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Licenziamento prima delle ferie

27 Agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Agosto 2017



Se il dipendente viene licenziato prima che possa godere delle ferie le perde?

Se il lavoratore viene licenziato prima che possa usufruire delle ferie, queste non sono perse, ma vengono liquidate assieme alle competenze finali spettanti. Anche se le ferie non sono monetizzabili, infatti, è possibile che siano liquidate nei casi in cui non sarebbe comunque possibile goderle.

Questo accade non solo in caso di licenziamento, ma anche nei rapporti di lavoro stagionali e nei rapporti a termine di durata minore di un anno: proprio a causa della breve durata, in queste situazioni il godimento delle ferie risulta difficile e il datore di lavoro non è sanzionabile per la mancata fruizione delle assenze, che vengono liquidate sotto forma di indennità.

Azzeramento delle ferie

Ben altra cosa, invece, è annullare, o cancellare, le ferie ai dipendenti con un accordo. In particolare, secondo la Costituzione [1], il diritto alle ferie è irrinunciabile, in quanto la loro finalità è quella di consentire un adeguato recupero delle energie psicofisiche.

Tuttavia, secondo alcune sentenze della Cassazione [2], l’irrinunciabilità delle ferie non va intesa in senso assoluto, ma è volta ad evitare che il lavoratore possa privarsi del proprio diritto alle ferie prima che maturino, quindi che possa pregiudicarsi il diritto al riposo.

In pratica, se il lavoratore si rifiuta, senza ragione, di fruire delle ferie, nonostante il datore di lavoro abbia avanzato diverse soluzioni per venire incontro alle sue esigenze, il diritto alle ferie (già maturate) si estingue e il dipendente non può pretendere un risarcimento per equivalente.

Riduzione delle ferie

Il datore non ha nemmeno la possibilità di ridurre le ferie maturate o quelle di futura maturazione (ad esempio prevedendo un rateo mensile pari a una sola giornata di ferie).

Secondo la legge [2],infatti,  non è possibile ridurre le ferie spettanti al di sotto di 4 settimane su base annua: se il contratto collettivo prevede ferie ulteriori rispetto alle 4 settimane, soltanto le ferie in eccedenza sono monetizzabili e rinunciabili.

Ferie durante il periodo di preavviso

Se il lavoratore a cui è stato notificato il licenziamento ha cumulato molte ferie, il datore di lavoro non può fargliele scontare nel periodo di preavviso. Secondo quanto disposto dal Codice Civile [3], difatti, questo lasso di tempo, che intercorre dalla comunicazione del recesso (licenziamento o dimissioni) al momento in cui lo stesso acquista effetto, ha la funzione di evitare che la risoluzione immediata del contratto danneggi l’altra parte.

Conseguentemente, durante il preavviso il contratto di lavoro deve essere eseguito regolarmente: diversamente, la parte che decide di recedere senza rispettare il periodo di preavviso deve indennizzare l’altra, anche se si tratta del lavoratore.

Se, nonostante le prescrizioni del codice civile ( riprese dai principali contratti collettivi), avviene comunque la fruizione delle ferie durante il preavviso, il periodo viene prorogato in misura corrispondente alle ferie godute.

In parole semplici, le ferie, alla pari delle altre assenze, come quelle per malattia, sospendono il decorso del preavviso, che riprende inalterato al termine dell’astensione dal lavoro: questo, in quanto durante tale periodo il rapporto è ancora attivo e sono applicabili tutte le regole attinenti. Peraltro, durante il preavviso, poiché le parti conservano tutti gli obblighi e diritti derivanti dal contratto di lavoro, maturano regolarmente anche i ratei relativi alle ferie ed ai permessi [4].

Ferie e rinuncia al preavviso

Tuttavia, il soggetto che riceve la comunicazione di risoluzione del rapporto di lavoro può volontariamente rinunciare al preavviso, per un periodo corrispondente alle ferie fruite. La rinuncia al preavviso, difatti, non deve per forza riguardare l’intero periodo, ma può concernere anche le sole giornate di ferie. Lo stesso ragionamento è valido anche per i permessi retribuiti maturati, di qualunque tipologia siano (Rol, ex-festività, etc.).

La rinuncia al preavviso, che può essere anche disposta in un accordo a firma di entrambe le parti, è espressamente prevista da diversi contratti collettivi, compreso quello dei dipendenti pubblici [5].

note

[1] Cass. sent. n. 2326/2003; Cass. sent. n. 7451/2002.

[2] D.lgs. n. 66/2003.

[3] Art. 2109 Cod. Civ.

[4] Cass. sent. 14646/2001.

[5] Art. 12, Co. 5, CCNL Aran del 9.5.2006.


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