nei confronti della Pubblica amministrazione, né può essere affidatario di subappalti.

Di conseguenza, chi intende partecipare ad una gara d’appalto può fornire l’attestazione del possesso dei requisiti richiesti mediante dichiarazione sostitutiva, fermo restando il potere di verificarne la veridicità da parte delle amministrazioni procedenti.

Nello specifico, la Pubblica amministrazione può richiedere all’Agenzia delle Entrate, relativamente ai tributi di sua competenza, il rilascio dell’attestazione di regolarità fiscale, che dovrà riportare solamente le violazioni definitivamente accertate in relazione al pagamento di tributi. Non è considerata violazione rilevante quella non ancora definitivamente accertata.

Il contribuente che paghi l’intero debito alla data di richiesta della certificazione, anche mediante definizione agevolata, è riammesso a partecipare alle gare.

Ipoteca dall’Agenzia delle Entrate Riscossione

L’ipoteca può essere iscritta su qualsiasi immobile, anche sulla prima casa, a condizione che il debito sia superiore a 20.000 euro. Contrariamente a quanto succede con il fermo, la presentazione dell’istanza di rateazione e il pagamento della prima rata non sospendono l’ipoteca, che rimane fino al pagamento dell’ultima rata.

Se si tratta di unico immobile di proprietà del contribuente, ad uso residenziale e su cui sia stata fissata la residenza anagrafica, non si può procedere a pignoramento (l’ipoteca però resta salva).

Il successivo inserimento della casa nel fondo patrimoniale non pregiudica l’ipoteca dell’Agenzia delle Entrate Riscossione iscritta in precedenza. La casa ipotecata può essere occupata e anche venduta. L’acquirente, però, si prende il pacchetto completo: otterrà il bene con tutta l’ipoteca. Per cui potrebbe subire l’espropriazione se il debitore iniziale non paga.

Accessi e ispezioni dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

In caso di mancato pagamento da parte del contribuente di un debito complessivo superiore a 25.000 euro, i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione possono effettuare accessi, ispezioni e verifiche, se autorizzati dai vertici dell’Agenzia stessa.

Oggetto di tale verifica possono essere i soggetti esercenti attività d’impresa oppure attività di lavoro autonomo.

L’Ente della riscossione seleziona i contribuenti ritenuti di maggiore interesse nei confronti dei quali utilizzare gli accessi secondo parametri di valutazione come, ad esempio, l’individuazione di profili di rischio elevati.

Diversamente da quanto previsto ad esempio per l’accesso all’anagrafe tributaria, non è richiesto che il dipendente dell’Agenzia che accede ai locali sia un ufficiale della riscossione.

L’esattore può effettuare l’accesso solo dopo il mancato pagamento del contribuente e, pertanto, solo dopo il termine che decorre dall’avvenuta notifica della cartella di pagamento. Nel caso di accertamento esecutivo, può procedere dopo la comunicazione al contribuente della presa in carico delle somme dell’accertamento.

Pignoramento mobiliare o presso terzi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

Non vi sono limiti di importo per poter procedere al pignoramento di beni mobili, del conto corrente, dello stipendio o della pensione.

Tuttavia, per quanto riguarda il pignoramento dello stipendio e della pensione, la legge fissa un tetto pignorabile pari a:

  • un decimo dello stipendio se quest’ultimo non supera 2.500 euro;
  • un settimo, se lo stipendio è superiore a 2.500 euro e inferiori a 5.000 euro;
  • un quinto, se lo stipendio è superiore a 5.000 euro.

Invece, per quanto riguarda il pignoramento del conto corrente bisogna distinguere:

  • per la generalità dei conti correnti, il pignoramento è integrale, ossia del 100%;
  • per i conti correnti su cui vengono depositati stipendi o pensioni, il pignoramento può avvenire con i seguenti limiti:
    • quanto alle somme già depositate al momento del pignoramento, si può pignorare solo l’importo che eccede 344,21 euro (ossia un triplo dell’assegno sociale che, per il 2017, è pari a 448,07). Quindi, su una giacenza di 1.500 euro si possono pignorare solo 155,79 euro;
    • quanto alle somme che verranno accreditate successivamente, si può pignorare solo un quinto.

note

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    Se non ho possibilità di pagare le conseguenze si possono riperquotere su figli?in mia mancanza.

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